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Pace; Guerra; Pace
Spese militari fuori controllo
Nel 2025 la spesa militare a livello globale è cresciuta del 2,9% rispetto all’anno precedente raggiungendo la cifra di 2.887 miliardi di dollari, la spesa più elevata mai registrata dallo Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI), che ha appena pubblicato il suo aggiornamento annuale.1 Il 2025 rappresenta l’11esimo anno consecutivo di crescita di un fenomeno concentrato nell’ambito di un gruppo relativamente piccolo di 15 stati, che nel loro insieme hanno speso 2.304 miliardi, ovvero l’80% della spesa complessiva mondiale.
Se dessimo credito alla teoria della deterrenza dovremmo sentirci ormai in sicurezza e al riparo da conflitti armati, visto che l’Italia fa parte proprio di quel piccolo gruppo di stati. L’Europa Centrale e Occidentale ha incrementato la spesa del 16% rispetto all’anno precedente (e dell’80% rispetto al 2016) arrivando alla cifra di 580 miliardi nel 2025, rappresentando un quinto della spesa complessiva mondiale. L’Italia, al 12° posto nella classifica mondiale, con 48,1 miliardi spesi nel 2025, il 20% in più rispetto all’anno precedente e il 56% in più rispetto al 2016. Tuttavia, chissà perché, i conflitti non tendono a diminuire, al contrario: parallelamente all’aumento delle spese militari aumentano anche le guerre nel mondo.2 Che cos’è che non va? È semplice e ce lo spiegano, oltre al presidente degli USA, anche i vertici dell’Unione Europea nel White Paper for European Defence - Readiness 2030:3 non stiamo spendendo abbastanza. E quindi, nonostante anni di costanti aumenti, dobbiamo “urgently and significantly step up European defence spending”. Poi ci sentiremo tutti sicuri e in pace con il mondo. Garantito. Basta diventare davvero “abili alla guerra”, come si espresse il ministro tedesco Pistorius. Da tenere in mente che la Germania con 114 miliardi è già al quarto posto nella classifica mondiale di chi spende di più per armi, classifica guidata dagli USA (954 miliardi), Cina (336) e Russia (190).
In che relazione stanno le spese militari con gli investimenti in altri settori, come la sanità, la sicurezza sociale e l’istruzione? Da questo punto di vista è molto istruttiva la lettura di un documento di un ente che non può essere sospettato di avere particolari simpatie oltre a quelle per il denaro: il Fondo Monetario Internazionale (FMI). Il documento in questione è il World Economic Outlook,4 quest’anno sottotitolato Global Economy in the Shadow of War, pubblicato nell’aprile 2026. A pagina 13 del secondo capitolo gli esperti del FMI affermano, con tanto di grafico (vedi sotto), che i boom di spesa militare sono seguiti, nei tre anni successivi, da una riduzione complessiva del 20% della spesa pubblica non militare (circa -1% del PIL), sanitaria, sociale e per l’istruzione. Particolarmente colpiti risultano i settori sanità e sicurezza sociale. Sempre sullo stesso tema, secondo Alhadi Khogali e Elsara Badr, che hanno pubblicato una lettera sul Lancet5dell’11 aprile 2026, ogni aumento di un punto percentuale della spesa militare comporta la diminuzione dello 0,62% della spesa per la sanità. Del resto anche l’ISTAT, già anni fa nel Rapporto sugli SDGs del 20236, aveva affermato che “l’andamento della quota parte di spesa pubblica in difesa è importante perché, dato un certo tetto di spesa, ogni unità impiegata in una determinata funzione non è utilizzabile per un’altra voce di spesa, e corrisponde, dalla prospettiva dell’intero bilancio pubblico, ad un costo-opportunità”. Una conferma ufficiale del fatto che gli investimenti in istruzione e sanità vengono sacrificati a vantaggio del settore militare. Inoltre, prosegue l’ISTAT, considerando la spesa limitatamente agli investimenti (escludendo la parte di spesa, preponderante, per il personale), in Italia a partire dal 2016 gli investimenti in Difesa sono diventati nettamente preminenti rispetto a quelli della voce Sanità (lo erano già rispetto a quelli della voce Istruzione). Questo è quanto si legge a proposito del Goal 16 “Promuovere società pacifiche e inclusive”, che riporta i dati aggiornati al 2021. Purtroppo nei successivi rapporti ISTAT sugli SDGs manca questo particolare paragrafo sulle spese militari (sarebbe interessante capire il perché).
Insomma la bottom line mi pare sia la seguente. Si possono avere opinioni diverse sull’opportunità delle spese militari, ma una cosa dovrebbe essere chiara, al di là delle opinioni. Un aumento, soprattutto se repentino e sostanzioso, della spesa militare si riflette negativamente su sanità, politiche sociali e istruzione. Se si investe di più nel militare non si possono aumentare contemporaneamente anche gli investimenti in sanità, nel sociale e nell’istruzione. Non si può avere tutto. Occorre scegliere.
L’ultima parola su questo argomento va a Papa Leone XIV che nel suo discorso alla Sapienza il 14.5 si è espresso così: “... la crescita della spesa militare nel mondo, e in particolare in Europa, è stata enorme: non si chiami ‘difesa’ un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune.”7
Però...
“Però”, sento dire da qualcuno, “gli investimenti nel settore militare creano molti posti di lavoro e aumentano significativamente il PIL e quindi il benessere degli italiani (e di riflesso la salute)”. Ma è proprio vero? La risposta a questa domanda la troverete nel mio prossimo post sul Blog di E&P. Stay tuned!

Bibliografia
- https://www.sipri.org/publications/2026/sipri-fact-sheets/trends-world-military-expenditure-2025
- https://www.prio.org/publications/14453
- https://defence-industry-space.ec.europa.eu/eu-defence-industry/white-paper-european-defence-readiness-2030_en
- https://www.imf.org/en/publications/weo/issues/2026/04/14/world-economic-outlook-april-2026
- https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(26)00544-1/fulltext
- https://www.istat.it/storage/rapporti-tematici/sdgs/2023/Rapporto-SDGs-2023.pdf
- https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/may/documents/20260514-visita-pastorale-sapienza.html
Parole chiave: pace
