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E&P 2025, 49 (1) gennaio-febbraio p. 19-20
DOI: https://doi.org/10.19191/EP25.1.010

Dall’invisibile al visibile: verso pratiche epidemiologiche inclusive. Il racconto del congresso d’autunno di AIE Giovani
From the invisible to the visible: towards inclusive epidemiological practices. The story of the Congress supervised by the youth group of the Italian Epidemiological Association
In occasione del congresso d’autunno del 16 e 17 ottobre 2024, tenutosi presso l’Istituto Superiore di Sanità, il gruppo di lavoro AIE Giovani ha scelto di approfondire il tema dell’invisibilità, identificando quei gruppi di persone che sfuggono ai metodi tradizionali di raccolta dati, risultando invisibili al Servizio Sanitario Nazionale.
Il congresso, strutturato in due workshop pre-congressuali e tre sessioni parallele, mirava a esplorare nuovi paradigmi per individuare alcune di queste “popolazioni invisibili” (parola chiave: scoprire), far emergere i loro bisogni di salute e le loro vulnerabilità specifiche (conoscere) e promuovere un approccio consapevole e duraturo nel tempo, orientato a garantire prevenzione, accesso ai servizi sanitari e continuità assistenziale (seguire).
Una sfida ambiziosa, ma indispensabile a garantire una sanità pubblica che si prenda davvero cura di tuttɜ.
ScoprireLa prima sessione, intitolata “L’invisibilità non ha età”, ha portato alla luce realtà spesso ignorate nelle diverse fasi della vita.
Il fil rouge dell’età ha permesso di individuare condizioni di vulnerabilità dapprima nell’infanzia, per passare poi all’adulta (con due focus specifici su popolazioni migranti e comunità LGBTQIA+) e arrivare alle popolazioni anziane.
Dalla discussione, sono emersi in particolare due temi: la stretta interconnessione tra le vulnerabilità che si manifestano nelle diverse fasi della vita e le difficoltà comuni, sebbene specifiche per ciascun gruppo, legate alla salute mentale. Si sottolineano, così, l’importanza e la necessità, per la comunità epidemiologica italiana, di intensificare lo studio di problemi di salute attuali che coinvolgono molteplici gruppi della popolazione.
ConoscereDopo aver fatto luce su alcune popolazioni che vivono situazioni di marginalità sociale e sanitaria, la seconda sessione ha posto l’accento sulla raccolta e sulla quantificazione dei dati, attività spesso complesse in contesti caratterizzati da invisibilità. “Raccogliere” è stato il filo conduttore degli studi presentati, come quello relativo alla promozione della giustizia ambientale per le comunità esposte a contaminazione industriale e quello inerente alla variabilità tra le diverse crisi umanitarie e tra le popolazioni maggiormente colpite. “Quantificare”, invece, era il focus del progetto che proponeva idee per rendere il mondo del lavoro più accessibile alle persone con disabilità e delle due presentazioni sul tema dell’innovazione: le sfide verso una data innovation transition nella demografia e il problema dei bias nei sistemi di intelligenza artificiale.
SeguireLa terza e ultima sessione è stata dedicata alla promozione della salute... Accedi per continuare la lettura
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