Abstract

The spread of electronic cigarettes (e-cigs) and of the so-called heat-not-burn (HnB), also known as heated tobacco products, presented as a less harmful alternative to traditional cigarettes, required further in-depth studies to demonstrate the real benefits or possible risks linked to this type of habit among smokers and possible new smokers. There are numerous harmful substances produced by these devices, such as metals, organic compounds, and aldehydes. The presence of formaldehyde is particularly worrying: its indoor concentration is 2.7, 1.2, and 40 µg/m3 for HnB, e-cigs, and traditional cigarettes, respectively. The evidence of this substance, which numerous epidemiological studies have already shown to be harmful to health (in particular, the International Agency for Research on Cancer classified it as a group 1 carcinogen), would lead to the need to modify the legislation with more restrictive rules on the use of these devices in public environment and in particular in the presence of more susceptible subjects, such as minors and pregnant women.

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Riassunto

La diffusione delle sigarette elettroniche (e-cig) e delle cosiddette heat-not-burn (HnB), note anche come prodotti del tabacco riscaldato, presentate come alternativa meno nociva alle tradizionali sigarette, ha richiesto ulteriori studi approfonditi atti a dimostrare i benefici reali o i possibili rischi legati a questo tipo di abitudine tra i fumatori ed eventuali nuovi fumatori. Sono numerose le sostanze nocive prodotte da questi dispositivi, per esempio metalli, composti organici e aldeidi. È particolarmente preoccupante la presenza di formaldeide, la cui concentrazione indoor è di 2,7, 1,2 e 40 µg/m3, rispettivamente, per HnB, e-cig e sigarette tradizionali. L’evidenza di tale sostanza, che numerosi studi epidemiologici hanno già mostrato essere dannosa per la salute (in particolare, dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro è stata classificata come cancerogeno di gruppo 1), condurrebbe alla necessità di apportare modifiche restrittive alla legislazione che norma l’utilizzo di questi dispositivi in ambiente pubblico, in particolare in presenza di soggetti maggiormente suscettibili, come i minori e le donne in gravidanza.

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