Abstract

COVID-19 acted on health inequalities in two ways: directly, in terms of infection risk and outcomes; indirectly, through effects on the economy, which exacerbated social inequalities. Immigrants have particularly suffered the effects of the pandemic.
The Italian National Institute for Health, Migration and Poverty (INMP) has promoted the project “Epidemiology of SARS-CoV-2 (COVID-19) infection and use of health services in immigrant and vulnerable population groups in Italy” in collaboration with the Regions of Piedmont, Lombardy, Veneto, Emilia-Romagna, Tuscany, Lazio, and Sicily, to assess the impact of the pandemic in the immigrant population.
This is an observational population-based study design, based on weekly monitoring data from the COVID-19 National Surveillance System of the Italian National Health Institute (ISS). The observation period was split into five sub-periods: February-May 2020 (wave I), June-September 2020 (intermediate period I), October 2020-January 2021 (wave II), February-April 2021 (wave III), May-July 2021 (intermediate period II).
Access to diagnostic testing was higher among Italians; the incidence curve showed a lower level of infection among immigrants during the three waves and higher in the two intermediate periods. Age-standardized hospitalization rates were higher among immigrants both in noncritical care areas and in the intensive care unit, particularly in the intermediate stages of the epidemic. Immigrant standardized mortality rates were higher than those of Italians since the third period among males and in the fourth period among females.
Differences were also observed on a regional basis and by the immigrants’ area of origin.

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Riassunto

Il COVID-19 ha agito sulle disuguaglianze di salute in due modi: direttamente in termini di rischio di contagio e di esiti, indirettamente per gli effetti sull’economia, che hanno accentuato le disuguaglianze sociali. Gli immigrati hanno particolarmente subito gli effetti della pandemia.
L’INMP ha promosso il progetto “Epidemiologia dell’infezione di SARS-CoV-2 (COVID-19) e uso dei servizi sanitari nella popolazione immigrata e in fasce di popolazione vulnerabili in Italia” in collaborazione con le Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio e Sicilia, per valutare l’impatto della pandemia nella popolazione immigrata.
Si è scelto un disegno di studio osservazionale di popolazione, basato sui dati di monitoraggio settimanali del Sistema di sorveglianza nazionale COVID-19 dell’ISS.
Il periodo di osservazione è stato suddiviso in cinque sotto-periodi: febbraio-maggio 2020 (I ondata), giugno-settembre 2020 (I periodo intermedio), ottobre 2020-gennaio 2021 (II ondata), febbraio-aprile 2021 (III ondata), maggio-luglio 2021 (II periodo intermedio).
L’accesso al test diagnostico è risultato maggiore tra gli italiani e la curva di incidenza ha mostrato un livello di contagio più basso tra gli immigrati durante le tre ondate e più alto nei due periodi intermedi. I tassi di ospedalizzazione standardizzati per età sono stati più elevati tra gli immigrati sia in area non critica sia in terapia intensiva, particolarmente nelle fasi intermedie dell’epidemia. I tassi di mortalità standardizzati degli immigrati sono più elevati di quelli degli italiani a partire dal terzo periodo per i maschi e dal quarto per le femmine.
Si sono osservate differenze anche su base regionale e per area di provenienza degli immigrati.

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