Epidemiologia&Prevenzione 2020, 44 (5-6) settembre-dicembre Suppl. 1

The relationship between credit and suicide in Italy

Giorgio Mattei, Barbara Pistoresi, Gian Maria Galeazzi

OBIETTIVI: analizzare l’associazione tra tassi di suicidio e credito in Italia, e il potenziale ruolo protettivo esercitato dalla protezione sociale nei confronti delle conseguenze negative delle crisi economiche sulla salute.
DISEGNO:
studio descrittivo.
SETTING E PARTECIPANTI:
i dati sono stati ottenuti dall’Istituto nazionale di statistica e dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Per studiare l’associazione tra tasso di suicidio maschile e femminile e tasso di crescita del rapporto tra credito e prodotto interno lordo (PIL), sono state impiegate regressioni panel a effetti fissi. Si è, inoltre, indagato il ruolo svolto dalle misure di protezione sociale. Il periodo di osservazione va dal 1990 al 2014.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME:
tassi di suicidio regionali maschili e femminili.
RISULTATI:
il tasso di suicidio maschile è influenzato dal tasso di crescita del rapporto credito/PIL: una riduzione unitaria in questa variabile si associa a 1,26 suicidi in più ogni 10.000 persone. Questo effetto marginale è significativo all’1% per gli uomini, ma non per le donne. Il tasso di disoccupazione e i periodi di perdita ingente di posti di lavoro non sono risultati associati con il tasso di suicidio. Per quanto riguarda la protezione sociale, solo la spesa per i sussidi di disoccupazione è risultata in grado di moderare l’associazione tra tasso di suicidio e tasso di crescita del rapporto credito/PIL. Un aumento unitario del tasso di crescita della spesa per sussidi di disoccupazione è risultato associato a una riduzione di 0,12 suicidi ogni 10.000 persone, ma solo tra gli uomini. In particolare, gli uomini nelle fasce di età lavorative più giovani e quelli anziani sono risultati più vulnerabili, soprattutto nelle fasce d’età 15-44 anni e maggiore di 75 anni. Diversamente, le donne non risentirebbero della riduzione del credito disponibile, ma solo dell’aumento del tasso di disoccupazione nella fascia di età compresa tra 55 e 64 anni.
CONCLUSIONI: l’accesso al credito è un importante determinante di benessere psicologico per gli uomini, ma non per le donne. Il tasso di crescita del rapporto credito/PIL potrebbe risultare più utile di altri indicatori macroeconomici nell’identificare le conseguenze delle crisi economiche sulla salute mentale.






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