sullo stesso tema vedi anche il Blog Come sta la sanità

La vicenda del Comitato NITAG (National Immunization Technical Advisory Groups) italiano non riguarda solo questioni politiche o gestionali, ma mette in luce un problema strutturale spesso trascurato: l’assenza in Italia di regole chiare, trasparenti e rigorose per la formazione e il funzionamento dei comitati scientifici incaricati di orientare le politiche pubbliche.

Senza criteri che garantiscano multidisciplinarità, trasparenza nella selezione dei membri e disclosure completa di competenze e conflitti di interesse, questi organismi rischiano di perdere la legittimità scientifica e democratica che ne fonda l’esistenza, trasformandosi in strumenti per formalizzare, ricoprendole di presunta oggettività scientifica, decisioni già prese anziché laboratori di analisi e confronto fondati sulle migliori evidenze disponibili.

Eppure, da decenni la science policy studia come costruire sistemi di consulenza scientifica efficaci,1 definendo quali conoscenze – e in che modo – possano orientare le scelte pubbliche. Anche questa rivista ne ha parlato in più occasioni2,3,4. Nel nostro Paese, tuttavia, manca ancora una riflessione approfondita su questi temi, indispensabile in uno Stato di diritto e in una società “informata dalla conoscenza” (knowledge informed), dove le decisioni pubbliche dovrebbero fondarsi sulle migliori evidenze disponibili.5,6,7,8

Per ovviare a questo ritardo si potrebbe iniziare a rivolgere lo sguardo  alle molte istituzioni internazionali che dall’inizio del nuovo millennio si sono interrogate su come migliorare la controllabilità della composizione e delle qualifiche dei membri, delle procedure e delle decisioni dei comitati, sulla reale multidisciplinarità delle competenze, sulla corretta rappresentazione delle incertezze scientifiche e, spesso, sulla partecipazione della società civile, come le associazioni di pazienti.9

L’importanza di questa riflessione risiede nella natura non democraticamente giustificata degli organi di consulenza scientifica, che restano strumenti di discrezionalità di poteri. Commissioni e comitati operano in nome di una presunta oggettività scientifica, che da tempo ha perso credibilità epistemica e normativa10,11,12,13.

Per usare l’espressione di Aaron Wildavsky,14 l’operato dei comitati non rappresenta un’attività in cui la scienza suggerisce la verità al potere (science speaks truth to power), ma piuttosto in cui power speaks decisions to science, cioè le autorità politiche si rivolgono alla scienza per legittimare decisioni già prese. Il rischio è che i poteri dello Stato costruiscano comitati già allineati con le proprie scelte, i quali finiscono per produrre consulenze scientifiche preconfezionate (pre-cooking expertise).15

I NITAG

Molti Paesi affrontano questi problemi regolando in modo approfondito i sistemi di consulenza scientifica,16 cercando di rendere trasparente e verificabile il lavoro dei comitati. 

Nel caso dei NITAG, per esempio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nelle sue linee-guida che danno indicazioni non vincolanti su come procedere, precisa che tali organismi, dalla composizione multidisciplinare, elaborano e raccomandazioni basate su evidenze scientifiche, raccolte, revisionate e valutate criticamente, per contribuire a decisioni sulle politiche vaccinali “altamente credibili e accettate dagli operatori sanitari e dal pubblico”.

Tali politiche non devono essere solo scientificamente valide, ma anche robuste17, cioè costruite attraverso processi in cui istituzioni, scienziati e cittadini dialogano sistematicamente18. Le linee guida dell’OMS19 sottolineano la necessità di competenze eterogenee: accanto ai core-member (esperti in medicina clinica, pediatria, geriatria, epidemiologia, infettivologia, microbiologia, immunologia e gestione dei programmi vaccinali e di salute pubblica), vi sono membri non-core provenienti da altri ministeri, autorità regolatorie, associazioni scientifiche e organizzazioni della società civile.

Esiste, dunque, una consapevolezza diffusa del carattere scientifico e politico-sociale dei NITAGs, dove si intrecciano fatti e scelte di valoriali. In questo contesto, la scienza va intesa come processo, non come prodotto finito: gli scienziati si giudicano per la qualità del metodo, la trasparenza delle argomentazioni e la plausibilità delle evidenze, non solo per le conclusioni cui giungono. Sollevare dubbi e incertezze sui rischi può essere un contributo prezioso, purché fondato su ragionamenti coerenti e verificabili.

Il NITAG italiano

La robustezza delle decisioni – ovvero la loro accettabilità da parte di operatori sanitari e del pubblico – sarebbe stata garantita nel NITAG italiano se le ragioni alla base della scelta dei membri e delle procedure fossero state chiaramente spiegate e documentate. Tuttavia, ciò non è avvenuto: il Decreto istitutivo del NITAG italiano è carente sotto molti punti di vista20. Non vengono indicate le competenze disciplinari di alcuni membri, mancano i curricula e non è spiegato come il ministero abbia selezionato discipline e competenze incluse ed escluse, né come siano stati individuati esperti, professionisti e amministratori locali. Manca, inoltre, la società civile (come, per esempio, le associazioni di pazienti).

Il decreto menziona genericamente l’assenza di conflitti di interesse, ma anche questo va precisato.21 I conflitti di interesse in senso stretto, cioè alterazioni del giudizio scientifico dovute a interessi economici, sono solo una parte del problema. Esistono anche valori sociali, etici o politici degli esperti, che dovrebbero essere dichiarati per maggiore trasparenza, specificando se e come possano influire sugli argomenti scientifici avanzati. In particolare, sarebbe opportuno che gli scienziati evidenziassero se e in che misura le loro valutazioni siano orientate da scelte di valore, ad esempio da una posizione precauzionale molto stringente motivata dalla tutela della salute come valore non negoziabile.

Infine, i valori metodologici, cioè le scelte implicite sui metodi scientifici adottati, andrebbero esplicitati per chiarire eventuali differenze nelle conclusioni cui esperti diversi possono giungere. È ormai prassi consolidata nelle buone pratiche di regolazione includere sempre le incertezze scientifiche nella valutazione delle evidenze e indicare come queste saranno considerate nel processo decisionale.22.

Uscire dall'impasse

Una riflessione attenta sulle migliori regole per costruire sistemi di consulenza credibili e legittimi può aiutare a superare l’impasse attuale. L’assenza di una giustificazione chiara e trasparente riduce il decreto del Ministro a un atto discrezionale e opaco, dove le competenze degli esperti possono non corrispondere a una reale oggettività scientifica, ma servire solo a legittimare formalmente decisioni già prese.

Bibliografia

  1. Nelle istituzioni europee è molto usato il termine “comitology”, cui è dedicato il Regolamento (UE) No 182/2011 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 febbraio 2011.
  2. Forgione F. La science policy radicata: il science advisor negli Stati Uniti e l’esperienza COVID-19. Epidemiol Prev 2021; 45(6): 453-56 DOI: https://doi.org/10.19191/EP21.6.127
  3. Tavernaro A. La science policy mancante: il COVID-19 in Italia e il dialogo tra istituzioni, scienziati e cittadini. Epidemiol Prev 2021; 45(6): 456-59. https://doi.org/10.19191/EP21.6.128
  4. Mariachiara Tallacchini, Il posto della scienza nell’ambito delle scelte pubbliche. Epidemiol Prev 2021; 45(6): 452-52. https://doi.org/10.19191/EP21.6.126
  5. Doubleday R, Wilsdon Y, (eds). Future Directions for Scientific Advice in Europe. 2013. 62-68. www.csap.cam.ac.uk/media/uploads/files/1/fdsaw.pdf; 
  6. Wilsdon J, Doubleday R, (eds), Future Directions for Scientific Advice in Europe, 2015, www.csap.cam.ac.uk/media/uploads/files/1/future-directions-for-scientific-advice-in-europe-v10.pdf; 
  7. V. ŠUCHA AND M. SIENKEWICZ (eds), Science for Policy Handbook, Brussels 2021. 
  8. In Italia si veda: Pitrelli N, M. Tallacchini M. Manifesto per un’educazione civica alla scienza, Codice, Torino 2023.
  9. Prima il Libro Bianco sulla Governance per superare il deficit democratico in Europa, e successivamente il programma per una regolazione Migliore: EUROPEAN COMMISSION, White Paper on European Governance  (GROUP 1B), Report of the Working group “Democratizing Expertise and Establishing Scientific Reference System”, Pilot: CR. GEROLD, Rapporteur: A. LIBERATORE, 2001; EUROPEAN COMMISSION, Better Regulation,  https://commission.europa.eu/law/law-making-process/better-regulation_en. 
  10. Si veda anche Liberatore, Angela; Funtowicz, Silvio (2003), Special Issue on Democratising Expertise, Expertising Democracy, in “Science and Public Policy”, 3, pp. 146-232.
  11. D. Waltner Toews, A. Biggeri, B De Marchi, S. Funtowicz, M. Giampietro, M. O’connor, J.R. Ravetz, A. Saltelli E J. Van Der Sluijs,  Pandemie post-normali. Perché CoViD-19 richiede un nuovo approccio alla scienza. Recenti Progressi in Medicina 2020; 111: 202-4; 
  12. A. L’astorina, C. Mangia E A. Pugnetti (A cura di). Scienza, politica e società: l’approccio post-normale in teoria e nelle pratiche.  Roma 2022, 43; 
  13. FUNTOWICZ S, J. Ravetz J. Knowledge, power, and participation in the post-normal age. Ecological Economics 2025, 237, 108716, https://doi.org/10.1016/j.ecolecon.2025.108716
  14. WILDAFSKY A, Speaking Truth to Power, Boston, 1979.
  15. Larsson, Torbjörn (2003), Precooking Expertise in the European Union - The World of Expert Groups, in “Finansdepartementet ESO Studies”, aei.pitt.edu/6516/1/001507_1.pdf
  16. Cfr., per esempio, GOVERNMENT OFFICE FOR SCIENCE, Code of Practice for Scientific Advisory Committees and Councils: CoPSAC, updated 19 March 2024, www.gov.uk/government/publications/scientific-advisory-committees-code-of-practice/code-of-practice-for-scientific-advisory-committees-and-councils-copsac-2021.
  17. WHO – Europe, NITAGs: “National Immunization Technical Advisory Groups (NITAGs) are multidisciplinary bodies of national experts that provide evidence-based recommendations to policy-makers and immunization programme managers. NITAGs develop recommendations by systematically gathering, reviewing and evaluating available evidence and incorporating this into the local epidemiological and social context. With this information, NITAGs collaborate with and empower decision-makers to develop highly credible policy decisions, accepted by health-care professionals and the public. Robust decision-making processes are also essential for putting a credible case to decision-makers when it comes to financing new vaccines” https://www.who.int/europe/groups/national-immunization-technical-advisory-groups-(nitags)
  18. E in particolare Nowotny, Helga; Scott, Peter B.; Gibbons, Michael Y. (2001), Rethinking Science: Knowledge and the Public in an Age of Uncertainty, Polity Press, Londra.
  19. World Health Organization (WHO), Template: Terms of reference of the National Immunization Technical Advisory Group, 4 May 2023, https://www.who.int/europe/publications/m/item/template--terms-of-reference-of-the-national-immunization-technical-advisory-group
  20. Decreto del Ministero della Salute 5 agosto 2025, 
  21. Longino, Helen (1990), Science as Social Knowledge. Values and Objectivity in Scientific Inquiry, Princeton University Press, Princeton.
  22. COMMISSION STAFF WORKING DOCUMENT, Better Regulation Guidelines, SWD(2021) 305 final, Brussels, 3.11.2021, p.6 (trad. mia): “Tutte le parti interessate, esperti o individui o gruppi toccati da leggi e regolamenti dovrebbero poter contribuire al policy making esprimendo le proprie visioni e conferendo dati rilevanti (…e si dovrebbe) imparare dalle esperienze”.  

 

       Visite