Per oltre tre decenni, il dibattito sullo screening del carcinoma prostatico ha oscillato tra entusiasmo e prudenza. Questo quadro si è modificato con l’introduzione di protocolli che utilizzano nuove modalità di gestione dei soggetti positivi al test e dei soggetti con diagnosi di tumori a basso rischio, che si sono dimostrate efficaci nel mitigare l’impatto negativo dello screening, riducendo il ricorso a procedure invasive. In Italia, studi e progetti pilota sono in corso. Il dibattito è aperto.

 

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