Abstract

Systematic reviews have shown a prevalence close to 20% of gastrointestinal symptoms in COVID-19 positive patients, with nearly 40% of patients shedding viral RNA in their faeces, even if it may not be infectious, possibly because of inactivation by colonic fluid.
According to current evidence, this virus is primarily transmitted by respiratory droplets and contact routes, including contaminated surfaces. The virus is quite stable on stainless steel, being detected up to 48-72 hours after application. Therefore, some individuals can be infected touching common contaminated surfaces, such as bathroom taps. Taps can be underestimated critical points in the transmission chain of the infection. Indeed, just by turning the knob, people leave germs on it, especially after coughing over their hands, sneezing, and/or blowing their nose. After handwashing with soap, user take back their germs when turning the knob. Paradoxically, the following user collects the germs back on his/her fingers by implementing a preventive measure, maybe before putting food into the mouth or wearing contact lenses.
The Italian National Institute of Health recommends to clean and disinfect high-touched surfaces, but it is unrealistic and inefficient to do so after each tap use. As an alternative, new toilets should install long elbow-levers – or at least short levers – provided that people are educated to close them with the forearm or the side of the hand. This is already a standard measure in hospitals, but it is particularly important also in high-risk communities, such as retirement homes and prisons. It would be important also in schools, in workplaces, and even in families, contributing to the prevention both of orofaecal and respiratory infections.
In the meantime, people should be educated to close existing knobs with disposable paper towel wipes or with toilet paper sheets.

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Riassunto

Revisioni sistematiche mostrano prevalenze prossime al 20% di sintomi gastrointestinali nei pazienti COVID-19. Quasi nel 50% questi presentavano RNA virale nelle feci, che però potrebbe non esser più contagioso, se inattivato dai fluidi intestinali.
In base alle prove attuali, questo virus è trasmesso soprattutto tramite goccioline respiratorie e contatti, incluso quello con superfici contaminate.
Il virus è stato rilevato sull’acciaio inossidabile fino a 48-72 ore dall’applicazione. Dunque, ci si può infettare toccando superfici contaminate comuni, come i rubinetti nei bagni.
I rubinetti a manopola sono punti critici sottovalutati nella trasmissione dell’infezione. Infatti, ruotando la manopola, le mani dell’utilizzatore vi depositano germi, soprattutto dopo aver tossito, starnutito e/o soffiato il naso. Dopo aver lavato le mani con il sapone, chiudendo la manopola egli riprende i propri germi. Chi lo segue, lavando le mani convinto di attuare una misura preventiva, per paradosso raccoglie sulle dita anche i germi di chi lo ha preceduto e può farlo proprio prima di portare il cibo alla bocca o di cambiare le lenti a contatto.
L’Istituto superiore di sanità raccomanda di pulire e disinfettare le superfici di frequente contatto, ma non è realistico né efficiente rifarlo dopo ogni uso dei rubinetti a manopola.
In alternativa, i nuovi servizi igienici dovrebbero installare leve lunghe a gomito, o almeno leve corte, e tutti dovrebbero essere istruiti a chiuderle con l’avambraccio o il taglio della mano. La leva di erogazione è già una misura standard negli ospedali, ma sarebbe importante anche nelle comunità ad alto rischio, come case di riposo e carceri. Sarebbe utile anche in scuole, luoghi di lavoro e famiglie, e contribuirebbe a prevenire sia infezioni fecale-orale sia respiratorie.
In attesa di sostituire le manopole, le persone andrebbero educate a chiuderle con salviette di carta usa e getta o con fogli di carta igienica.

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 23/12/2020      Visite