Epidemiologia&Prevenzione

Elenco dei commenti

Per prevenire è essenziale conoscere

15/09/2022 20:56 - Cesare

Caro Vittorio, come sai sono del tutto d'accordo nel ritenere che ahimè la prevenzione non sia più nella testa dei governanti! Però non è solo importante riorganizzare le strutture operative, ma anche sviluppare la conoscenza dei determinanti della salute perché è solo così che si può decidere che fare. Permettimi poi di osservare che Sistema e Servizio sanitario sono due cose diverse: Servizio (Ssn) è l'insieme delle attività sanitarie istituzionali, Sistema invece è tutto ciò che riguarda la salute anche se non fa parte del Servizio. Ad esempio tutte le attività ISTAT riguardanti la salute sono nel Sistema e non nel Servizio. Comunque questi  sono solo problemi terminologici. L'importante è prevenire prima che curare, e su questo siamo d'accordo ed infatti la rivista si chiama Epidemiologia & Prevenzione ... l'epidemiologia se non servisse per la prevenzione servirebbe molto di meno! Ma la Prevenzione senza epidemiologia funzionerebbe  anch'essa molto di meno.

E' SPARITA LA PAROLA PREVENZIONE

15/09/2022 12:31 - Vittorio Carreri

Non esiste il Sistema sanitario. Esiste il SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE per legge. Esistono i decreti attuativi. Esiste la Costituzione e i Livelli Essenziali di Assistenza(LEA).  Esiste il Parlamento, il Governo nazionale e il Ministero della Salute, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano. Ci sono un centinaio di ASL, di Dipartimenti di Prevenzione, di Distretti, di Ospedali. Si spendono risorse pubbliche pari a 120 miliardi di euro all'anno per il SSN, i due terzi dei bilanci delle Regioni si spendono per la sanità. La parola prevenzione non si sente più. I settori più in crisi sono la prevenzione che anche i "migliori" non usano più utilizare, forse in quanto impegnati a ripristinare la salute?. L'Assistenza primaria molti non sanno neppure che cosa sia, mentre stupidamente viene usato il termine ufficiale Cure Primarie come che per esempio i MMG e i PLS non dovessero essere coinvolti come protagonisti nelle attivita di informazione , comunicazione, educazione alla salute e soprattutto nelle attività di prevenzione primaria, secondaria, terziaria con i Dipartimenti di Prevenzione e con il resto dei servizi e delle strutture territoriali.

... e in europa ?

14/09/2022 14:35 - roberto dibari

buongiorno.

giorni addietro un epidiemologo ha detto che in Italia il numero di morti COVID rimane molto alto rispetto ad altri paesi . confrontandomi con parenti che vivono all' estero ho saputo che i protocolli di cura casalinga dei primi sintomi dell' infezione sono gli stessi che in Italia e questo grosso modo vale anche per le cure ospedaliere .

Domande : qui da noi si stà sbagliando qualcosa a livello di protocolli ? noi Italiani siamo particolarmente deboli e predisposti ai problemi polmonari ? negli altri paesi stanno nascondendo i reali numeri dei decessi dovuti all' infezione ?

grazie

e non parliamo...

13/09/2022 17:02 - Paolo Crosignani

dei sorrisini e delle contumelie degli avvocati delle difese, del doversi difendere dai colleghi che fanno carriera grazie alle loro prestazioni in favore dell'industria, del modo come si presentano in udienza. Dovrebbe essere chiaro a tutti che il consulente del PM cerca la vertà, mentre i difensori fanno la loro parte. Un maggiore rispetto per la funzione del Consulente di Giustizia (Giudice o PM) purtroppo non lo si trova nel nostro ordinamento. Il Consuente è comunque un sobordinato. Il potere sa bene difendersi e lo fa anche con questi metodi. Una riforma del ruolo del Consulente di Giustizia, un divieto per chi svolge cariche pubbliche di essere consulente (strapagato) di altri interessi, sarebbero forse i primi passi verso una maggiorre considerazione del ruolo che anch'io, peraltro con soddisfazione, ho ricoperto. Come conseguenza anche le retibuzioni potrebbero cambare.

Se questi sono i programmi......

08/09/2022 11:11 - Rodolfo Saracci

Due rapide osservazioni dopo un iniziale esame dei programmi dei partiti :

(1) Se  con la sanita' delineata da questi programmi dovesse arrivare un altro virus tipo SARS-Cov-2 saremmo organizzativamente preparati come nel Gennaio 2020 : i miglioramenti di risposta all'epidemia potrebbero soltanto provenire dai sanitari (peraltro diminuiti di numero) sulla base della loro esperienza, sia diretta sul campo che elaborata attraverso il gran volume di studi scientifici

(2)Con programmi di questo genere e vigore di convinzione e formulazione il ministero dell'economia non avra' nessuna difficolta' a essere ancora per un buon momento il direttore d'orchestra della politica sanitaria.

replica

07/09/2022 19:44 - VITO TOTIRE

vedo solo ora la risposta di cesare Cislaghi; comprendo l'invito a essere più aderenti al tema proposto di volta in volta; tuttavia credo che la "confusione" che abbiamo constatato nel riconoscere il confine tra malattia professionale e malattia comune si di stretta competenza della epidemiologia; ha ragione Cisalghi : i mio è stat uno sfogo da indirizzare ad altri interlocutori (cosa che comunque è stata fatta); alla fine la lavoratrice, immigrata, "povera" , cargiver, non è stata risarcita nè dall'Inail nè dall'Inps; poi è arrivato il caro-bollette...tutto questo distress produce malattia...

Complimenti per il vostro lavoro, continuerò a leggere con grande intenzione e interesse.

Vito Totire

I conti grezzi del rischio relativo

25/08/2022 13:12 - Cesare

Facendo grossolanamente dei calcoli grezzi presupponendo che la struttura eta-genere dei positivi sia la stessa della popolazione generale: 

su 60.000.000 abitanti muoiono 1.800 persone al giorno, cioè 3 per 100.000

su 750.000 positivi prevalenti ci sono 113 decessi al giorno, cioe 15 per 100.000

RR = 15/3 = 5  i positivi muoiono cinque volte i negativi

Poi il calcolo sarebbe da fare per eta e genere e magari anche per area geografica e, potendo, per cronicita.

 

 

 

Cos’é una “causa di morte”

25/08/2022 11:38 - Cesare

Nessuno, tranne chi va sotto il tram, muore solo per una "causa" specifica!  Ci sono sempre molte concause e sopratutto per gli anziani difficilmente non ci sono situazioni senza qualche presenza di situazioni patologiche. Per definire la causa allora si devono seguire le norme della classificazione ICD. E concettualmente la causa principale è quella per cui se non ci fosse stata non ci sarebbe stato decesso. Attualmente i decessi dei positivi Covid non sono piu come nei primi tempi per polmonite interstiziale ma molti per sepsi non controllabili. In ogni caso si puo calcolare qual è il numero atteso giornaliero dei positivi prevalenti applicando iñ tasso generale di mortalita per eta e genere. Il rapporto tra l'osservato e l'atteso fa il rischio relativo di morire di Covid che attualmente è tra il 4 ed il 5. E questa è la sovramortalita per Covid che prescinde dalla definizione della causa  specifics. Comunque oggi grazie ai vaccini i decessi dei positivi sono scesi sotto al due per mille e non c'è alcuna evidenza che genericamente vi siano problemi di sssistenza inadeguata.

però non medicalizziamo la pace e la guerra!

24/08/2022 13:34 - cesare

Condivido totalmente l'esigenza di far di tutto per prevenire i conflitti ed anche il ruolo che possono averne i medici e l'ambiente della sanità tutta.

Vorrei solo però che non si cadesse nel pericolo di medicalizzare la pace e la guerra. Le guerre sottraggono moltissima salute, ma non sono malattie, l'origine non è biologica, l'origine è politica ed etica.

Prevenire le guerre è un compito di tutti noi, delle scelte politiche ed economiche che noi facciamo come singoli, come popoli, come Governi.

Non si guariscono le guerre con i farmaci, con il bisturi e neppure con le psico terapie. Come conservare la pace non è una ricetta che troviamo sui testi di clinica medica!

Però impegnamoci perchè si riesca a stare tutti senza guerre!

riflessioni

23/08/2022 13:17 - oplonti

Riflettendo sulle affermazioni:

  • è liberticida un'imposizione sanitaria che non sia realmente necessaria ed efficace.
  • la difesa della salute e della vita non può essere messa in discussione per ragioni economiche a meno che queste siano prevalenti proprio per difendere salute e vita.
  • di fronte ai problemi di salute e di difesa della vita si devono ridurre al minimo possibile le diseguaglianze sociali.
  • ogni provvedimento imposto che riduca la libertà deve avere un'evidenza scientifica di efficacia e deve massimizzare l’utilità collettiva rispetto a quella ottenibile senza imposizioni...Le chiedo: la gestione della pandemia in Italia  ha seguito i punti che lei annovera?

Causa di morte per covid-19 o per protocollo inadeguato?

21/08/2022 22:15 - Massimo Coppolino

Perchè si parlasempre di morte "per Covid-19" e non si dice, più semplicemente, morte per "polmonite interstiziale"? Parliamo del fatto che oggi, nel 2022, si muia di polmonite causata ,solo come fattore scatenante, da un virus, il SARS-CoV-2, con una letalità bassissima, inferiore all'1%. Il fatto che ci sia il suffisso "-2" non è casuale, ma indica che esso è strettamente correlato (>90% di omologia genetica, e quindi strutturale e, ancora, di meodi di infezione, replicazione e trasmissione) al virus SARS-CoV del 2002-03, parente strettissimo, quindi, ma con una letalità media dell'11% . Orbene, 20 anni fa, con minore espeerienza clinica e con mezzi diagnostici di minore precisione, la pandemia da SARS-CoV (1)è stata affrontata con un protocollo terapeutico (poi ribattezzato Protocollo Nazionale per l'Assistenza al paziente SARS) che ha permesso, in tutto il mondo, di avere solo poche centinaia di decessi, Oggi, con un virus mille volte meno letale, com mezzi diagnostici ultraprecisi, con la clinica che ha fatto passi da gigante, si assiste ad un numero di decessi che, ad oggi, solo in Italia, ha raggiuto cifra 175.00! 

A questo punto due sole sono le possibilità: o i medici di oggi sono dei perfetti incompetenti, rispetto ai colleghi di 20 anni fa, o i decessi sono dovuti a protocolli, sia assistenziali, che sociali che ospedalieri, che sono deleteri o, addirittura, "gravemente pregiudizievoli" od "omicidi", come sentenziato da diversi tribunali, sia nazionali che esteri. Mi si può dire qualsiasi cosa, ma nulla può giustificare che nel 2022 muoiano 175.000 persone di polmonite, tranne se sono ultraottantenni e con 2 o 3 patologie gravi preesistenti. A questo punto, cosa li ha uccisi? La COViD? Sarebbe come dire che un muro lesionato e quasi al crollo è stato demilito non dai gravi danni preesistenti ma da un tizio che lo ha percorso con un semplice martello! La causa di morte non è assolutamente imputabile all'ultimo patogeno , come nei commenti soprastanti, lo sarebbe solo se la persona, in assenza di quel patogeno, non sarebbe mai morta di una delle patologie preesistenti (come da indicazioni ISS). Se un tizio ha un cancro in fase terminale e gli restano pochi mesi di vita e si infetta con il virus SARS-CoV-2, MUORE NON PER COLPA DEL VIRUS MA DEL GRAVE STATO DI IIMUNODEFICENZA DOVUTO AL TUMORE ED ALLA CHEMIO! Quindi, annoverare come morti DI COVID, i morti CON COVID, è sempre palesemente falso, ed utile solo ad una propaganda terroristica  la cui finalità non è certamente preservare la salute dei cittadini e che, oltre tutto, fa passare un virus di bassa letalità come se fosse il nuovo Ebola o la nuova peste bubbonica e i medici come perfetti incompetenti!

 

E’ vero, sui decessi bisogna capirne di più

09/08/2022 14:35 - Cesare Cislaghi

Cara Stefania,

grazie dell'intervento e concordo pienamente che occorre approfondire il tema dei decessi. 

Mi sono da tempo stupito che , a fronte di più di cento decessi,  gli accessi alle terapie intensive fossero   solo due o tre decine.

Ho chiesto qua e là il perché, e alcuni medici ospedalieri mi hanno detto che i decessi non sono più quasi mai per patologie respiratorie ma quasi sempre per sepsi non controllabili.

Se le cose stanno così il problema sta nell'incapacità dei deceduti di reagire comunque ad una infezione ed allora c'è poco da fare oltre che cercare di evitare che si contagino,

Peró se qualcuno dei lettori di questo blog ne sa di più sarebbe interessante ascoltarlo,

 

Non conosco tecnica che non sia anche politica

09/08/2022 14:33 - Vittorio Carreri

Per la sanità in Italia si spendono ogni anno più di 120 miliardi euro. Si calcola che circa il 20-30% siano sprecati, specie per l'assistenza farmaceutica. Il bilancio delle Regioni per oltre il i 3/4 è impegnato per spese sanitarie. L'Italia è l'unico Paese al Mondo che nel SSN si comprende unitariamente la prevenzione, la diagnosi, la cura, la riabilitazione. Questo avvieve dovunque salvo nella Regione Lombardia cioè per 10 milioni di persone. La nota interessante che mi permetto di commentare, chiude sulla prevenzione richiamando i principi e i valori della riforma sanitaria(legge 833/78). Forse l'importanza della prevenzione andrebbe segnalata al primo posto. Essa per essere realizzata necessita di decentramento istituzionale, di partecipazione e di controllo democratico. Mi pare che nulla di ciò stia accadendo. La situazione potrebbe peggiorare in futuro. Vittorio Carreri, medico igienista.

Ottima analisi, ma ancora...

09/08/2022 10:17 - Stefania salmaso

Grazie dell'analisi che cerca di prendere in considerazione i diversi punti di vista di discipline diverse. Stiamo cercando di decifrare l'andamento di una malattia per la quale i modelli già noti non funzionano granché. Abbiamo capito che il momento critico della pandemia, sostenuto dallo stato di suscettibilità di tutta la popolazione, è superato, ma ora che c'è una generica immunità parziale le infezioni continuano a circolare ampiamente, sostenute da diversi fattori. Insomma non c'è una soluzione semplice, ma se l'obiettivo prioritario  è quello di ridurre i danni, la sorveglianza dovrebbe allargarsi a dare maggiori indicazioni sui decessi per individuare i margini di miglioramento possibili (ritardi di diagnosi? Ritardi di trattamento? Mancanza di prevenzione?) 

 

 

Un possibile bias?

28/07/2022 09:18 - Cesare Cislaghi

Certamente anche questo può essere un bias dell'analisi.

Si consideri però che perché il RR fosse pari a uno i positivi prevalenti dovrebbero essere circa quattro volte quelli dichiarati, cioè sei milioni, uno ogni dieci italiani ... non credo sia la situazione attuale!

Un possibile bias?

27/07/2022 13:56 - Francesco CUCCARO

Carissimi,

penso possa esserci un ulteriore bias rispetto a quelli citati nel testo:

quando una persona ha problemi di salute si rivolge a una struttura sanitaria, quando una persona si rivolge a una struttura sanitaria è sottoposta a tampone (e necessariamente tampone "ufficiale", non fai-da-te come può avvenire a domicilio con possibile escape rispetto all'inclusione nei dati ufficiali) e se è positivo viene annoverato tra i positivi Covid.

Dunque un ricoverato (o chi ha avuto comunque necessità di rivolgersi a una struttura sanitari) ha più probabilità di essere riconosciuto come positivo rispetto a una persona  che non si è rivolta a una struttura sanitaria e contemporaneamente ha una diversa probabilità di morte avendo una patologia (quale essa sia) che ha determinato la necessità di un contatto col sistema sanitario.

Questo a mio avviso può essere un bias piuttosto rilevante nell'interpretazione del RR così come calcolato.

Cordiali saluti,

Francesco Cuccaro

Epidemiologo

 

PIU' PREVENZIONE

08/07/2022 18:36 - Vittorio Carreri

Se non viene potenziata la prevenzione e la sanità pubblica nei Dipartimenti di Prevenzione, nei Presidi Multizonali di Prevenzione. nei Distretti, negli Ospedali non si va avanti anzi il SSN crolla. L'aziendalismo confuso con l'economia sanitaria, non ha giovato alla sanità pubblica. Anzi è servito a favorire la sanità privata. I principi e i valori della riforma sanitaria del 1978 sono ancora validi. La prevenzione e la sanità pubblica sono entrati in crisi quando à venuto meno il decentramentoi istituzionale condizione essenziale per la partecipazione delle persone e per un indispensabile controllo democratico.

 

Incentivare lo smaltimento

28/06/2022 11:33 - Salvatore Pisani

Condivido l'appello. Favorire lo smaltimento del cemento amianto senza essere provvisti di sufficienti discariche ad hoc è come sostenere il SSN senza programmare un sufficiente numero di medici e infermieri. Inoltre a me consta che, per il conferimento in discarica di un manufatto in cemento amianto, bisogna spesso ricorrere a servizi privati pagati dal cittadino, e questo non incentiva certo lo smaltimento...

Salvatore Pisani, già responsabile della Unità Operativa di Epidemiologia di ATS Insubria

Quando finisce la pandemia?

20/06/2022 16:02 - Cesare Cislaghi

Si dice solitamente che da epidemia si passa ad endemia quando è terminata la fase acuta della circolazione dell’agente patogeno e si è trovato un equilibrio perdurante di "convivenza". Noi oggi conviviamo con numerose malattie infettive, ma per la loro maggioranza conserviamo l'obbligo dell’isolamento ovvero continuiamo ad adottare misure precauzionali. Convivere con il virus significa trovare le modalità per cui il virus minimizzi complessivamente gli effetti nocivi sulla collettività, in termini sia di salute sia di socialità, sia di economia, ecc. e non certo significa peró lasciargli tutte le capacità di diffondersi. Sopratutto è indispensabile continuare a fornire informazioni ed indicazioni che responsabilizzino la popolazione. Soprattutto non vogliamo dover tornare ai provvedimenti resisi necessari durante questi primi due anni!

Quando finisce la pandemia?

19/06/2022 12:28 - Francesco Cuccaro

Dal momento che mi sembra piuttosto in linea con l'argomento in discussione, condivido l'articolo di Ioannidis sulla fine della pandemia. 

A un certo punto dovremo pur decidere su che cosa voglia dire "convivere con il virus". 

“The gargantuan attention in news media, social media and even scientific circles should be tempered. Public health officials need to declare the end of the pandemic. Mid- and long-term consequences of epidemic waves and of adopted measures on health, society, economy, civilization and democracy may perpetuate a pandemic legacy long after the pandemic itself has ended.”

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/eci.13782

 

Cruscotto MADE

24/05/2022 13:56 - giuseppe tiberio

buongiorno non riesco piu ad accedere ai dati covid tramite il cruscotto MADE  .Mi auguro che il sistema  continui a funzionare perche i vostri dati sono molto utili nell ambito del progetto SARI - Sorveglianza ambientale reflui ITALIA

grazie

chiarezza nella presentazione delle analisi

05/05/2022 11:23 - valerio gennaro

Carissimi, grazie per il vs lavoro, ma visto che questo serve affinchè altri lo continuino, lo integrino e lo spieghino, Vi invito a mettervi regolarmente nei panni di un normale studioso interessato al problema: molti grafici e figure non sono chiare nè informative, ma solo orientative, così come le legende, i titoli, le unità di misura, i fattori di aggiustamento ecc.

Non tutti masticano statistica da quando hanno cominciato a lavorare, ma molti potrebbero aiutare a spiegare, oltre che descrivere, la situazione epidemiologica del COVID e la sua possibile malagestione.

Grazie per quello che riuscirete a modificare (urgentemente). Naturalmente sono disponibile ad ulteriori spiegazioni anche in vie brevi e dirette (cell. 340 3xxxxx)

Non pensavo fossimo così indietro

22/03/2022 20:17 - Dario Gambino

Da nuovo socio, ho avuto il piacere di leggere questo documento per capire quanto siamo indietro in Italia e quante generazioni occorreranno prima di reggiungere gli obiettivi indicati.

Avendo vissuto dall'interno i processi di innovazione tecnologica nel pubblico, só bene che i tempi saranno rilevanti, ma, fa piacere leggere di queste energie. 

Lasciatemi dire che trovo davvero un offesa alla lingua Italiana l'uso di questa nuova lettera in nome del politicamente corretto. Scrivete allora 'epidemiologi ed epidemiologhe' usando la nostra lingua. 

Sarò felice di darvi una mano, qualora occorrente. 

 

 

 

Ls

l'esperienza dell'osp.villa scassi

16/03/2022 08:43 - angelo stefanelli

nel saggio uscito nel 2008, a cura di Costantini, Borreani e Grubich si accenna aun filmato dell'ex dir.san.dell'osp.villa scassi di ge-samp.sull'implementazione delle LCP nel reparto medicina del nosocomio suddetto. ho tentato di accedervi ma il sito è ora sotto la a.s.l.3, per cui ho avuto difficoltà. grazie per ev.suggerimenti e cortesi omaggi.

SANITA' PUBBLICA SPARITA A BOLOGNA W LE VILLE E VILLETTE ACCREDITATE

11/03/2022 14:30 - ANNA

LA SANITA' PUBBLICA A BOLOGNA ED  EMILIA ROMAGNA E' SPARITA, SI CHIUDE NEL PUBBLICO REPARTI, OSPEDALI, AMBULATORI ETC E SI AVVANTAGGIA IL PRIVATO ACCREDITATO, VILLE E VILLETTE DI CURA E AMBULATORI ACCREDITATI. QUALCUNO SA INDICARMI SERIAMENTE QUANTI SOLDI SONO STATI SPESI PER LA SANITA' PRIVATA E QUANTI IN QUELLA PUBBLICA, DALLA RIFORMA DEL 2017 IN POI PIANO PIANO IL DECLINO DELLA SANITA' PUBBLICA, SE VUOI FARE UNA VISITA DEVI FARTI MINIMO 70 KM E RECARTI PRESSO OSPEDALI PRIVATI, UMANAMENTE IMPOSSIBILE RECARTI PRESSO UN OSPEDALE BOLOGNESE. DA ULTIMO LA GRANDE RIFORMA DEI PRONTO SOCCORSO CON L'ISTITUZIONE DELL'ACCESSO IMPRORIO, PRATICAMENTE QUALSIASI  CODICE COLORE HAI PRATICAMENTE  PAGHI SEMPRE E PER NON PARLARE POI DEGLI OSPEDALI DOVE IL POMERIGGIO GLI AMBULATORI SONO RIVOLTI QUASI TUTTI VERSO LA LIBERA PROFESSIONE. FATEVI UN GIRO NEGLI OSPEDALI E VEDRETE VOI STESSI. BASTA POLITICANTI DI 4 SOLDI DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA E' ORA DI CAMBIARE MARCIA, SIAMO STUFI DI ESSERE PRESI IN GIRO DA VOI, SE HAI I SOLDI TI CURI ALTRIMENTI CREPI!!!!!!!!

segnalazione grave e preoccupante, però per favore stiamo in tema

09/03/2022 19:24 - Cesare Cislaghi

La segnalazioine di Vito è una segnalazioine di come il sistema sanitario possa creare problemi invece che risolverli! La burocrazia è inevitabile in un sistema complesso, però non deve mai accanirsi in questo modo! Speriamo che il problema si risolva perché per un lavoratore 400 € non sono noccioline.

Però vorrei dire a Vito e a chiunque altro di rimanere per favore sul tema del blog anche perché questa stessa segnalazioine probabilmente avrebbe maggiore impatto se fatta in un altro ambito e non dove ci si occupa di analisi epidemiologiche.

Mi permetto invece di osservare come sarebbe molto opportuno ed interessante che in questo blog ci fossero diversi commenti sui temi trattati, commenti per arricchire, discutere, criticare, ma comunque per aiutare a capire meglio ciò che sta succedendo.

Grazie se vorrete intervenire, anche con poche parole ma "in tema".

lavoratori che si assentano

09/03/2022 17:53 - Vito Totire

una lavoratrice "care giver" presenta sintomi fa il tampone è positiva;

sta a casa ma non riesce a contattare il medico di base anche perchè ne ha scelto uno fuori comune perchè nel suo c'è un "problema" di medici no vax sospesi...

a fine mese si vede decurtata la sua paga di 400 euro !

la sua condizione verosimilmente non è stata segnalata nè all'Inps nè all'Inail;

dall'Inps mi dicono: 

si può fare una segnalazione tardiva ma:

se quarantena in asintomatico il governo dal primo gennaio non da copertura economica

se sintomatica il certificato tardivo può non essere accolto o probabilmente non viene accolto

molte informazioni le ho raccolte io che sono un medico; la lavoratrice che proviene da un paese dell'est europa ha solo capito che il salario è decurtato

questa confusione in particolae per chi "non sguazza nell'oro" potrebbe indurre a non rispettare la quarantena, lavorare in nero ecc. oltre a "disturbare" (con perdite di tempo) le persone che vengono coivolte e cercano di dare una mano anche per dovere deontologico...

vedremo se la lavoratrice riuscirò a recuperare...sai com'è 400 euro con le bollette che fioccano non vorrei che mancassero anche i soldi per mangiare.

 

Grazie della attenzione.

 

Vito Totire , medico del lavoro 

 

 

 

 

 

 

una conferma dall'ARS Toscana

28/02/2022 16:37 - Cesare Cislaghi

Una conferma che i ricoverati positivi al virus non a causa del covid sono circa il 30% dei "ricoverati covid" ci viene da una nota dell'ARS toscana:  

ll30% dei pazienti positivi per Covid-19 attualmente in ospedale in Toscana è ricoverato per altri motivi a cura di: F. Gemmi 

[4699-30-per-cento-dei-pazienti-positivi-per-covid-19-attualmente-in-ospedale-in-toscana-è-ricoverato-per-altri-motivi.html]

 

 

Quanti ricoveri "con" Covid?

28/02/2022 15:21 - Cesare Cislaghi

Facendo un calcolo grossolano, potremmo ipotizzare che nei posti letto italiani occupati al 90% ci siano 170.000 ricoverati. Se la prevalenza di positivi al virus fossero come nella popolazione di oggi del 2% ci sarebbero 3.400 ricoverati positivi. I ricoverati Covid dichiarati sono oggi invece 11.600 e quindi sono tre volte quelli che ci aspetteremmo se il Covid non fosse la ragione del ricovero ma solo una loro caratteristica. Possiamo quindi ritenere che circa 8.000 siano stati ricoverati a causa di patologie correlete con il contagio mentre i rimanenti potrebbero essere anche solo dei positivi ricoverati per altre ragioni.

La qualità dei dati Covid-19

21/02/2022 12:21 - Vittorio Carreri

La qualità dei dati sull'andamento epidemiologoico della pandemia virale è sta messa in discussione dal Movimento culturale per la difesa e il miglioramento del SSN con sede presso la Casa della Cultura di Milano nei primi mesi del 2020. Che se ne discuta a due anni dall'inizio della pandemia virale sul piano della ricerca scientifica non è sorprendente. Quello che non sembra giustificabile è a mio avviso legato agli aspetti pratici di un SSN istitito oltre 40 anni fa. Il Ministero della Salute o la Conferenza  delle Regioni potrebbero convocare le Istituzioni interessate, le Società scientifiche più competenti, i Gruppi di lavoro non governativi che si sono maggiormente e seriamente impegnati sulla qualità dei dati in relazione alla pandemia virale ancora in atto. La questione dunque dovrebbe essere affrontata e risolta a fini di prevenzione e sanità pubblica in tempi ragionevolmente brevi. Grazie per l'attenzione. Vittorio Carreri, medico chirurgo, specializzato in igiene.

E' in realtà proprio questo uno dei problemi!

16/02/2022 17:54 - cesare cislaghi

Le analisi presentate utilizzano i dati  che le Regioni inviano alla Protezione Civile. Teoricamente le regole per classificare un ricovero o un decesso come Covid ci sono ma come vengono poi applicate è impossibile valutarlo. Credo sia importante prendere atto di queste differenze per cercare di capire se hanno origine da differenze solo nominali o realmente strutturali. La mia esperienza denennale con le rilevazioni di eventi sanitari mi fa sospettare che ci sia un po' di tutto ma che le differenze di classificazione non riescano quasi mai a spiegare da sole la variabilità degli scenari. D'altra parte le decisioni di sanità pubblica sono costruite sui dati disponibili e quindi è essenziale capire quello che ci dicono.

Impatto sui ricoveri ospedalieri

31/01/2022 11:39 - Camilla Fundaro

Alle interessanti (e condivise) riflessioni di questo articolo, aggiungerei che una maggior circolazione del virus comporterà anche una maggiore percentuale di infezioni asintomatiche, diagnosticate 'incidentalmente' nei soggetti che accedono alle strutture ospedaliere per patologie non-covid. Poiché, ad oggi, le persone 'positive' vengono isolate all'interno degli Ospedali e accedono solo a percorsi diagnostici terapeutici a loro dedicati (per mantenerli separati dalle persone negative), un maggior numero di questi casi potrebbe avere un impatto organizzativo significativo anche sulla organizzazione delle attività ordinarie di ciascun Ospedale.

Valutando i calcoli fatti...

27/01/2022 16:05 - Cesare Cislaghi

Per cercare di ulteriormente valutare i calcoli che Roberto Buzzetti ha presentato in questo post, ho provato a confrontare la letalità delle settimane di fine 2020 con quella delle ultime settimane del 2021 e questo è stato il risultato:

calcoli_cislaghi.jpg

Il numero dei deceduti è stato diviso per il numero dei positivi diagnosticati 21 giorni prima del loro decesso considerando che i 21 giorni possono considerarsi come la latenza media tra diagnosi e morte da Covid. I dati sono stati ricavati dal file pubblicato in Internet dalla Protezione Civile.

Il calcolo di Roberto Buzzetti stima un guadagno di 27.034 decessi al mese e quindi di 872 al giorno, il nostro calcolo porta invece al valore di 1.836 decessi in meno al giorno, cioè poco più del doppio. Nel confronto tra le due stime si consideri però che:

  1. Nel dicembre 2020 non c'era la variante Omicron che si ritiene porti meno frequentemente i contagiati al decesso
  2. Nel 2020 per il cosiddetto "effetto harvesting" molti soggetti fragili hanno anticipato il loro decesso e quindi nel 2021 la loro frequenza era minore
  3. I contagiati attuali hanno una età media inferiore a quella dei contagiati di un anno fa e i giovani positivi hanno meno rischio di morire per l'infezione del virus.
  4. L'attività diagnostica tramite tamponi si è sviluppata massicciamente nelle ultime settimane del 2021 e quindi sono molti i casi di positivi individuati che un anno fa sarebbero stati ignorati e questo ha fatto aumentare il denominatore del calcolo della letalità.

È quindi credibile, pur con una dose di approssimazioine, che questi fattori elencati siano stati responsabili della metà delle morti risparmiate e che quindi l'altra metà sia invece attribuibile all'effetto dei vaccini come dice Roberto Buzzetti. Queste sono ipotesi credibili, seppur non sufficientemente dimostrate, e comunque i dati ci confermano in modo inequivocabile che rispetto ad un anno fa la letalità è passata dal 34,2 per mille al 4,7 per mille, cioè è diminuita di 7,2 volte.

Speriamo che queste evidenze convincano anche gli ultimi riottosi a  chiedere di essere vaccinati e ciò permetterà che sia risparmiato a molti di loro un decesso del tutto evitabile.

misurare/stimare quando il Covid è davvero causa o concausa di ricoveri e decessi

21/01/2022 19:27 - Cesare Cislaghi

Sia i ricoveri che i decessi, secondo le norme, devono essere classificati come COVID solo se è il virus che li ha deterrminati e non se i soggetti sono positivi ma hanno altri determinantio. Poi naturalmente l'applicazione delle norme può non esserre precisa, ma non dovrebbe creare una distorsione elevata dell'informazione.

Sicuramente oggi negli ospedali ci sono purtroppo molti ricoverati per problematiche non dovute al virus che però devono essere tenuti in. isolamento perchè positivi. Questo incide sulla gestione dei posti letto ma non dovrebbe incidere sulle statistiche, sopratutto su quelle di mortalità.

misurare/stimare quando il Covid è davvero causa o concausa di ricoveri e decessi

21/01/2022 14:24 - Francesco Cuccaro

Gentilissimi,

un piccolo commento rispetto al punto 3 “ricoveri e decessi”.

Con una variabile così diffusiva come la Omicron la prevalenza di infezioni in ricoverati e anche deceduti è destinata a crescere anche quando il Coronavirus non sia stato né causa né concausa dei motivi che hanno portato al ricovero o al decesso.

Anche su questo punto occorre che la comunicazione faccia chiarezza e che la comunità scientifica si adoperi nel misurare questa forma di bias.

Cordiali saluti,

Francesco Cuccaro, epidemiologo

un cambio di strategia però occorre inizare a immaginarlo

14/01/2022 15:50 - Francesco Cuccaro

Fatto salvo il principio della trasparenza dei dati, penso che tutti dovremo sperare che a un certo punto i dati descrittivi macro non servano più.

Questa pandemia difficilmente finirà perché cesserà la trasmissione interindividuale del Coronavirus Sars2, ma più probabilmente perché si raggiungerà (e si “accetterà “) una endemizzazione.

Per questo, come in altri interventi, invito i colleghi epidemiologi che lavorano sui dati Covid a spostare l’attenzione e gli sforzi verso un calcolo non distorto della letalità.

Che dunque contempli al numeratore i decessi in cui la Covid abbia un ruolo causale o concausale e al denominatore una stima dei contagiati (e non il computo dei positivi da tampone che potrebbe essere, con una variante diffusiva come Omicron di un ordine di grandezza più basso).

Mi preoccuperei anche di discriminare i soggetti ricoverati per sintomi covid da quelli che sono ricoverati per altro e sono positivi (e questa richiesta sta arrivando ormai da più parti e il report FIASO è un inizio, ma dovrebbe diventare una cosa sistematica. Anche perché, aggiungo, è in realtà la scoperta di una cosa già pienamente immaginabile, se non nota).

Stessa cosa per i deceduti, come già detto a proposito della letalità: discriminare i decessi in cui il Covid è stato una causa o anche solo una concausa da quelli per altre cause con positività per Coronavirus (la variante Omicron amplifica questa distorsione rispetto alle varianti precedenti proprio per la sua altissima contagiosità). Certo l’ISTAT ha dato direttive in merito, ma come sappiamo i dati istat sono prodotti con un lag temporale di anni e non hanno la stessa risonanza mediatica dei dati giornalieri.

Poi andrebbero eseguiti test sulle varianti almeno per i ricoverati in terapia intensiva e su campioni rappresentativi dei ricoverati. Delta non è Alfa, Omicron non è Delta. Sarebbe anche utile capire l'effetto di Omicron sulla ormai esigua quota di non vaccinati: è meno letale anche per loro? quanto?

Per quanto difficile, uno sforzo in questo senso è a mio avviso doveroso proprio per una questione di trasparenza, perché i numeri da soli non parlano.

Questa naturalmente è la mia personalissima opinione.

Saluti

Francesco Cuccaro, epidemiologo

francescocuccaroepi@gmail.com