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Salute; Sanità Pubblica; Disuguaglianze
Se ci sono i soldi, si sta meglio in salute?

Si dice, credo a ragione, che i soldi non facciano la felicità, ma le condizioni economiche della famiglia condizionano la salute dei suoi componenti? Bisogna innanzitutto dire che talvolta causa ed effetto possono anche invertirsi e cioè che è chi sta bene in salute che contribuisce maggiormente al benessere economico della famiglia, ed anche che la valutazione del benessere economico e del benessere fisico può dipendere molto anche da fattori soggettivi. Ci sono molti studi su questo argomento che hanno soprattutto analizzato le statistiche di mortalità, ma qui vorremmo vedere se anche nei dati dell'Indagine Multiscopo Istat si può evidenziare quali siano le relazioni tra le condizioni economiche e determinate patologie. E, naturalmente, dovremo considerare altri determinanti di malattia come l'età, il genere, ma anche come l'istruzione ed il territorio che possono anche solo influenzare le risposte sia nell'autovalutazione del benessere economico sia nella percezione della presenza di una condizione patologica.
Le patologie indagate nel questionario individuale dell'Indagine multiscopo 2023 sono le seguenti:


e le risposte sono date esclusivamente dai rispondenti senza alcuna verifica clinica.

Le condizioni più diffuse sono quindi l'ipertensione, le allergie e le artriti/artrosi.
La domanda invece che rileva il giudizio sulle condizioni economiche della famiglia è questa:

e questi sono i risultati riportati all'universo della popolazione italiana:
- Ottime: 1.148.450 (2.1%),
- Adeguate: 38.028.513 (65.1%),
- Scarse: 17.171.895 (29.4%),
- Assolutamente insufficienti: 2.031.331 (3,3%)

La distribuzione dei componenti famigliari (qui con l'ordinata in scala logaritmica) appare stabile per classi di età.
Per analizzare le differenze di prevalenza a seconda delle condizioni economiche si sono eseguite delle regressioni logistiche binarie per la assenza-presenza di ciascuna malattia.
Questi i risultati delle regressioni logistiche (si riporta il valore di exp(B) interpretabile come rischio relativo di essere affetto della determinata patologia rispetto alla categoria di riferimento con rischio =1)

Questo è il grafico dei valori sopra riportati per il rischio di essere affetti da una patologia rispetto a coloro che hanno dichiarato di essere, come già detto, in ottime condizioni economiche cui l'analisi assegna il valore 1.

Per quasi tutte le patologie il rischio è maggiore per le condizioni economiche peggiori. In alcuni casi come diabete, infarto, tumori, ulcere e osteoporosi le differenze sono molto elevate, per altre patologie invece come ipertensione, altre malattie del cuore, cirrosi e calcolosi, le differenze sono minime.
Le imprecisioni dei dati possono essere molte, ma sembra comunque che l'analisi confermi che chi ha a disposizione più soldi rischia meno di esser malato. Ma non sono certo le banconote fisiche in sé i veicoli di malattie tranne forse per alcune patologie trasmissibili ... ed allora ci si deve chiedere quale sia il meccanismo che determina questi rischi. Le note che seguono non vogliono certo portare a delle dimostrazioni del meccanismo che lega la salute alle condizioni economiche, ma solo ad indicare possibili suggestioni di ipotesi su cui riflettere ed eventualmente lavorare.
1) In alcuni casi se una famiglia ha dei suoi componenti in difficoltà può di conseguenza avere una condizione economica peggiore ed allora in questi pochi casi è la malattia che crea povertà e non viceversa. L'esempio che si può trarre dai dati dell'Indagine Multiscopo è quello delle condizioni economiche delle famiglie in cui vi siano delle limitazioni, gravi ma anche lievi, allo svolgimento delle normali attività.

2) Le scarse condizioni economiche possono associarsi a condizioni di vita peggiori sia come abitazione sia come ambiente di vita:


sia ancora come tipo di alimentazione e stili di vita:

Non vogliamo qui dire che mangiare meno verdure e meno frutta fa male, ma semplicemente vogliamo evidenziare come le condizioni economiche influenzino la dieta.
3) Le occupazioni lavorative associate a maggiori rischi spesso sono svolte dai lavoratori meno rimunerati e quindi la relazione tra economia e salute spesso può dipendere dall'occupazione attuale o da quella svolta precedentemente.

4) Le migliori possibilità di accesso all'assistenza sanitaria, preventiva o curativa, possono determinare minori prevalenze per alcune patologie nonostante che per il SSN tutti dovrebbero poter avere le medesime possibilità. Le rinunce alle cure sono maggiori tra i non benestanti.

Inoltre, tra i fattori che l'analisi dovrebbe aver corretto per evidenziare i rischi associati alle condizioni economiche, l'età è sicuramente quello a maggior impatto ma lo è anche il genere, almeno per alcune patologie. Non possono essere dimenticati inoltre l'istruzione e l'area di residenza; maggior istruzione per lo più comporta in alcuni casi minori malattie, e vivere al nord sembra sia conveniente per la salute rispetto a vivere al sud. Le correzioni per questi fattori dovrebbe aver maggiormente enucleato il ruolo delle condizioni economiche della famiglia. Attenzione però che i dati su cui sono state effettuate le analisi sono tutti ricavati da risposte soggettive dei rispondenti all'Indagine e talvolta altri fattori qui non considerati possono determinare modalità diverse di risposta.
Ci sembra comunque che si possa ritenere che questi dati dell'Indagine Multiscopo Istat 2023 portino a concludere che disporre di meno soldi fa crescere il rischio di avere più malattie, e di questo tutti i responsabili del Servizio Sanitario Nazionale dovrebbero preoccuparsi, cercando di far più prevenzione soprattutto primaria, cioè riducendo il più possibile i rischi per la salute, e gli epidemiologi dovrebbero insistere ancora molto su questi argomenti per creare maggior consapevolezza dei problemi esistenti relativi alle mancanze di equità nelle condizioni di salute.
Parole chiave: salute
