Abstract

Objective: to describe the attitudes towards end of life care and the practice of end-of-life medical decisions with possible life-shortening effect among Italian physicians.
Design
: cross sectional study (last death among the assisted patients in the last 12 months was considered).
Setting and participants: in the year 2007, 5 710 GPs and 8 950 hospital physicians were invited all over Italy to participate in the ITAELDstudy through anonymous mail questionnaire.
Main outcome measures: proportion of agreement with statements on endof- life care issues. Proportion of deaths with an end-of-life medical decision.
Results: the response rate was 19.2%. The 65% of respondents agreed with the duty to respect any non-treatment request of the competent patient, the 55%agreed with the same duty in case of advanced directives, the 39%in case of proxy’s request. The 53% of respondents agreed with the ethical acceptability of active euthanasia in selected cases. Among 1 850 deaths the 57.7% did not receive any end-of-life medical decision. For a further 21.0%no decision was possible, being sudden and unexpected deaths. In the remaining 21.3%at least one end-of-life medical decision was reported: 0.8% was classified as physician assisted death, 20.5% as non-treatment decision. Among all deceased the 15.5%were reported to have been deeply sedated. Being favourable to the use of opioids in terminal patients was associated to non-treatment decisions with possible but non-intentional life shortening effect; agreeing with the duty to fully respect any actual non-treatment request of the competent patient was associated to end-of life medical decisions with intentional life-shortening effect (adjusted OR>10 in both cases).
Conclusions: the life stance and ethical beliefs of physicians determine their behaviour at the end of life wherever specific statements of law are lacking. Therefore education and debate are needed on these issues.

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Riassunto

Obiettivo: descrizione delle opinioni sulle cure di fine vita e delle decisioni mediche con possibile anticipazione del decesso fra imedici Italiani.
Disegno: studio di prevalenza delle opinioni dei medici e delle decisioni mediche di fine vita (relative all’ultimo decesso tra i propri assistiti verificatosi negli ultimi 12 mesi)
Setting e partecipanti: 5 710 medici di medicina generale e un campione casuale di 8 950 medici del SSN di 14 ordini dei medici provinciali nel 2007 sono stati invitati a rispondere a un questionario postale anonimo.
Principali misure di outcome: proporzione di medici che si dichiarano d’accordo/molto d’accordo con 13 affermazioni sulle cure di fine vita. Proporzione di decessi con decisione medica di fine vita.
Risultati: la rispondenza allo studio è stata del 19.2%. La richiesta di non trattamento esercitata dal paziente competente (richiesta attuale) è stata ritenuta vincolante dal 65% dei rispondenti, dal 55% nell’ipotesi di richiesta avanzata attraverso direttive anticipate, dal 39%nel caso di decisione sostitutiva dei familiari. Il 53% dei rispondenti ha affermato di ritenere lecita l’eutanasia attiva volontaria in casi determinati. In un 57.7% dei 1 850 decessi riportati i medici non hanno riferito alcuna decisione medica di fine vita. In un ulteriore 21.0% dei casi nessuna decisione medica di fine vita era possibile, trattandosi di decessi improvvisi e inattesi. Nel rimanente 21.3% dei casi è stata presa una decisione che a giudizio delmedico può avere anticipato il decesso, oppure ha cercato intenzionalmente di anticiparlo. Nello 0.8%dei casi (IC 95% 0.4 -1.6) si è trattato di eutanasia attiva o suicidio assistito, nel 20.5% (IC 95% 18.2 - 23.0) di una decisione di non trattamento. Nel 15.5% di tutti i decessi il paziente era stato sedato profondamente.Dichiararsi d’accordo circa la liceità dell’uso di analgesici oppioidi nel fine vita o circa la vincolatività di una richiesta attuale di non trattamento sono risultati fortemente associati, rispettivamente, all’effettuare decisioni di non trattamento con possibile anticipazione della fine della vita o piuttosto decisioni mediche con l’intenzione di anticipare il decesso (OR aggiustato >10 in entrambi i casi).
Conclusione: le posizioni etiche dei professionisti, in ogni spazio non presidiato da un intervento puntuale del legislatore, appaiono determinanti per le decisioni mediche di fine vita. Pertanto è necessario incrementare la formazione e il confronto tra professionisti su questi temi.

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 15/09/2011      Visite