Rubriche minuti di lettura
A cura di Franco Carnevale e Alberto Baldasseroni
DOI: https://doi.org/10.19191/EP25.5-6.002

Il maestro senza cattedra e con la m minuscola
The teacher without a chair and with a lowercase m
L’11 luglio scorso si è spento a 88 anni Goffredo Fofi, critico cinematografico, letterario e teatrale, saggista e interprete di un impegno sociale e politico capace di produrre e diffondere una cultura alternativa al consumismo e all’omologazione.
La pedagogia
Diplomatosi maestro, vive questa sua vocazione considerando l’educazione non come la trasmissione di nozioni preconfezionate, ma come un modo per aiutare i suoi allievi a sviluppare il pensiero critico.
Grande è stata la sua capacità di unire la passione intellettuale all’impego civile. Suo pensiero costante era la rivoluzione. Non una rivoluzione aggressiva, ma basata sulla non violenza. Esemplare è l’impiego degli “scioperi al contrario”, durante i quali non si incrociavano le braccia, ma si lavorava in un particolare campo pedagogico o sociale (costruire strade, scuole, opere di pubblica utilità). Questa pratica univa l’ideale di lotta di classe e la visione pedagogica, tanto che Fofi veniva considerato come insubordinato «per aver insegnato ai braccianti analfabeti senza prendere regolare stipendio».
Cinema, editoria e critica letteraria
A livello culturale, Goffredo Fofi si impone come uno dei più grandi e influenti critici cinematografici. La sua critica non si limita alla forma d’arte, ma propone una lettura a livello sociale: il cinema come strumento di analisi della società e del rapporto fra industria culturale e pubblico. Grazie a questa visione, ha rivalutato la figura di Totò, scavando sotto la facciata comica e portando a galla la capacità di rappresentare le contraddizioni della società italiana.
Fofi è stato in grado di creare e animare riviste che hanno segnato il dibattito culturale italiano. Dai Quaderni Piacentini, che ospitano un approccio multidisciplinare che unisce la critica letteraria e cinematografica all’analisi sociale e politica, e Ombre Rosse e Linee d’ombra, improntate sui cambiamenti della società, fino a Lo straniero, rivista dedicata alla letteratura, e Gli Asini, che ha come focus un approccio critico alla scuola e alla società contemporanee (questa rivista è attualmente edita dal Centro di Documentazione di Pistoia).
Goffredo ha scritto di tutti i fenomeni letterari e culturali nazionali e internazionali sia a lui contemporanei sia del passato, testimoniando sempre integrità e impegno, rivendicando con chiarezza le sue preferenze.
La sua militanza non è stata mai ideologica o di partito, ma sempre critica e indipendente, tanto da mantenere un’autonomia capace di criticare tanto la destra quanto la sinistra quando riteneva che tradissero i valori della giustizia sociale e della libertà intellettuale.
Goffredo aveva sviluppato un particolare interesse per i temi della non violenza e del pacifismo, mostrando una speciale sensibilità per i giovani, arricchendo di significati il loro lavoro e contrastando il falso mito di una cultura unica e omologata.
Medicina, salute e sicurezza dei lavoratori
Perché raccontare di questo personaggio in una rivista di epidemiologia?
Fra i temi toccati nelle riviste ideate e dirette da Fofi, non sono mancanti contributi relativi alla medicina e alla scienza in generale. Forte era la sua preoccupazione per la salute e la sicurezza dei lavoratori, mostrandosi molto impressionato ogni volta che ne aveva notizia. Fra gli esperti chiamati a esprimersi su questi temi, tanti nomi noti ai lettori della nostra Rivista: Franco Carnevale, Alberto Baldasseroni, Fabio Capacci, Paolo Vineis, Enzo Ferrara.
A chiudere il saggio, una bibliografia e alcuni estratti degli scritti di Fofi, a memoria del suo grande impegno intellettuale e civile.
Leggi il ricordo di Franco Carnevale
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