Abstract

In the European Union almost 300,000 tons of raw tobacco are produced every year, contributing for 4% of the world production. In Italy, tobacco crop produces around 90,000 tons/year and is concentrated in Veneto, Tuscany, Umbria and Campania Regions. In 1970, Common Market Organisation provided a virtually unlimited support for European tobacco production. After 2004, funds progressively has been cut by half, even though the other half has been given for restructuring or reconversion of  tobacco farms through the Rural Development Plan.
The Framework Convention on Tobacco Control recommends conversion of tobacco crops, although there are no effective measures. Tobacco production requires large quantities of chemicals (pesticides, growth regulators, fertilisers), with significant workers’ exposure if applied without personal protective equipments. Pesticides may have genotoxic, teratogenic, immunotoxic, hormonal, and carcinogenic effects. Tobacco itself may cause also a disease called “Green tobacco sickness” syndrome, as a consequence of nicotine dermal absorption due to skin exposure to tobacco leaves.
In Italy, financial resources for tobacco production and restructuring/conversion to other crops of previously tobacco planted fields are available. On the contrary, anti-smoking media interventions do not receive funds comparatively relevant as those for tobacco production.

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Riassunto

Nell’Unione europea vengono prodotte quasi 300.000 tonnellate di tabacco greggio all’anno e la produzione comunitaria rappresenta il 4% di quella mondiale. In Italia si attesta sulle 90.000 tonnellate/anno e si concentra nelle regioni Veneto, Toscana, Umbria e Campania. Se negli anni Settanta l’Organizzazione comune di mercato relativa al tabacco prevedeva un sostegno praticamente illimitato per le produzioni tabacchicole comunitarie, le cose sono profondamente cambiate nel tempo fino all’ultimo Regolamento CE n.864/2004, che ha portato progressivamente al dimezzamento dei fondi per la tabacchicoltura, anche se il restante 50% viene comunque trasferito alle regioni produttrici all’interno dei Piani di sviluppo rurale (PSR) come fondi per la riconversione produttiva.
La Convenzione quadro dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sul controllo del tabacco raccomanda la riconversione di tutte le aree interessate, nonostante non vi sia evidenza scientifica di efficacia di tali misure. La tabacchicoltura di per sé può, inoltre, generare altri problemi di tipo sanitario: l’esposizione da uso intensivo di pesticidi, fertilizzanti e altre sostanze chimiche, rischiose per i lavoratori se non adeguatamente protetti, e lo sviluppo di intossicazione da nicotina per contatto delle foglie con la pelle dei raccoglitori. I pesticidi possono avere proprietà genotossiche, teratogene, immunotossiche, ormonali e cancerogene.
Mentre in Italia le risorse economiche impiegate per incentivi alla produzione e alla ristrutturazione/riconversione della tabacchicoltura sembrano sufficienti, le risorse per il controllo del tabagismo risultano invece inadeguate.

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 18/03/2014   12/01/2021      Visite