Abstract

OBJECTIVES: to explore clinical and epidemiological characteristics associated with an imaging feature of COVID-19 pneumonia at disease onset, in order to identify factors that may be evaluable by general practitioners at patient’s home, and which may lead to identify a more severe disease, needing hospitalization.
DESIGN:
this is a retrospective/prospective observational hospital cohort.
SETTING AND PARTICIPANTS:
the study population includes all patients consecutively admitted to the emergency department of Città della salute e della scienza University Hospital from 01.03 to 31.05.2020 with a confirmed diagnosis of SARS-CoV-2 infection.
MAIN OUTCOME MEASURES:
patients were classified in two groups according to the findings of X-ray imaging, lung ultrasound and chest computer tomography, as pneumonia or not pneumonia patients.
RESULTS:
in multivariable analysis, factors most strongly associated with emergency department admission with pneumonia were age, oxygen saturation <90% (adj OR 4.16 ;95%CI 1.44-12.07), respiratory rate >24 breaths/min (adj OR 6.50; 95%CI 2.36-17.87), fever ≥38° (adj OR 3.05; 95%CI 1.53-6.08) and the presence of gastroenteric symptoms (vomiting and diarrhea). A delay (> 7 days) between the appearance of the initial lung symptoms (cough and dyspnea) and the admission to the emergency department was also related to a higher probability of receiving a positive imaging report (OR 4.99; 95%CI 2,02-12,34).
CONCLUSIONS:
in order to reorganize the management of COVID-19 patients in Italy, in view of the risk of a second wave of epidemic or of local outbreaks, it would be desirable to relocate the triage, and possibly the patient’s care, from hospital to home. In this scenario it is important to identify all symptoms and signs associated with COVID-19 pneumonia that would facilitate the decision-making process of GPs leading to patients hospitalization.

 Keywords: , ,

Riassunto

OBIETTIVI: indagare le caratteristiche cliniche ed epidemiologiche associate a una diagnosi strumentale di polmonite da COVID-19 all’esordio di malattia per individuare i fattori che possono essere valutati dai medici di medicina generale al domicilio del paziente e che possono portare all’identificazione di una malattia severa che necessita l’ospedalizzazione.
DISEGNO:
coorte ospedaliera retrospettiva/prospettica.
SETTING E PARTECIPANTI:
lo studio include tutti i pazienti con un accesso consecutivo al Pronto soccorso dell’ospedale Molinette (Azienda ospedaliera Città della salute e della scienza di Torino) dal 1 marzo al 31 maggio 2020 con una diagnosi confermata di infezione SARS-CoV-2.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME:
i pazienti sono stati classificati in due gruppi, per presenza o assenza di polmonite, in base ai referti di radiografie, ecografia polmonare e TAC.
RISULTATI:
in un’analisi multivariata, i fattori maggiormente associati con un accesso in Pronto soccorso con diagnosi di polmonite sono l’età, la saturazione dell’ossigeno <90% (adj OR 4,16; IC95% 1,44-12,07), la frequenza respiratoria >24 atti/min (adj OR 6,50; IC95% 2,36-17,87), la febbre ≥38° (adj OR 3,05; IC95% 1,53-6,08) e la presenza di sintomi gastroenterici (vomito e diarrea). Anche un ritardo > 7 giorni fra la comparsa dei sintomi polmonari (tosse e dispnea) e la presentazione in pronto soccorso è associato a una maggiore probabilità di ricevere una diagnosi di polmonite (OR 4,99; IC95% 2,02-12,34).
CONCLUSIONI:
per riorganizzare la gestione dei pazienti COVID-19 in Italia, in vista di una possibile seconda ondata epidemica o di una ripresa di focolai locali, sarebbe auspicabile riallocare il triage e possibilmente la cura dei pazienti dall’ospedale al domicilio. In questo scenario è importante identificare i sintomi e segni associati alla polmonite COVID-19 che potrebbero aiutare il medico di medicina generale a decidere di ricorrere al ricovero del paziente.

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 17/12/2020   08/01/2021      Visite