Eccoci di nuovo alla segnalazione degli highlights della rivista Quaderni ACP, rivista scientifica dell’Associazione Culturale Pediatri.

È possibile leggere integralmente il numero 1 del 2026 a questo link.

Ci sono molte cose interessanti che sottoponiamo all’attenzione degli epidemiologi italiani. 

L’editoriale del direttore dei Quaderni, Michele Cangemi, a 14 anni dalla sua nomina, ci porta nel mondo della rivista e ci fornisce uno spaccato chiaro di un’impresa che vuole sempre rinnovarsi ed essere vicina ai lettori. Si celebrano, appunto, i 14 anni dal cambio di guida della rivista, sottolineando la trasformazione con nuove rubriche gestite dai gruppi ACP. Richiama tre priorità realizzate: spazio per gli specializzandi, valorizzazione dei gruppi locali ed educazione in medicina (FAD).

Per chi vuole farsi un po’ di cultura sul normale sviluppo del linguaggio nei bambini, consiglio il pezzo di Bonifacio et al. “Lo sviluppo fonetico dai 24 ai 47 mesi in bambini con profilo tipico” con dati che delineano tappe e variabilità normative utili per la pratica clinica e la diagnosi precoce di ritardi. Per chi non conosce l’Arcuccio, consiglio il contributo di Cerasoli et al. “Arcuccio e sicurezza del sonno infantile. Evoluzione storica e raccomandazioni contemporanee”, che ricostruisce l’evoluzione delle pratiche e fornisce indicazioni per ridurre i rischi del sonno condiviso con i neonati.

Epidemiologia in primo piano: il nirsevimab

Ma andiamo a qualcosa di più epidemiologico. Questo numero dedica tre contributi al tema dell’uso e dell’impatto del Nirsevimab, un nuovo anticorpo monoclonale contro il virus respiratorio sinciziale (VRS), per ridurre i ricoveri per bronchiolite in Italia.  Sulla vicenda del Nirsevimab, E&P nel 2025 aveva pubblicato un contributo di Valeria Belleudi e Antonio Addis “Nuove terapie per vecchi virus: quando tutti sbagliano qualcosa” sulle falle del sistema nell’implementazione del nuovo farmaco in Italia con differenze territoriali importanti. Ora i Quaderni di ACP intervengono su tre aspetti: 1. i conflitti d’interesse delle società scientifiche; 2. le raccomandazioni sul come spiegare alle famiglie i benefici e gli effetti avversi dei farmaci; 3. la valutazione di efficacia attraverso la sorveglianza nella regione Lombardia. 

1. I conflitti di interesse delle società scientifiche

Il tema dei conflitti di interesse è sollevato da una tabella presente nel contributo di Luca Iaboli e Adriano Cattaneo (“Come spiegare il Nirsevimab ai genitori”), che riportiamo qui sotto. Si tratta dei finanziamenti ricevuti dalle società scientifiche dalla casa produttrice Sanofi negli anni 2022 e 2023: in totale, 362.007 euro nel 2022 e 1.204.534 euro nel 2023. Inoltre, viene segnalato che molti autori del “Calendario vaccinale per la vita” (il board che promuove le strategie vaccinali in Italia) hanno ricevuto finanziamenti diretti dalla stessa azienda.

Finanziamento in euro di Sanofi alle associazioni professionali che nel 2023 hanno sottoscritto il documento sulla necessità di introdurre la profilassi universale con Nirsevimab
Associazione professionale 2022 2023
Federazione Italiana Medici di Medicina Generale 4.392 37.759
Federazione Italiana Medici Pediatri 105.282 368.579
Società Italiana di Igiene 112.814 368.851
Società Italiana di Pediatria 88.087 276.042
Società Italiana di Neonatologia 49.410 151.280
Totale 362.007 1.204.534

Il commento, a firma di Massimo Farneti, sottolinea la posizione peculiare dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP) in questo scenario. L’ACP viene indicata, infatti, come l’unica associazione pediatrica dotata di un codice etico per l’autoregolamentazione dei rapporti con l’industria. Viene ricordato che i rappresentanti dell’ACP uscirono dal board del “Calendario vaccinale per la vita” proprio a causa della scarsa attenzione al potenziale conflitto di interessi degli altri componenti. L’articolo conclude che accettare fondi non implica necessariamente un giudizio influenzato, ma mette in luce una preoccupante carenza di sensibilità verso il rischio di conflitto di interessi. 

2. Comunicare ai genitori: chiarezza e numeri utili

Sempre Luca Iaboli e Adriano Cattaneo forniscono una guida indirizzata a pediatri e neonatologi per comunicare in modo trasparente ai genitori benefici e rischi della profilassi con Nirsevimab contro il virus respiratorio sinciziale. I punti chiave trattati sono:

  • indicatori di efficacia: gli autori propongono l’uso del Number Needed to Treat (NNT, numero di pazienti da trattare per evitare un evento) per offrire una percezione reale del beneficio, superando le potenziali distorsioni del rischio relativo usato nelle comunicazioni commerciali. Per esempio, secondo lo studio HARMONIE, è necessario trattare 115 bambini per evitare un singolo ricovero non grave;
  • sicurezza e farmacovigilanza: viene analizzato il Number Needed to Harm (NNH) per gli effetti avversi. Sebbene le reazioni comuni siano lievi (eruzioni cutanee, febbre), il lavoro riporta segnali di farmacovigilanza post-marketing su eventi più seri (disturbi respiratori, possibili resistenze virali) che richiedono un monitoraggio rigoroso;
  • prevenzione non farmacologica: si ribadisce l’importanza di misure come l’allattamento al seno esclusivo, il lavaggio delle mani e l’evitare esposizione al fumo per ridurre il rischio di ospedalizzazione da virus respiratorio sinciziale (RSV).

In sintesi, il contributo invita a un approccio critico e indipendente per garantire un consenso informato che sia realmente libero da influenze commerciali.

3. I risultati real world della sorveglianza in Lombardia

Nel lavoro “Impatto sul territorio dell’immunizzazione con Nirsevimab: i dati prodotti dai pediatri di famiglia SiMPeF della Regione Lombardia”, Giovanna Sersale e colleghi hanno valutato l’impatto dell’immunizzazione con Nirsevimab in uno studio osservazionale sull’incidenza di bronchiolite e sui ricoveri pediatrici. Sono stati coinvolti 87 pediatri di famiglia, 5.078 bambini nati tra il 01.01.2024 e 01.4.2025: 4.566 (89,7%) hanno ricevuto Nirsevimab, mentre 522 non sono stati immunizzati. I risultati sono in linea con la letteratura e hanno dimostrato la sostenibilità dell’intervento: nelle 24 settimane dello studio, la probabilità stimata di sviluppare bronchiolite tra i bambini immunizzati era del 3,7% contro l’11,1% tra i bambini non immunizzati, con un’efficacia del 66,4% (IC95% 55,4%-74,6%) nei confronti della bronchiolite; del 77,5% (IC95% 66,0%-86,3%) della bronchiolite da RSV e del 76,1% (IC95% 59,0%-86,1%) dell’ospedalizzazione da bronchiolite. 

In sintesi: un farmaco potenzialmente utile, la cui implementazione in Italia è stata però disomogenea e accompagnata da questioni etiche non irrilevanti.

Buona lettura dei Quaderni ACP!

 

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