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Di tasso in tasso si rischia di straparlare!

Qualche anno fa, nel 2010 per essere precisi, su Epidemiologia & Prevenzione avevamo aperto una rubrica intitolata Occhio ai granchi che aveva l’obiettivo di individuare e segnalare errori di vario tipo riscontrabili in articoli scientifici e pubblicazioni e che potevano essere identificati come “granchi”. Nello specifico scrivevamo:
Non si intende fare riferimento ad eventuali evidenti errori di calcolo, sempre in agguato ma facilmente correggibili proprio per la loro evidenza. Il granchio è invece quell’indicatore che è costruito per dire una cosa invece ne dice un’altra; è quell’indicatore che contiene problemi di definizione o di calcolo subdoli, non facilmente riconoscibili, ma gravissimi per quanto riguarda gli esiti; è quell’indicatore che produce un’indicazione fuorviante; e così via.
Alcuni fatterelli registrati in questi giorni, ci hanno riportato col pensiero a quella rubrica, e sia chiaro che di errori se ne fanno in continuazione, ma quando gli errori sono di un certo tipo o sono commessi da determinati soggetti pensiamo lo si debba far osservare.
Il fatto
Il Sole 24 Ore, non è certo un quotidiano “da quattro soldi” e la sua autorevolezza è nota. Il giorno 20 maggio 2026, a firma Riccardo Saporiti, nel sito web [Nota Bene: la pagina si intitola Info Data. Le notizie raccontate con i numeri] ha pubblicato un contributo dal titolo Ecco la mappa della mortalità nei comuni italiani, contributo nel quale, utilizzando i dati sui decessi ISTAT per comune dell’anno 2025 (dati disponibili per chiunque qui), vengono presentati tramite una mappa i tassi di mortalità totale di tutti i comuni italiani. La mappa è corredata da un testo che spiega in dettaglio il lavoro fatto e commenta alcuni risultati considerati interessanti.
Ad esempio, si dice che
Il record negativo spetta a Galliavola, un paesino di poche decine di abitanti nel sud della Lomellina … nel corso del 2025 sono morte 12 persone … censiva, al 1 gennaio dello scorso anno, 164 residenti … ha così registrato nel 2025 un tasso di mortalità pari a 73,2 decessi ogni mille abitanti. Si tratta del dato più alto a livello nazionale, ben più alto della media di 11,06 decessi ogni mille italiani [ndr: i grassetti sono originali]
Attenzione, tutti i numeri riportati sono giusti (abbiamo ripetuto tutti i calcoli per sicurezza). Come si comprende facilmente i tassi calcolati sono tassi grezzi (decessi/popolazione) e vengono proposti anche per il comune di Gorretto (6 casi su 89 residenti: tasso 67,4 x 1.000; secondo classificato) e per Ribordone (3 casi, 47 residenti: tasso 63,8 x 1.000; terzo classificato). In realtà, a ben guardare, un piccolo errore c’è, perché il comune di Gorretto non esiste ma esiste il comune di Gorreto (con una t sola): ma non è questo l’errore che si vuole evidenziare. Il testo de Il Sole 24 Ore non si accontenta di mettere l’accento sui primi tre della classifica (tassi alti), ma va alla ricerca anche degli ultimi tre, quelli con lo score più basso (in realtà 4 perché 2 sono a pari merito), esclusi i 46 comuni a tasso 0 (nessun decesso nel 2025), e nomina così Sanzeno (911 abitanti; tasso 1,1 x 1.000; ultimo), Serra d’Aiello (1,8 x 1.000; penultimo), Goriano Sicoli e Scandolara Ripa d’Oglio (1,9 x 1.000, terzultimi).
È noto che la mortalità dipende dall’età, ed è altrettanto noto che nei comuni italiani la distribuzione della popolazione per età non è uguale: ne consegue che ci saranno più decessi nei comuni con la popolazione più anziana. Questo problema si risolve facilmente calcolando dei tassi standardizzati per età anziché dei tassi grezzi (come sono quelli calcolati per Il Sole 24 Ore). Pertanto, se si vogliono effettuare dei confronti nella mortalità tra comuni italiani occorrerà calcolare tassi standardizzati e non tassi grezzi.
Davvero la differenza tra tasso grezzo e tasso standardizzato è rilevante? A solo titolo di esempio la tabella 1 riporta (oltre ai casi ed alla popolazione) i valori dei due tipi di tassi per i 7 comuni considerati da Il Sole 24 Ore (i primi tre comuni e gli ultimi tre della classifica dei tassi grezzi del 2025). Si deve innanzitutto osservare che i 7 comuni citati sono di piccola dimensione come popolazione, e per i piccoli comuni la differenza numerica tra tasso grezzo e tasso standardizzato può essere molto rilevante, soprattutto per i comuni con i tassi più elevati (parte superiore della tabella). La tabella mostra anche che non è possibile prevedere se, nel passaggio dal tasso grezzo a quello standardizzato, il tasso standardizzato si muova sempre nella stessa direzione, cioè se aumenta o diminuisce sempre.
Tabella 1. Mortalità totale 2025. Numero di casi e di abitanti, tasso grezzo x 1.000 ab e tasso standardizzato per età x 1.000 ab (standard: popolazione italiana 2025).

Resta però il fatto che la pretesa del testo de Il Sole 24 Ore è quella di parlare di tutti i comuni italiani usando i tassi grezzi anziché i tassi standardizzati per età per classificare i diversi comuni: questo approccio va considerato come vero granchio, come errore metodologico grave.
Ma questa è solo la prima parte del granchio: veniamo alla seconda. Per capire dove sta il secondo granchio occorre fare un po’ di lavoro, sforzo che viene riassunto nella tabella che segue, che riporta il numero di decessi, la popolazione, ed il tasso grezzo non solo per l’anno 2025 ma anche per i precedenti anni 2024, 2023, e 2022.
Tabella 2. Mortalità totale tra il 2022 ed il 2025 per alcuni selezionati comuni (i primi tre e gli ultimi tre della classifica dei tassi grezzi al 2025). Casi, popolazione, e tassi x 1.000 abitanti.

Cosa si osserva? Prendiamo come esempio il comune di Gorreto che nel 2025 era stato classificato come secondo valore peggiore per via del suo tasso di 67,42 x 1.000 ab. Nel 2024 i decessi sono risultati zero e quindi anche il tasso è zero: il comune, da quasi peggiore sarebbe risultato tra i migliori. Analogo risultato si osserva, con elevate variazioni dei tassi di ogni anno, per tutti e sette i comuni qui considerati, con una classifica che ogni anno risulta stravolta e diversa dall’anno precedente e da quello successivo senza che sia successo alcuno specifico fenomeno a stravolgerla.
Dove sta il granchio? Se si vuole che la classifica abbia qualche valore e significato occorre limitare per quanto possibile l’effetto della variabilità casuale, cioè quel fenomeno per il quale la classifica viene scombussolata ogni anno senza che ve ne sia una specifica ragione. Per i piccoli comuni, ad esempio, la soluzione è quella o di accorpare i dati su più anni, ovvero di accorpare i comuni adiacenti per arrivare a cifre sufficienti per eseguire calcoli più stabili.
La propagazione del fatto
Ma la storiella non finisce qui, perché lo stesso giorno della composizione della pagina web da parte de Il Sole 24 Ore entra in campo l’Ufficio Statistico della Regione Puglia, che riporta la notizia della pubblicazione, la accompagna con la stessa mappa presa da Il Sole 24 Ore, e non contento ci aggiunge un carico da 11 (come si dice a carte) perché fa gli stessi calcoli del giornale (cioè i tassi grezzi) per le città capoluogo pugliesi e scrive: “Tra i capoluoghi pugliesi, nel 2025, è Bari a registrare il maggior valore in termini assoluti (3.609 decessi), seguita da Taranto (2.213) e Foggia (1.488). Considerando invece il numero di decessi ogni 1.000 abitanti, è Taranto ad avere il primato Regionale (11,9 decessi ogni mille abitanti), seguita da Brindisi (11,37) e da Bari (11,34)”. Non è possibile che l’Ufficio Statistico regionale, che di tassi grezzi e standardizzati si dovrebbe intendere, non solo non si sia accorto degli errori metodologici gravi contenuti nel pezzo scritto dal giornale ma li abbia addirittura replicati calcolando anche per i capoluoghi pugliesi il solo tasso grezzo, cioè il tasso che non serve per fare i confronti, che invece l’Ufficio fa.
E ci fermiamo qua, nel senso che non siamo andati alla ricerca di tutti quelli che a partire dalla notizia de Il Sole 24 Ore si sono messi a fare gli stessi calcoli grezzi per comuni piccoli o grandi di proprio interesse.
Certo, non è mai piacevole ricevere rilievi sul proprio lavoro ed il ricevimento di commenti critici rende automaticamente antipatici i commentatori, ma di fronte ad errori così evidenti e grossolani risulta difficile astenersi dal commento: speriamo che questo episodio aiuti ad alzare il livello metodologico dell’utilizzo dei dati disponibili. Forse la colpa ce l'abbiamo anche noi epidemiologi che non facciamo abbastanza per diffondere la conoscenza dei principi metodologici della nostra disciplina. Questo blog può servire forse un po' anche per questo scopo.
Parole chiave: salute
