Abstract

OBJECTIVES: to analyse the association between suicide rates and credit to the economy in Italy, and the potential role of social protection measures (SPMs) as buffering mechanism.
DESIGN:
descriptive study.
SETTING AND PARTICIPANTS:
data were derived from the Italian National Institute of Statistics and from the Organisation for Economic Co-operation and Development. Fixed-effects panel regressions were run to test the association between male and female suicide rates and the rate of growth of the credit-to-GDP (CTG) ratio. The buffering role of social protection measures was investigated. The observation period was from 1990 to 2014.
MAIN OUTCOME MEASURES:
regional male and female rates of suicide.
RESULTS:
male suicide rate is influenced by the rate of growth of the CTG ratio: a one-unit decrease in the latter is associated with 1.26 more suicides every 10,000 people. This marginal effect was significant at 1% for men, but not significant for women. Unemployment rate and periods of mass job loss were not associated with the outcome. With respect to SPMs, only public unemployment spending was able to moderate the association between suicide rate and rate of growth of the CTG ratio. A one-unit increase in the rate of growth of public unemployment spending was associated with 0.12 less suicides every 10,000 people, but only among men. Younger and older men were more affected by credit reduction, namely those aged 15-44 years and 75 years or more. Differently, women were not influenced by credit reduction, but only by increased UR in the group aged 55-64 years.
CONCLUSIONS: access to credit is a major determinant of psychological well-being for men, but not for women. The rate of growth of the CTG ratio may be more useful than other macroeconomic indicators at identifying the mental health outcomes of economic crises.

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Riassunto

OBIETTIVI: analizzare l’associazione tra tassi di suicidio e credito in Italia, e il potenziale ruolo protettivo esercitato dalla protezione sociale nei confronti delle conseguenze negative delle crisi economiche sulla salute.
DISEGNO:
studio descrittivo.
SETTING E PARTECIPANTI:
i dati sono stati ottenuti dall’Istituto nazionale di statistica e dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Per studiare l’associazione tra tasso di suicidio maschile e femminile e tasso di crescita del rapporto tra credito e prodotto interno lordo (PIL), sono state impiegate regressioni panel a effetti fissi. Si è, inoltre, indagato il ruolo svolto dalle misure di protezione sociale. Il periodo di osservazione va dal 1990 al 2014.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME:
tassi di suicidio regionali maschili e femminili.
RISULTATI:
il tasso di suicidio maschile è influenzato dal tasso di crescita del rapporto credito/PIL: una riduzione unitaria in questa variabile si associa a 1,26 suicidi in più ogni 10.000 persone. Questo effetto marginale è significativo all’1% per gli uomini, ma non per le donne. Il tasso di disoccupazione e i periodi di perdita ingente di posti di lavoro non sono risultati associati con il tasso di suicidio. Per quanto riguarda la protezione sociale, solo la spesa per i sussidi di disoccupazione è risultata in grado di moderare l’associazione tra tasso di suicidio e tasso di crescita del rapporto credito/PIL. Un aumento unitario del tasso di crescita della spesa per sussidi di disoccupazione è risultato associato a una riduzione di 0,12 suicidi ogni 10.000 persone, ma solo tra gli uomini. In particolare, gli uomini nelle fasce di età lavorative più giovani e quelli anziani sono risultati più vulnerabili, soprattutto nelle fasce d’età 15-44 anni e maggiore di 75 anni. Diversamente, le donne non risentirebbero della riduzione del credito disponibile, ma solo dell’aumento del tasso di disoccupazione nella fascia di età compresa tra 55 e 64 anni.
CONCLUSIONI: l’accesso al credito è un importante determinante di benessere psicologico per gli uomini, ma non per le donne. Il tasso di crescita del rapporto credito/PIL potrebbe risultare più utile di altri indicatori macroeconomici nell’identificare le conseguenze delle crisi economiche sulla salute mentale.

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 04/11/2020      Visite