
In un brevissimo racconto intitolato I passanti (noto in Italia anche con il titolo di Gente che corre), Franz Kafka ci ricorda come sia straordinariamente facile trovare pretesti per non agire – quando invece ce ne sarebbe bisogno – e poi, candidamente, dimenticarsi dell’accaduto. Diversi contributi presenti in questo numero rendono tale oblio più difficile, perché ci obbligano a guardare proprio dove non vorremmo. Nel suo articolo, Daniel Solomon denuncia violazioni sistematiche dei diritti umani subite da parte dei palestinesi detenuti nelle prigioni israeliane, sottolineando che numerosi rapporti dell’associazione Physicians for Human Rights Israel (PHRI) documentano frequenti episodi di tortura, assenza di assistenza medica e malnutrizione generalizzata. La fragile tregua non ha cambiato questa situazione (che, peraltro, era lamentata da PHRI anche prima del 7 ottobre 2023), ma fornisce all’opinione pubblica occidentale un pretesto conveniente per guardare altrove, in un mondo nel quale le notizie si succedono in un turbinio caleidoscopico, spesso sovrapponendosi e cancellandosi a vicenda. A questo riguardo, è impressionante notare che, nonostante le dichiarazioni di Trump sulla possibile associazione tra uso di paracetamolo in gravidanza e rischio di autismo siano solo di pochi mesi fa, sembra passato un secolo, considerato il numero di decisioni controverse in ambito sanitario che nel frattempo sono state prese da parte dell’amministrazione americana. Vale la pena di andare a rileggere questa storia con calma, nell’articolo di Antonio Addis et al., perché costituisce il modello di science policy che si sta affermando negli Stati Uniti: l’esplicitazione di un controllo forte da parte del potere politico su valutazioni di tipo scientifico, con tutti i rischi che questo può comportare. Sul difficile rapporto tra scienza e politica riflette anche la lettera di Roberto Bertollini, sottolineando la necessità, da parte di chi governa, di prendersi la responsabilità di scelte impopolari senza cercare di mascherarle da decisioni di carattere tecnico.
La necessità che l’epidemiologia contribuisca maggiormente a informare le scelte politiche in ambito sanitario diventa ogni giorno più evidente. Vanno in questa direzione l’articolo di Brunella Frammartino et al. sulla valutazione dell’appropriatezza del test PSA in Lombardia e un editoriale che si sofferma sui molti dubbi che desta il nuovo programma di screening per l’individuazione di diabete di tipo 1 e celiachia nella popolazione pediatrica. Il contributo di Giorgio Visca et al. sottolinea, invece, come, a causa della carenza di dati amministrativi relativi alle attività dell’assistenza specialistica ambulatoriale, questa rischi di diventare «uno degli angoli più indecifrabili all’interno della scatola nera del SSN». La scarsa disponibilità, in particolare a livello locale, di flussi informativi sanitari interoperabili e di personale in grado di utilizzarli per la sorveglianza epidemiologica costituiscono anche uno dei problemi che Cesare Cislaghi et al. vedono nel nuovo piano pandemico nazionale. D’altra parte, quando i dati ci sono e vengono usati correttamente, è possibile far emergere con chiarezza possibili criticità nell’assistenza, come nel caso della ricerca condotta da Claudia Marino et al. sul periodo del fine vita nei pazienti dializzati.
Sono molti i contributi contenuti in questo numero che guardano ai problemi ambientali, seppur da angolature diverse. A dieci anni dagli accordi di Parigi e a venti dall’entrata in vigore del protocollo di Kyoto, Il pezzo di Silvia Maritano fa il punto sui traguardi raggiunti – e quelli clamorosamente mancati – nel limitare i cambiamenti climatici da parte della comunità internazionale, sottolineando come solo il mutirão (cioè una reale azione collettiva) potrà garantire la credibilità delle future Conferenze delle Parti e una transizione ecologica che sia allo stesso tempo efficace e giusta. Volgendo lo sguardo al nostro Paese, invece, il pezzo di Roberto Giua sulle criticità che esistono nella riconversione dell’ex-Ilva di Taranto, la ricerca partecipata condotta da Giovanni Beghini et al. sulla contaminazione da pesticidi nei giardini privati situati vicino a coltivazioni e l’articolo di Matteo Renzi et al. sugli effetti sulla salute del PM10 nei comuni che si trovano vicini a siti industriali sottolineano l’importanza di mantenere alta l’attenzione anche nei confronti di esposizioni che colpiscono specifiche comunità. Infine, l’articolo di Gino Barbieri et al. e quello di Dario Consonni et al. ci ricordano che l’amianto continua a mietere vittime a più di trent’anni dal suo bando in Italia.
Arricchiscono ulteriormente questo numero il resoconto del Convegno d’autunno di AIE Giovani, il Quaderno sui policy brief del progetto AGE-IT, le nostre classiche rubriche e un bel ritratto della figura di Goffredo Fofi da parte di Franco Carnevale, che vale la pena di leggere nella sua versione integrale. Contiene, fra l’altro, una preziosa riflessione sul ruolo che dovrebbe giocare una rivista (e, soprattutto, la comunità che gli sta intorno) nel «costruire minoranze agguerrite, intelligenti, preparate», e capaci di non distogliere mai lo sguardo.
Buona lettura!
Francesco Forastiere e Francesco Barone-Adesi
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Cambiamento climatico, stress da calore e salute lavorativa: riflessioni in ottica di genere
Il progetto VULCANO: un network nazionale per valutare l’uso, l’efficacia e la sicurezza dei farmaci immunosoppressori nelle malattie infiammatorie immunomediate croniche attraverso il linkage di dati amministrativi con i dati provenienti dai registri
Il maestro senza cattedra e con la m minuscola
