Abstract

OBJECTIVE: to describe transport policies adopted in recent years (2006-2010) by some Italian municipalities and their effectiveness.
DESIGN AND SETTING
: survey data refer to fifteen cities participating in the EpiAir2 project: Torino, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Pisa, Roma, Taranto, Palermo, Cagliari, Trieste, Genova, Ancona, Napoli, and Bari.
RESULTS
: this survey revealed strengths and weaknesses of the way in which these Italian cities address the promotion of sustainable mobility. As a general rule, the vehicles fleets have been renewed with a reduction of old-emission-standard vehicles. Italian cities reported a considerable delay in the development of underground and tram systems, and suburban rail networks, compared to other European urban areas. Regarding other aspects of urban mobility (supply/demand for public transport, low traffic and pedestrian zones, bike paths, car and bike sharing), this survey highlighted a great heterogeneity among Italian cities.
CONCLUSION
: differences between Italian cities are partly explained by structural and cultural features and also by local governance, specifically the political capability to design and adopt effective policies concerning urban transportation systems and their environmental impact. Various and fragmented initiatives are signs that Italy has not formulated a comprehensive and integrated strategy about sustainable mobility in urban areas yet.

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Riassunto

OBIETTIVO: fornire un quadro sintetico delle politiche di mobilità adottate negli ultimi anni (2006-2010) dalle amministrazioni di alcuni Comuni italiani attraverso la rilevazione degli interventi sulla mobilità urbana e relativa efficacia.
DISEGNO E SETTING: i dati presentati si riferiscono alle quindici città inizialmente partecipanti al progetto EpiAir2: Torino, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Pisa, Roma, Taranto, Palermo, Cagliari, Trieste, Genova, Ancona, Napoli, Bari.
RISULTATI
: da questa indagine emergono debolezze e punti di forza delle città italiane nell’affrontare il tema della mobilità sostenibile. Le modifiche della consistenza del parco circolante sono state accompagnate da un suo rinnovamento con conseguente riduzione dei veicoli rispondenti agli standard emissivi più vecchi, seppur con differenze marcate tra le varie città. Tra le debolezze più rilevanti nella gestione locale della mobilità urbana è da segnalare in primo luogo lo sviluppo ridotto di metropolitane e di sistemi tranviari e il ritardo nell’ammodernamento delle reti ferroviarie suburbane, che pongono le città italiane in una posizione evidentemente svantaggiata rispetto ad altre realtà urbane europee analoghe. Per quanto riguarda gli altri aspetti della mobilità urbana (offerta/domanda di trasporto pubblico, ZTL, zone pedonali, km di piste ciclabili, servizi di car sharing e bike sharing), si segnala una situazione estremamente disomogenea tra le varie città italiane.
CONCLUSIONI
: le disomogeneità tra le diverse realtà sono in parte spiegabili con le peculiarità strutturali e culturali locali, oltre che da una diversa attenzione “storica” alle problematiche ambientali e a un’estemporaneità delle scelte effettuate dalle rispettive amministrazioni. Pur in presenza di molte iniziative settoriali, pare sia mancata una strategia nazionale che, pur rispettosa del livello di autonomia locale, abbia fornito linee di indirizzo per affrontare in maniera adeguata e coordinata il tema della mobilità sostenibile e dell’inquinamento atmosferico da traffico veicolare.

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 31/10/2013      Visite