
In questo nuovo numero, Epidemiologia&Prevenzione concentra l’attenzione su adolescenti e preadolescenti, una fascia d’età critica e spesso trascurata della popolazione. In un momento storico in cui le sfide educative, sociali e sanitarie si intrecciano con rapidità e complessità, proponiamo una riflessione articolata e multidisciplinare su alcuni dei fenomeni più urgenti che riguardano i giovani. «Non è un Paese per giovani», si diceva. E ci sembra un’affermazione ancora molto vera.
Il contributo di Fabrizio Starace, presidente della Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica, analizza l’impatto dell’uso intensivo dello smartphone tra gli adolescenti. Prendendo spunto da un recente articolo pubblicato su JAMA relativo alla dipendenza dai social media e al rischio suicidario, Starace sottolinea che, in un contesto segnato da iperconnessione, fragilità educativa e crescenti disuguaglianze, l’adolescenza rappresenta una fase di vulnerabilità biologica e sociale. Il tema viene affrontato con attenzione alle implicazioni sulla salute mentale e al bisogno di interventi efficaci, capaci di evitare approcci stigmatizzanti verso la tecnologia. La discussione non è solo relativa allo smartphone a scuola (sul cui divieto le evidenze di efficacia sono ancora modeste), ma al rapporto in generale con la tecnologia, inclusa l’intelligenza artificiale. Un tema sul quale vorremmo più attenzione dai lettori di questa rivista. Sempre sulle nuove tecnologie, segnaliamo anche la bella recensione di Stefania Salmaso del libro sull’IA di Alberto Tozzi.
Fenomeno in crescita e spesso invisibile, che si insinua tra le pieghe della quotidianità digitale, è il tema del gioco d’azzardo tra i giovanissimi, di cui parlano Marco Martorana et al. nel loro articolo. Gli autori evidenziano come le nuove modalità di accesso — scommesse online, app di gioco, pubblicità mirata — abbiano abbassato drasticamente la soglia di ingresso per adolescenti e preadolescenti, con conseguenze psicosociali rilevanti: indebitamento, isolamento, disturbi del comportamento. Il testo propone strategie di contrasto basate su educazione critica, regolamentazione e monitoraggio attivo. Guarda l'intervista a Marco Martorana
E ancora, Nicola Cocco esplora le condizioni dei minori detenuti in Italia. Attraverso dati epidemiologici e analisi sociosanitaria, l’articolo mette in luce che la reclusione in età adolescenziale è spesso il risultato di percorsi di marginalità, disagio psichico e fragilità educativa. Emergono criticità come la presenza diffusa di disturbi mentali, la carenza di assistenza sanitaria strutturata e l’assenza di continuità terapeutica. L’autore propone un approccio integrato tra sanità, scuola e servizi sociali per prevenire l’ingresso nel circuito penale e promuovere percorsi di reinserimento.
Insomma, il ragionamento sui giovani tendenzialmente porta sempre all’empowerment della famiglia, una strategia vincente per quel che riguarda l’uso dei media e dei social, specie con il buon esempio. Ma non sarebbe male anche il rafforzamento dell’identità dei giovani. Riaffiora alla mente il “gioco della pallastrada” che Stefano Benni ha raccontato nel romanzo La Compagnia dei Celestini (1992). Un gioco del calcio dove sono ammessi gli animali, il campo non è morbido ma pieno di sassi, le porte sono delimitate da indumenti, sono permessi molti falli fantasiosi. È la celebrazione della fantasia, della ribellione e dell’infanzia libera; un gioco dove si può ancora vincere con l’ingegno, l’amicizia e il coraggio.
Il numero ospita anche una lettera di Paola Michelozzi et al. dedicata all’aumento della mortalità durante le ondate di calore. È indubbio che il cambiamento climatico sta amplificando i rischi per le fasce più fragili della popolazione, in particolare anziani e persone con patologie croniche. Tuttavia, il report basato sui dati del sistema rapido di sorveglianza della mortalità delle città italiane smentisce le previsioni catastrofiche dell’Imperial College sugli effetti sulla mortalità della straordinaria ondata di calore di fine giugno e inizio luglio di quest’anno. Come se ci fosse un adattamento graduale della popolazione. A corredo, un commentario riflette sul ruolo dell’epidemiologia nel contesto delle emergenze climatiche e sociali. Vengono analizzate le ragioni delle discrepanze tra i dati osservati in Italia e quelli predetti dal modello dell’Imperial College, con un invito a superare l’approccio frammentato e a costruire una visione integrata della salute pubblica. Guarda l'intervista a Paola Michelozzi.
Da non perdere l’editoriale di Antonio Addis sui real world data, che ci dice che questi dati possono rappresentare uno strumento potente, ma solo se accompagnati da approcci metodologici rigorosi, attenti alla qualità del dato e all’integrazione delle evidenze. Rilevante l’aggiornamento di Daniele Mandrioli sugli esperimenti all’Istituto Ramazzini relativi alla cancerogenicità del glifosato e il testo di Liliana Cori sulla comunicazione nell’approccio one health. Insomma, il numero ospita come sempre articoli di ricerca, editoriali e contributi di attualità che arricchiscono il dibattito scientifico e culturale sulla prevenzione e la salute pubblica in Italia.
Buona lettura!
Francesco Forastiere e Francesco Barone-Adesi
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