Abstract

The generation of rapid information has been an important novelty in the COVID-19 pandemic and a challenge for epidemiology. The methodological frailty and uncertainty of rapid data use has been a consequence. We are talking about an ‘intermezzo’ epidemiology between the event and the production of consolidated data that opens up great opportunities to the use epidemiology for rapid public health decisions, provided a careful work to be done before emergencies. In Italy, an ad hoc national COVID-19 information system producing daily data that quickly became essential for public decision-making. Total and all-cause mortality data are derived from the traditional information system of the Italian National Institute of Statistics (Istat), which, at the onset of the pandemic, was unable to provide rapid total and all-causes mortality data at the national level and still produces them with a one- to two-month delay. National cause and place mortality data referred to the first epidemic wave (March and April 2020) was in May 2021 and recently updated (October 2022) for the whole year 2020. Nearly three years after the onset of the epidemic, we have no nationwide rapid information on the distribution of deaths by place of death (hospitals, nursing homes and other care facilities, home) neither on their breakdown in ‘by COVID-19’, ‘with COVID-19’, and ‘non-COVID-19’ deaths. The pandemic being still in progress, new problems arise (the long-term impact of COVID-19, the impact of lockdown policies, etcetera), whose solution cannot be postponed until peer reviewed papers are available. A fine-tuning of the rapid processing of interim data certainly requires the development of national and regional information systems, but first of all a methodologically robust ‘intermezzo’ epidemiology.

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Riassunto

La produzione di informazioni rapide è stata un’importante novità in questa pandemia di COVID-19 e una sfida per l’epidemiologia. La fragilità metodologica e l’incertezza dell’uso rapido dei dati ne è stata una conseguenza. Parliamo di una “epidemiologia dell’intermezzo” tra l’evento e la produzione dei dati consolidati che apre a grandi opportunità di utilizzo dell’epidemiologia per le decisioni di sanità pubblica, ma che richiede un attento lavoro di preparazione da fare prima delle emergenze. In Italia, il sistema informativo nazionale ad hoc COVID-19 ha prodotto dati giornalieri che in breve tempo sono divenuti essenziali per l’assunzione di decisioni pubbliche. I dati di mortalità generale e per causa derivano dal sistema informativo tradizionale dell’Istituto nazionale di statistica (Istat) che, all’esordio della pandemia, non è stato in grado di fornire dati rapidi di mortalità totale a livello nazionale e ancora oggi li produce con uno/due mesi di ritardo. I dati sulle cause e il luogo di morte riferiti alla prima ondata (marzo-aprile 2020) sono stati pubblicati nel maggio 2021 e aggiornati a fine 2022 per l’intero anno 2020. A quasi tre anni dall’esordio dell’epidemia, non abbiamo informazioni a livello nazionale sulla distribuzione dei decessi per luogo di morte (ospedali, RSA e altre strutture assistenziali, a domicilio) né sulla loro ripartizione in decessi “per COVID-19”, “con COVID-19” e “non COVID-19”. A pandemia ancora in corso, si pongono nuovi problemi (l’impatto a lungo temine del COVID-19, l’impatto delle politiche di lockdown eccetera), la cui soluzione non si accetta più che venga posposta alla disponibilità di articoli peer-reviewed. Una messa a punto metodologica dell’elaborazione rapida dei dati provvisori, non solo di mortalità, richiede certamente uno sviluppo dei sistemi informativi nazionali e regionali, ma anche una “epidemiologia dell’intermezzo” che divenga metodologicamente matura.

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