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Sanità Pubblica; SSN
Una legge a furor di popolo per rilanciare il SSN
e un invito alla lettura
Non possiamo restare in silenzio è l’appello lanciato nel 2004 dall’Associazione Salute Diritto Fondamentale e dall’Associazione Giovanni Bissoni, che in poche settimane raccolse l’adesione di circa 130 tra associazioni ed enti da tutta Italia. Come racconta in un'intervista Nerina Dirindin, da quella iniziativa origina l’idea della proposta di legge di iniziativa popolare, dal titolo Disposizioni per rendere effettivo il diritto alla salute mediante il rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale e la valorizzazione del personale, poi sviluppata nel Forum per la tutela della salute promosso dalla CGIL, per la quale ora è stata promossa la raccolta di firme. Il testo esteso della proposta è piuttosto articolato e contiene 17 articoli. La sua comprensione viene aiutata dalla lettura del fascicolo predisposto dalla CGIL per fornire il quadro di riferimento.
Poche indicazioni, ma precise
La proposta di legge non aspira a delineare una riforma complessiva del SSN, ma vuole indicare alcune priorità su cui prendere decisioni urgenti. Dei principi generali riportati nell’Articolo 1 vanno ricordati due passaggi:
- la sostenibilità del SSN non va garantita attraverso il “secondo pilastro” (e cioè le nuove forme di assistenza di tipo mutualistico e le assicurazioni),
- l’autonomia differenziata non si applica alla materia “tutela della salute”.
Le due priorità su cui si concentra la proposta sono l’aumento del finanziamento del SSN e il rafforzamento e la valorizzazione del personale del SSN. Queste due priorità non hanno certo la caratteristica della originalità, ma il pregio della proposta è di fornire al riguardo alcune precise indicazioni non proprio scontate.
La proposta prevede che, a decorrere dal 2030, il finanziamento del SSN raggiunga un livello non inferiore al 7,5 per cento del Prodotto interno lordo nominale. Tale livello è raggiunto progressivamente, passando dal 6,50% del 2027, al 6,85% del 2028, 7,10% del 2029 e il 7,50% a decorrere dal 2030. Prevede inoltre che l’evoluzione del finanziamento non possa comunque mai prevedere, in valore assoluto, un valore inferiore a quello dell’anno precedente, indipendentemente dall’aumento della spesa per la difesa, e che di tale aumento non possa godere il privato accreditato. Quest’ultima indicazione va contro la tendenza attuale ad aumentare ogni anno la quota di finanziamento pubblico destinato al privato, ad esempio per il contenimento delle liste di attesa.
Per quanto riguarda il personale, anche qui accanto ad alcune indicazioni più scontate, come il rafforzamento e la valorizzazione del personale del SSN attraverso un miglior trattamento economico, ce ne sono altre meno scontate come la rimozione del tetto di spesa del personale, l’equiparazione tra gli operatori dipendenti del SSN e quelli dipendenti delle strutture private accreditate e la introduzione di un percorso di formazione specialistica per i medici di medicina generale. Per questi ultimi si prevede che, assieme ai pediatri di libera scelta e agli specialisti ambulatoriali interni al SSN, possano optare per il passaggio al ruolo della dirigenza medica dell’area sanità. Un articolo è dedicato alle esternalizzazioni delle attività sanitarie e sociosanitarie dirette alla persona che dovrebbero cessare al 1 gennaio 2027, anche questa indicazione non scontata.
Inoltre
Gli altri temi trattati nella proposta sono molti e un semplice elenco non ne può riportare la ricchezza in termini di spunti. Me ne gioco tre tanto per dare una idea:
- nelle politiche in favore della popolazione anziana e delle persone non autosufficienti si prevede una forte attenzione agli standard delle strutture residenziali e semiresidenziali e l’aumento progressivo del Fondo per le non autosufficienze;
- tra le misure per la tutela della salute mentale di adulti, minori e giovani si prevede che entro il 30 giugno 2027 per ogni servizio di Neuropsichiatria per l’infanzia e l’adolescenza sia adottato un programma integrato per il passaggio dei minori ai servizi per adulti, dotato di uno specifico budget di transizione;
- in un articolo si indica dove trovare le risorse e si citano a questo proposito interventi sulla spesa farmaceutica, sulla evasione fiscale e sulla rimodulazione e l’eliminazione dei sussidi dannosi per l'ambiente.
Una proposta dal basso...
La proposta ha il pregio di essere già stata sottoposta a un vaglio “dal basso” e costituisce una buona base di partenza per la discussione sull’uscita dalla crisi del SSN nonostante i punti da discutere siano tanti e quelli da integrare pure. Come logico, la selezione degli argomenti e la scelta delle direttrici di intervento risentono del contesto in cui è nata la proposta, un contesto di Associazioni a forte impronta sociale e sindacale. Ad esempio, abbastanza stranamente e certo per noi di E&P in modo preoccupante, la prevenzione in quanto tale nel testo della proposta compare solo “di sfuggita” e viene citata solo negli articoli dedicati ai vari temi specifici (molto nella parte dedicata alla salute negli ambienti di lavoro, ma anche nei punti dedicati alla salute di genere, alla assistenza ai fragili e alla salute mentale). Rassicura però il fatto che nel fascicolo tra le dieci misure necessarie e urgenti una consiste nel “riconoscere l’importanza della prevenzione e della promozione della salute, nella consapevolezza che i livelli di salute delle persone e delle comunità dipendono da diversi determinanti. Occorre una particolare attenzione alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e alle disuguaglianze di salute e di malattia che si sono manifestate nell’emergenza Covid-19”.
...e una dall’alto
Vale la pena di segnalare che quasi contemporaneamente è uscita una proposta di riforma del SSN che già dal titolo viene “dall’alto”: “Idee nuove per un SSN equo e sostenibile. Una proposta di accademici ed esperti”. La proposta è stata presentata il 25 giugno 2026 attraverso un evento in modalità ibrida ospitato contemporaneamente presso 9 università italiane in rappresentanza di 14 (Bocconi, Politecnico di Milano, Cattolica del Sacro Cuore, Università di Torino, Genova, Verona, Sant'Anna Pisa, LUMSA, Roma Tor Vergata, Magna Grecia, Salento, Messina, Catania Venezia Ca' Foscari). Per avere una idea dei gruppi e delle persone che hanno lavorato nell’elaborazione di questa proposta si può partire dai firmatari di un documento del 2025 che ne ha costituito la base di partenza.
Se cerchiamo nel sito del Centro di Ricerca dell’Università Bocconi che è tra i principali promotori (il Cergas, Centro per la Gestione Sanitaria e Sociale) troviamo nella pagina dedicata alla proposta la sua descrizione:
“A cinquant'anni dalla Legge 833 e a trent'anni dalle riforme degli anni Novanta, un gruppo di studiosi di economia sanitaria, epidemiologia e management sanitario propone una revisione organica della normativa sulla salute, auspicando la realizzazione di un Testo Unico che possa costituire la base di confronto tra istituzioni, politica e parti sociali.”
Nella stessa pagina troviamo uno schema che sintetizza il significato delle proposte presentate nell’evento di lancio. Questa proposta affronta tematiche delicate (e scomode) con una metodologia e un linguaggio che vanno “elaborati”. Faccio un esempio su quello che è uno dei punti caratterizzanti la proposta: la governance del sistema (la parola governance ricorre 11 volte nel testo). A questo riguardo il Documento dice che “va distinto dal concetto di SSN il concetto di sistema dei servizi della salute, che è più ampio e comprende anche i servizi alimentati dal finanziamento privato nella forma di fondi e casse di solidarietà privata, assicurazioni, pagamento diretto (out of pocket), welfare aziendale.” Su questa base si propone di distinguere tra la governance del SSN e la governance del sistema dei servizi per la salute, composto da attori e circuiti economici pubblici e privati che operano per la tutela della salute. Si capisce bene che questi passaggi (anche a pelle un po’ inquietanti per la partnership apparentemente alla pari tra pubblico e privato) da soli meritano un lungo approfondimento, come merita del resto tutto il documento di proposta.
Messaggio da portare a casa
Sono appena uscite due proposte per rilanciare il SSN molto diverse tra loro, ma a mio parere entrambe stimolanti, che andrebbero lette con attenzione e confrontate. Questo è quello che farò io e che propongo a chi legge di fare. Buone vacanze!
Parole chiave: sanità
