Il 1976 fu un anno importante per l'epidemiologia, per diversi motivi. Ken Rothman pubblicò un articolo dove, presentando quelle che sarebbero diventate le famose torte delle cause sufficienti e componenti, poneva le basi per la nascita della modern epidemiology; la scoperta del virus Ebola rese evidente che nuove infezioni zoonotiche altamente letali potevano emergere improvvisamente e mettere in crisi i sistemi sanitari; la tragedia di Seveso, infine, ridefinì il concetto di “disastro ambientale”, promuovendo nuovi approcci allo studio e alla prevenzione di questi eventi. 

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In quello stesso anno, nascevano l’Associazione Italiana di Epidemiologia e la rivista che state leggendo, attraverso percorsi indipendenti, ma promossi e catalizzati da molte persone in comune – uno tra tutti, Giulio Alfredo Maccacaro. Cinquant’anni dopo, la comunità nata attorno a queste due iniziative, ormai profondamente multigenerazionale, si confronta con la sfida di riuscire a interpretare – e possibilmente contribuire a risolvere – i problemi di salute che affliggono un presente frammentato e complesso, senza dimenticare le proprie origini. 

I contributi di questo numero, da diverse angolazioni, vanno proprio in questa direzione, a partire dall’editoriale congiunto di E&P e AIE, che sottolinea quali siano i valori e gli obiettivi ancora fondanti della nostra comunità. Se il rigore metodologico resta la nostra cifra caratterizzante, la sua efficacia dipende dalla capacità di tradursi in una prevenzione costruita insieme al resto della società, dando voce soprattutto a chi normalmente ha meno possibilità di essere ascoltato. 

Il contributo di Giorgio Assennato e Franco Carnevale su uno dei primi corsi di epidemiologia condotti in Italia e l’intervista a Benedetto Terracini sull’inizio della sua carriera da epidemiologo ci consegnano un’immagine vivida dell’ambiente culturale e sociale della metà degli anni Settanta, durante il quale la disciplina si è sviluppata, facendo proprie, in particolare, le istanze di tutela della salute promosse dal movimento operaio.

Volgendo lo sguardo al presente, l’editoriale di Francesco Forastiere ci ricorda come l’attuale crisi energetica, alimentata dall’instabilità geopolitica in Medio Oriente, e la crisi climatica – con tutte le conseguenze sanitarie che comporta – siano profondamente intrecciate. Se, da un lato, l’evidente fragilità delle forniture di combustibili fossili dovrebbe costituire un ulteriore incentivo ad accelerare la transizione ecologica, dall’altro, il rischio paradossale ma concreto è che avvenga l’opposto, con un arretramento delle politiche climatiche a causa del deterioramento del quadro politico internazionale. Nello stesso solco si inserisce anche l’appello congiunto di E&P, Recenti Progressi in Medicina – Forward e Ricerca & Pratica sulla gravissima crisi sanitaria a Cuba, deliberatamente causata dall’embargo americano e dalla sospensione delle forniture energetiche conseguente alla crisi venezuelana. Un richiamo forte a come la sistematica violazione del diritto internazionale da parte di alcune nazioni si traduca anche in danni inaccettabili alla salute delle popolazioni coinvolte.

Le evidenze generate dagli studi epidemiologici dovrebbero sempre contribuire a informare le scelte in ambito sanitario. Il dibattito ospitato su queste pagine sullo screening del tumore della prostata si arricchisce, in questo numero, del punto di vista autorevole di Danilo Cereda et al. Nello stesso spirito, anche se in un ambito completamente diverso, il progetto Worklimate sulla protezione dei lavoratori dal caldo estremo, presentato da Alessandro Marinaccio et al., mostra chiaramente che, quando adeguatamente valorizzata, la conoscenza epidemiologica può tradursi in decisioni politiche rilevanti. Al contrario, i contributi di Francesca Leoni et al. e di Cristiana Abbafati ci ricordano che il problema degli effetti delle disuguaglianze socioeconomiche sulla salute è noto da tempo, ma continuano ancora a mancare interventi realmente incisivi. 

Approcci metodologici avanzati possono talvolta fare la differenza. Lo mostrano gli articoli di Adele Zanfino et al. e Davide Iannuzzi et al., dedicati rispettivamente all’assegnazione automatizzata dei codici nei registri tumori e all’uso di modelli gravitazionali per studiare l’accessibilità ai servizi di emergenza-urgenza e pronto soccorso. 

La sociologia della scienza insegna che procedure e linguaggi adottati dalle istituzioni influenzano profondamente il modo in cui la ricerca viene condotta, valutata e, soprattutto, utilizzata nelle decisioni politiche. A tal riguardo, il vivace dibattito tra Benedetto Terracini e Valentin Thomas riguardo al libro di quest’ultimo, dedicato ai limiti del programma di monografie della IARC, appare quantomai stimolante ed è ulteriormente arricchito da un commentario di Annibale Biggeri, che rilegge la questione attraverso la prospettiva della scienza partecipata. Sarebbe interessante espandere questa riflessione anche ad altri contesti nei quali la valutazione delle evidenze scientifiche influenza le politiche di prevenzione, come nel caso della nuova edizione del Codice Europeo Contro il Cancro, di cui Dario Consonni offre una sintesi informata e puntuale.  

Alle consuete rubriche si aggiunge, da questo numero, una nuova sezione dedicata ai numeri e diritti del fine vita: un tema quanto mai attuale nel dibattito politico italiano, la cui discussione rischia, però, in assenza di dati solidi, di ridursi a uno scontro ideologico. Infine, vi consigliamo di non perdervi la pagina di attualità Operazione 50&50, che riporta le iniziative organizzate per celebrare questo doppio anniversario.

Nel suo libro Avere o essere – anch’esso pubblicato, guarda caso, nel 1976 – Erich Fromm proponeva una bella metafora su come la scienza possa facilmente trasformarsi in uno strumento di potere e di possesso, incurante delle sorti dell’oggetto della ricerca; un tema, peraltro, molto caro anche a Maccacaro. Per studiare un fiore lo puoi strappare e analizzare oppure decidere di coltivarlo e osservarlo crescere nel corso del tempo. Ci piace pensare che la comunità epidemiologica italiana continui sempre a scegliere questa seconda strada.

Buona lettura!

Francesco Barone-Adesi e Francesco Forastiere

INDICE

Editoriali

p. 122
Cinquant’anni di impegno: E&P e AIE tra memoria, metodo e responsabilità
Fifty years of commitment. E&P and AIE: a journey through history, methodology, and responsibility
Direzione di Epidemiologia&Prevenzione, Direttivo dell'Associazione Italiana di Epidemiologia
p. 124
Guerre, petrolio, clima e salute: le energie rinnovabili per uscire dall’era dei combustibili fossili e dei conflitti
Wars, oil, climate, and health: renewable energy to end the era of fossil fuels and conflicts
Francesco Forastiere
p. 128
Cancro della prostata: l’araba fenice degli screening di popolazione. Evidenze, controversie e prospettive organizzative nell’esperienza di Regione Lombardia
Prostate cancer: the phoenix of population screening. Evidence, controversies and organisational perspectives in the experience of the Lombardy Region
Danilo Cereda, Silvia Deandrea, Margherita Zeduri, Sara Piccinelli, Michela Viscardi, Elena Tettamanzi, Antonio Giampiero Russo, Anna Odone, Bernardo Rocco, Andrea Salonia, Antonio Galfano, Claudio Talmelli, Elena Azzolini, Richard Naspro, Cristina Renzi, Piergiuseppe Colombo, Mario Melazzini, Gruppo di coordinamento regionale screening oncologici sezione prostata
p. 133
Cuba: il collasso di un sistema sanitario. Un appello alla comunità medica e alle istituzioni internazionali
Cuba: the collapse of a healthcare system. An appeal to the medical community and international institutions
Epidemiologia & Prevenzione, Recenti progressi in medicina - Foreward, Ricerca & Pratica

Attualità

p. 135
p. 136
Settembre 1975: a Pisa uno dei primi corsi di metodologia epidemiologica
September 1975: one of the first courses in epidemiological methodology was held in Pisa
Giorgio Assennato, Franco Carnevale
p. 138
In Italia l’epidemiologia nasce negli anni Settanta sporcandosi le mani. Intervista a Benedetto Terracini
In Italy, epidemiology emerged in the 1970s, with researchers getting out of their laboratories and getting in touch with the community. Interview to Benedetto Terracini
Federica Manzoli
p. 141
Sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale e disuguaglianze di salute: il contributo del Global Burden of Disease Study
The sustainability of the Italian National Health Service and health inequalities: the contribution of the Global Burden of Disease Study
Cristiana Abbafati
p. 144
Le novità della 5a edizione del Codice Europeo Contro il Cancro
European Code Against Cancer, 5th edition: what’s new
Dario Consonni
p. 146
Ricerca scientifica e politiche di adattamento: il progetto Worklimate e le ordinanze regionali di protezione dei lavoratori dal caldo estremo
Scientific research and adaptation policies: The Worklimate project and the regional actions for protecting workers from extreme heat
Alessandro Marinaccio, Marco Morabito, Luca Taiano, Alberto Scarselli, Michela Bonafede
p. 151
Il disagio in età adolescenziale: un approccio di genere
Distress during adolescence: a gender-based approach
Michela Bersia, Carla Bietta, Chiara Primieri, Ilaria Domenicano, Franca Emanuelli, Roberta Narducci, Maria Ferrara, Daniela Fortuna, Lucia Miligi, Eva Papa, Eliana Ferroni
p. 156
Sociology and IARC monographs assessing carcinogenic hazards. A critique of Thomas Valentin Classé cancérogène: Enquête sur un processus entravé
Sociologia e monografie IARC di valutazione dei pericoli cancerogeni. Una critica del libro di Valentin Thomas Classé cancérogène: Enquête sur un processus entravé
Benedetto Terracini
p. 159
Comment on Benedetto Terracini remarks about Classé cancérogène. Enquête sur un processus entravé
Commento alle considerazioni di Benedetto Terracini su Classé cancérogène. Enquête sur un processus entravé
Valentin Thomas

Commentary

p. 161
How technical languages define territories and create policy implications
Come i linguaggi tecnici definiscono i territori e creano implicazioni politiche
Annibale Biggeri

Articoli scientifici

p. 162
Diabetes, disease management, and risk of mortality by immigrant status: a population-based cohort study in Reggio Emilia Province (Northern Italy)
Diabete, presa in carico e rischio di mortalità in relazione allo status migratorio: uno studio di coorte di popolazione nella provincia di Reggio Emilia
Francesca Leoni, Francesca Bononi, Francesco Venturelli, Laura Bonvicini, Massimo Vicentini, Alessio Petrelli, Silvia Pierconti, Pietro Amedeo Modesti, Alessio Pellegrino, Maria Perticone, Elisa Manicardi, Paolo Giorgi Rossi
p. 173
Natural Language Clinical Pathways for Automated Coding of Topography and Morphology in Cancer Registries: Leveraging Healthcare Dataflows through the LN-PDTA Algorithm
Percorsi clinici in linguaggio naturale per l’assegnazione automatizzata di topografia e morfologia nei registri tumori: sfruttare i flussi sanitari per il machine-coding oncologico tramite l’algoritmo LN-PDTA
Adele Zanfino, Carlotta Buzzoni, Antonio Giampiero Russo
p. 185
Applicazione di un modello gravitazionale alla rete dei centri di assistenza e urgenza (CAU) e dei pronto soccorso dell’Emilia-Romagna: un contributo alla pianificazione dell’equità di accesso
A gravity model approach to the network of Centres for Assistance and Urgency and Emergency Department in Emilia-Romagna (Northern Italy): a tool to support equitable access planning
Davide Iannuzzi, Raffaele Catananti, Antonio Fortino, Maria Pia Randazzo, Lorenzo Spinardi, Alessandro Valente, Danilo Catania

Interventi

p. 196
«Raccontami una storia»: l’uso della narrazione per la prevenzione degli infortuni sul lavoro
“Tell me a story”: the use of storytelling for the prevention of workplace injuries
Giulia Caruso, Osvaldo Pasqualini, Maurizio Marino, Luisella Gilardi
p. 201
Trasformazioni dei sistemi produttivi agroalimentari e profilo nutrizionale degli alimenti (1930-2024)
Changes in agri-food production systems and nutritional profile of foods (1930-2024)
Daniele Guccione

Rubriche

p. 204
p. 205
p. 207

 

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