Abstract

OBJECTIVE: to study the relationship between job tenure and injury risk, controlling for individual factors and company characteristics.
DESIGN:
analysis of incidence and injury risk by job tenure, controlling for gender, age, nationality, economic activity, firm size.
SETTING:
sample of 7% of Italian workers registered in the INPS (National Institute of Social Insurance) database.
PARTICIPANTS: private sector employees who worked as blue collars or apprentices.
MAIN OUTCOMEMEASURES: first-time occupational injuries, all occupational injuries, serious occupational injuries.
RESULTS AND CONCLUSIONS:
our findings show an increase in injury risk among those who start a new job and an inverse relationship between job tenure and injury risk.Multivariate analysis confirm these results. Recommendations for improving this situation include the adoption of organizational models that provide periods of mentoring from colleagues already in the company and the assignment to simple and not much hazardous tasks. The economic crisis may exacerbate this problem: it is important for Italy to improve the systems of monitoring relations between temporary employment and health.

 Keywords: , , ,

Riassunto

OBIETTIVO: analizzare la relazione tra durata del rapporto di lavoro e rischio infortunistico, controllando per fattori individuali e caratteristiche aziendali.
DISEGNO:
analisi dell’incidenza e del rischio di infortuni per durata del contratto di lavoro controllando per genere, età, nazionalità, attività economica, dimensione aziendale.
SETTING: campione del 7% dei lavoratori italiani iscritti all’INPS.
PARTECIPANTI:
dipendenti del settore privato con mansione di operaio o apprendista.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME: primo infortunio accaduto al lavoratore in tutto il periodo di disponibilità dell’archivio, totale degli infortuni, infortuni gravi.
RISULTATI E CONCLUSIONI: si evidenzia un aumento del rischio infortunistico tra coloro che iniziano un nuovo lavoro; l’andamento diminuisce all’aumentare della durata del contratto. L’analisimultivariata conferma tali osservazioni. Per ridurre il rischio sarebbe utile adottare modelli organizzativi che prevedono periodi di affiancamento da parte di colleghi già presenti in azienda e l’assegnazione di compiti semplici e poco pericolosi. La crisi economica in atto può aggravare il problema: è importante che l’Italia si doti di adeguati sistemi dimonitoraggio delle relazioni tra lavoro precario e salute.

 Parole chiave: , , ,

 03/04/2013      Visite