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In Italia spesso non conosciamo i documenti pubblicati dall'OECD e dalla Commissione Europea che ci riguardano, anche perché per lo più non sono scritti in italiano. Invece ci sono dati, tabelle, figure e testi che ci parlano della sanità e della salute del nostro Paese confrontata con quelle degli altri stati che dovremmo conoscere. Qui citiamo due documenti interessanti e invitiamo a leggerli direttamente anche perché sono disponibili su internet le relative traduzioni. 
Qui esaminiamo sommariamente i seguenti due documenti che riportano il quadro della situazione sanitaria italiana aggiornata al 2025 o agli ultimi dati disponibili.

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Health at a Glance 2025: Italy (la salute in breve)

Per ogni nazione vengono confrontati diversi indicatori rispetto al valor medio dei Paesi OECD e ai valori minimi e massimi. Delle tre tabelle la prima riguarda lo stato di salute e i fattori di rischio;

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L'Italia ha valori più favorevoli negli indicatori dello stato di salute. Per i fattori di rischio invece risulta che in Italia ci sia maggior uso di tabacco e ci sia maggior inquinamento atmosferico.

Rispetto all'accesso e alla qualità dell'assistenza, rispetto alla media dei Paesi OCDE, vi è meno soddisfazione per il sistema sanitario e una quota inferiore di spesa pubblica rispetto al totale della spesa sanitaria. Ci sono meno bisogni insoddisfatti, più vaccinati, e le mammografie sono nella media.
Risultano poi meno ricoveri ospedalieri evitabili, minori decessi dopo 30 giorni per infezioni respiratorie e per ictus.

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Rispetto alle risorse dei sistemi sanitari, L'Italia spende meno della media OECD sia come percentuale del PIL sia come spesa pro capite, ma spende una quota maggiore per la prevenzione. Ha più medici e meno infermieri, e molto meno personale per assistenza a lungo termine, ma più farmacisti. Infine l'Italia rispetto alla media dei Paesi OECD ha meno letti ospedalieri per abitante, ha più dotazioni di macchinari diagnostici e ha un consumo percentuale di farmaci generici inferiore.

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Il capitolo completo riguardante l'Italia e poi anche i capitoli relativi agli altri Paesi sono disponibili a questo indirizzo.
Buona lettura!

State of Health in the EU - ITALIA - Profilo della sanità 2025  

In quest'altro documento  a cura della Commissione Europea e dell'OCDE ed elaborato dall'European Observatory on Health Systems and Policies, vengono presentati dei profili per l'intera Unione Europea e per tutti i singoli Paesi sia in lingua inglese sia nella lingua del Paese del capitolo che lo riguarda.

Questi sono i titoli dei capitoli del profilo dell'Italia uno dei  tanti grafici, ma il documento riporta soprattutto un ampio testo illustrativo interessante da leggere.


1- Punti Salienti

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2- La salute in Italia

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3 - Fattori. di rischio

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4 - Il Sistema Sanitario

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5 - Performance

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6 - Politica farmaceutica

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7 - Risultati principali

Qui riportiamo integralmente il capitolo che sintetizza brevemente i precedenti.

La sintesi del rapporto OECD sul profilo della sanità 2025 per l'Italia 

Nel 2024, l’aspettativa di vita in Italia ha raggiunto gli 84,1 anni, il valore più alto nell’UE, superando per la prima volta i livelli pre-pandemia dopo un rimbalzo di 0,6 anni rispetto al 2023. Le malattie cardiovascolari e il cancro rimangono le principali cause di mortalità, rappresentando rispettivamente il 31% e il 23% dei decessi. Queste patologie contribuiscono a un elevato carico di malattia: oltre il 15% della popolazione convive con malattie cardiovascolari, più del 6% ha una storia di cancro e quasi la metà degli adulti con ipertensione non è diagnosticata o non è in cura.

I fattori di rischio comportamentali sono stati collegati a quasi un decesso su quattro nel 2021; la cattiva alimentazione è stata il fattore che ha contribuito maggiormente, seguita dal consumo di tabacco.

Mentre il tasso di fumatori adulti si è stabilizzato appena sotto il 20%, il consumo di nicotina tra i giovani è in forte aumento: il 27% dei quindicenni dichiara di averne fatto uso di recente, dieci punti percentuali al di sopra della media UE. Sebbene i tassi di sovrappeso infantile in Italia siano inferiori alla media UE, l’attività fisica degli adolescenti è la più bassa nell’Unione e i tassi di obesità sono elevati.

Il Servizio Sanitario Nazionale italiano fornisce una copertura sanitaria universale attraverso reti di fornitori gestite a livello regionale. La spesa sanitaria pro capite attuale è inferiore del 19% rispetto alla media dell’UE, con una quota relativamente elevata finanziata direttamente dai cittadini. Le risorse sono concentrate sull’assistenza ambulatoriale e sui prodotti farmaceutici, mentre solo il 10% è destinato all’assistenza a lungo termine. Mentre l’Italia ha registrato 5,4 medici ogni 1.000 abitanti, superando la media UE del 25%, la densità di infermieri era di soli 6,9 ogni 1.000 abitanti, oltre il 20% al di sotto della media UE. La medicina generale è sottoposta a forti pressioni: oltre la metà dei medici di base, infatti, supera il carico massimo di 1.500 pazienti per medico.

L’Italia ottiene ottimi risultati in materia di salute, con tassi di mortalità evitabile significativamente inferiori alla media UE e tassi di ricovero ospedaliero per malattie croniche più bassi rispetto alla media dell’Unione. La copertura vaccinale antinfluenzale tra gli anziani rimane superiore alla media UE, attestandosi al 53%, ma i tassi di vaccinazione contro il papilloma virus umano (HPV) tra le ragazze di 15 anni sono scesi al 55%, scendendo al di sotto della media UE del 63%. La partecipazione agli screening oncologici non si è ancora completamente ripresa dall’interruzione causata dalla pandemia, con tassi che rimangono notevolmente bassi per quanto riguarda lo screening del cancro cervicale nelle regioni meridionali.

Sebbene la maggior parte dei costi dell’assistenza ospedaliera sia finanziata con fondi pubblici, i tassi di finanziamento pubblico più bassi per i servizi ambulatoriali e la copertura quasi inesistente per le cure dentistiche contribuiscono a livelli elevati di spesa a carico dei cittadini. Queste barriere all’accesso incidono in modo sproporzionato sui gruppi a

basso reddito, creando marcate disuguaglianze socioeconomiche nei bisogni sanitari non soddisfatti. Nonostante il miglioramento della conformità regionale agli standard di servizio essenziali, diverse regioni del Sud e più piccole continuano a registrare risultati insufficienti in settori chiave.

I tempi di attesa rappresentano una sfida significativa per il sistema sanitario italiano. Se da un lato i tempi di attesa per gli interventi chirurgici elettivi sono relativamente brevi, dall’altro l’accesso alla diagnostica e alle visite specialistiche rimane limitato, con conseguenti alti tassi di cure non effettuate. Nonostante la spesa sanitaria pubblica sia tornata ai livelli del 2019, sono stati mobilitati ingenti finanziamenti dell’UE per sostenere gli investimenti

nella digitalizzazione e nel potenziamento delle infrastrutture. Le tendenze divergenti nella formazione medica e infermieristica rischiano di aggravare gli squilibri nella forza lavoro, dato che l’aumento della formazione medica contrasta con il calo dei laureati in infermieristica. L’elevato consumo di antibiotici compromette gli sforzi in atto per controllare la resistenza agli antimicrobici.

I farmaci venduti al dettaglio hanno rappresentato il 17% della spesa sanitaria italiana nel 2023, quattro punti percentuali al di sopra della media UE. Allo stesso tempo, il mercato farmaceutico italiano è dominato dagli acquisti ospedalieri che rappresentano i tre quarti della spesa totale, a fronte del 41% dell’UE. Questo approccio consente un controllo più rigoroso dei prezzi e un maggiore potere negoziale, ma la spesa farmaceutica ospedaliera spesso supera il budget, innescando meccanismi di rimborso da parte dell’industria. In questo contesto, l’Italia offre un accesso più rapido ai nuovi farmaci rispetto alla maggior parte dei Paesi UE ed è all’avanguardia nell’adozione dei biosimilari, anche se l’utilizzo dei farmaci generici rimane basso. Nonostante gli investimenti modesti in ricerca e sviluppo, l’Italia mantiene tassi competitivi di deposito di brevetti e di attività di sperimentazione clinica in linea con le medie dell’UE.

Non resta che invitarvi a leggere i rapporti OECD ed a confrontare la realtà sanitaria dell'Italia con quella degli altri Paesi. Se avete dei commenti inviateli inserendoli alla fine di questo post seguendo le indicazioni presenti.

Mi si consenta, seppur solo brevemente, di aggiungere delle mie perplessità: Il quadro della sanità italiana non appare sempre eccellente, ad esempio pochi letti ospedalieri, pochi infermieri, poca spesa sanitaria di cui alta quota privata, ed anche fattori di rischio non favorevoli come molti fumatori e molto inquinamento atmosferico, eppure ottimi risultati in tema di salute. Perché? 
L'elevata speranza di vita, il basso valore della mortalità evitabile o prevenibile, la minor quota di persone che si sentono in cattiva salute, e tutto in presenza di una età media più anziana di altri, cos'è allora che contribuisce a produrre questo risultato? Forse non è del tutto dovuto al sistema sanitario, e allora a cosa?

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