I tumori professionali sono neoplasie nelle quali l’esposizione a cancerogeni avvenuta in ambito lavorativo ha un ruolo causale o concausale nel processo eziopatogenetico. La sorveglianza epidemiologica dei tumori professionali costituisce un elemento cruciale per la prevenzione, la tutela della salute e la protezione sociale dei lavoratori. L’ampio spettro di neoplasie che possono essere correlate al lavoro e la complessità dei meccanismi eziopatogenetici rendono indispensabile un approccio integrato, che comprenda la raccolta sistematica di dati clinici e occupazionali, il monitoraggio dei rischi espositivi e la valutazione probabilistica dei nessi causali. 

A partire dal seminale contributo di Doll e Peto,1 numerosi studi epidemiologici hanno progressivamente stimato la quota di tumori che riconoscono una causa di origine professionale. Rushton e colleghi hanno indicato nel 4% dei casi di tumore registrati e nel 5,3% dei decessi per tumore la quota di casi correlati al lavoro, sottolineando l’estrema variabilità di queste stime per sede anatomica della neoplasia.2

Per un insieme selezionato di agenti cancerogeni, fra i quali l’amianto, la silice libera cristallina e le emissioni dei motori diesel, il programma di ricerca Global Burden of Disease ha indicato per il 2019 circa 334.000 decessi per cancro attribuibili a esposizioni lavorative. Per il 2021, lo stesso studio ha riportato un tasso di mortalità standardizzato per età per neoplasie occupazionali pari a 3,87 per 100.000 anni persona (IC95% 3,03-4,68):3 in Italia, la quota di tumori di origine professionale denunciata all’INAIL risulta sostanzialmente inferiore rispetto alle stime epidemiologiche disponibili in letteratura. Sulla base delle evidenze scientifiche, ci si attenderebbero ogni anno tra 15.000 e 20.000 nuovi casi incidenti e circa 8.000 decessi correlati all’esposizione occupazionale.4 A fronte di questi valori, i dati INAIL mostrano, per il quinquennio 2020-2024, un totale di 9.932 tumori denunciati (2.351 nel 2024), dei quali 4.544 sono stati riconosciuti come effettivamente di origine professionale5. Questo divario tra casi attesi sulla base degli studi epidemiologici e casi denunciati e riconosciuti mette in evidenza l’insufficienza della notifica e della tutela dei tumori professionali, con importanti implicazioni per la conoscenza epidemiologica, la prevenzione e il riconoscimento dei diritti dei lavoratori esposti e fa emergere la scarsa consapevolezza della potenziale natura occupazionale delle neoplasie. 

Negli ultimi anni, l’attenzione per i tumori di origine professionale si è consolidata a livello nazionale ed europeo, sostenuta da direttive comunitarie e da strumenti di governance della prevenzione volti a rafforzare le attività di sorveglianza, promuovere l’emersione dei tumori professionali e garantire una tutela più equa ed efficace della salute nei luoghi di lavoro. La Direttiva UE 2017/2398 del Parlamento europeo e del Consiglio ha esteso le misure di prevenzione, introducendo nuovi limiti di esposizione per una serie di agenti cancerogeni e rafforzando i sistemi di sorveglianza epidemiologica di tutte le neoplasie causate da esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni in ambito lavorativo. 

In Italia, la sorveglianza epidemiologica dei tumori professionali è prevista per legge (art. 244 del D. Lgs 81 del 2008) con l’istituzione di tre registri nazionali presso l’Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro (INAIL):

  • Registro Nazionale dei Mesoteliomi (ReNaM)6;
  • Registro nazionale Tumori Naso-Sinusali (ReNaTuNS)7;
  • Registro nazionale delle neoplasie a bassa frazione eziologica (ReNaLOCCAM)8.

Ciascun registro prevede l’istituzione, in ciascuna Regione e Provincia Autonoma, di Centri operativi regionali (COR) che nel proprio territorio identificano i casi, raccolgono e valutano le eventuali esposizioni professionali, quindi stabiliscono l’eziologia. Ciascun COR opera secondo la metodologia contenuta nei rispettivi manuali operativi dei registri nazionali. La sorveglianza epidemiologica consente di disporre di informazioni fondamentali per programmare interventi di assistenza e controllo e talora di prevenzione secondo i bisogni specifici territoriali. Nel 2017 (DPCM del 12.01.2017), la sorveglianza epidemiologica dei tumori professionali è stata inclusa fra i livelli essenziali di assistenza (LEA). Il Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 (PNP 2020-2025) ha sottolineato la necessità di un approccio sistemico alla problematica dei tumori professionali, ponendo l’accento sulla loro identificazione attraverso il miglioramento degli strumenti di conoscenza dei rischi e dei danni da lavoro. L’emersione dei tumori professionali è, quindi, un passaggio cruciale per la tutela della salute dei lavoratori e la promozione della sicurezza nei luoghi di lavoro. Essa consente di ampliare e consolidare le conoscenze epidemiologiche, individuare criticità nei contesti lavorativi e orientare interventi mirati di riduzione dell’esposizione. 

In questo quadro, si inseriscono i progetti BEST (Big data e deep learning nella sorveglianza dei tumori professionali) e SEPRA (Sorveglianza Epidemiologica, Prevenzione e Ricerca sull’Amianto), cofinanziati nell’ambito dei bandi di ricerca in collaborazione (BRiC), edizione 2022-2024, dell’INAIL e condotti da numerosi enti e istituzioni di ricerca, con il coordinamento, rispettivamente, dell’Università di Padova e della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Policlinico di Milano. Questi progetti intendono fornire strumenti operativi per contribuire all’emersione dei tumori professionali, per lo sviluppo delle conoscenze, la prevenzione dei rischi oncogeni nei luoghi di lavoro e la tutela dei soggetti ammalati.

Il Progetto BEST aveva l’obiettivo di sviluppare un sistema di sorveglianza dei rischi occupazionali basato sull’integrazione delle informazioni provenienti dagli archivi amministrativi sanitari e dalle storie contributive dei lavoratori. Questa integrazione consente di migliorare l’identificazione dei rischi occupazionali per i tumori, con particolare attenzione alle neoplasie a bassa frazione eziologica. 

Nel corso del progetto, sono state elaborate metodologie avanzate di analisi epidemiologica e tecniche di intelligenza artificiale finalizzate alla stima dei rischi di mortalità associati all’esposizione a diversi agenti nocivi presenti nei contesti lavorativi.

Inoltre, BEST ha esplorato nuovi modelli di comunicazione del rischio, proponendo indicatori alternativi utili alla definizione delle priorità di intervento e alla gestione della molteplicità e del confondimento. È stato anche realizzato un aggiornamento della matrice neoplasie/settore produttivo basato sulla letteratura scientifica, utilizzando approcci metodologici innovativi.

Le attività del progetto SEPRA, invece, hanno riguardato l’impatto sanitario dell’esposizione ad amianto in Italia mediante l’analisi della distribuzione temporale (per anno di calendario e coorti di nascita) e spaziale della mortalità per mesotelioma, la stima degli anni di vita persi e degli anni vissuti con disabilità per mesotelioma. È stato, inoltre, valutato il ruolo dell’amianto per l’insorgenza di tumore dell’ovaio e di mesotelioma peritoneale. Il progetto SEPRA ha previsto anche l’aggiornamento delle linee guida del ReNaM per la registrazione dei casi di mesotelioma. Infine, sono stati elaborati strumenti evoluti per il supporto psicologico degli ex-esposti ad amianto, dei malati di mesotelioma e dei loro caregiver e sono stati sviluppati momenti di condivisione delle attività di ricerca con associazioni di malati e di ex-esposti ad amianto. 

Nell’ambito delle attività di ricerca epidemiologica in tema di cancerogenesi occupazionale, questo volume riferisce di alcuni risultati dei progetti BEST e SEPRA. 

Con riferimento al progetto BEST, il primo contributo, a cura di Luca D’Amato et al. (pp. 7-13), presenta un’applicazione di metodi di intelligenza artificiale per la consultazione sistematica della letteratura scientifica, con particolare attenzione alle neoplasie di origine professionale. Giorgia Stoppa et al. (pp. 14-26) mostrano i risultati dell’applicazione di metodi di stima dei rischi di decesso per tumore per settore economico di attività. Le analisi sono sviluppate attraverso complessi algoritmi di record linkage con gli archivi amministrativi sanitari e previdenziali e i risultati consentono di derivare mappe di rischio in forma di matrice sede anatomica-settore di esposizione, utili ai fini della definizione delle politiche di prevenzione e delle priorità di intervento. Nel contributo di Giulia Cesaroni et al. (pp. 27-40) sono descritti i risultati dell’analisi dei rischi occupazionali per le coorti residenziali del Lazio, monitorate nell’ambito degli studi longitudinali. Anche in questo caso, l’aspetto innovativo consiste nell’utilizzo delle storie lavorative dei soggetti arruolati nella coorte tramite gli archivi amministrativi disponibili. Il tema dei metodi per l’emersione dei tumori di origine professionale è al centro dell’articolo di Carolina Mensi et al. (pp. 41-47), nel quale viene descritta l’esperienza in Regione Lombardia di ricerca attiva dei casi attraverso l’integrazione dei dati sanitari con gli archivi amministrativi e previdenziali. Questa esperienza mostra come sia possibile operativamente portare alla luce casi di tumore di origine professionale che devono essere approfonditi sulla base della ricostruzione anamnestica individuale, connettendo informazioni già disponibili nelle basi dati di natura amministrativa. I risultati del progetto di emersione dei tumori professionali in Regione Lombardia si pone in continuità con il seminale contributo metodologico del progetto OCCAM, sviluppato da Paolo Crosignani con il sostegno e il contributo dell’INAIL negli anni scorsi.9

Con riferimento al progetto SEPRA, il contributo di Daniela Marsili et al. (pp. 59-67) approfondisce il tema della comunicazione tra ricercatori e attori sociali e della condivisione dei risultati degli studi epidemiologici con le comunità locali. In particolare, viene trattato il tema dell’esposizione professionale ad amianto e della contaminazione ambientale a Biancavilla (Catania) e San Filippo del Mela (Messina), mostrando quanto sia fondamentale strutturare un processo di comunicazione partecipata con gli stakeholder istituzionali e sociali. Antonella Granieri et al. (pp. 54-58) hanno affrontato il tema dei profili di sofferenza psicologica negli ammalati di mesotelioma e nei caregiver, descrivendo le caratteristiche e i metodi delle esperienze di terapia di gruppo per il sostegno psicologico, nel contesto della comunità di Casale Monferrato. L’articolo di Arianna Guaita et al. (pp. 68-77) riprende lo strumento delle analisi comunali di mortalità per mesotelioma, identificando, con diversi modelli di distribuzione spaziale del rischio, alcune aree definite ad alto rischio. I risultati dimostrano che le conseguenze delle esposizioni pregresse ad amianto hanno ancora un grave impatto sulla salute umana, nonostante il bando nel 1992, e che la mortalità per mesotelioma è ancora un tema di attualità, suggerendo interventi di prevenzione e bonifica ambientale. Inoltre, un importante contributo del progetto SEPRA è stata la revisione della classificazione nosologica dei casi di mesotelioma e della classificazione dell’esposizione ad amianto, con l’aggiornamento del manuale dei settori di esposizione, di cui si riferisce nel contributo di Enrica Migliore et al. (pp. 78-86). Infine, Stefania Massacesi et al. (pp. 48-53) affrontano il tema della difficoltà nella ricostruzione dell’esposizione e nel passaggio dall’analisi anamnestica all’identificazione dei nessi causali. Gli autori di questo volume auspicano che i metodi, le esperienze operative e i risultati di ricerca che vi sono riportati possano contribuire allo sviluppo delle conoscenze, alla riduzione dell’esposizione ad agenti cancerogeni nei luoghi di lavoro e allo sviluppo di politiche di contrasto all’insorgenza di tumori di origine professionale. 

Bibliografia

  1. Doll R, Peto R. The cause of cancer. Oxford, Oxford University Press, 1981.
  2. Rushton L, Hutchings SJ, Fortunato L et al. Occupational cancer burden in Great Britain. Br J Cancer 2012;107 Suppl 1:S3-S7. doi: 10.1038/bjc.2012.112
  3. Zou B, Wu P, Chen J et al. The global burden of cancers attributable to occupational factors, 1990-2021. BMC Cancer 2025;25(1):503. doi: 10.1186/s12885-025-13914-6
  4. Binazzi A, Scarselli A, Marinaccio A. The burden of mortality with costs in productivity loss from occupational cancer in Italy. Am J Ind Med 2013;56(11):1272-79. doi: 10.1002/ajim.22224
  5. Banca dati statistica INAIL. Disponibile all’indirizzo:  https://bancadatistatisticaoas.inail.it/analytics/saw.dll?Dashboard
  6. Inail. Il Registro Nazionale dei Mesoteliomi. Ottavo Rapporto. Roma, Inail, 2025. Disponibile all’indirizzo: https://www.inail.it/portale/it/inail-

    comunica/pubblicazioni/catalogo-generale/catalogo-generale-dettaglio.2025.02.registro-nazionale-dei-mesoteliomi--ottavo-rapporto.

    html

  7. Inail. Il Registro Nazionale dei tumori naso-sinusali. Primo Rapporto. Milano, Inail, 2016. Disponibile all’indirizzo: https://www.inail.it/portale/it/inail-comunica/pubblicazioni/catalogo-generale/catalogo-generale-dettaglio.2016.03.il-registro-nazionale-dei-tumori-naso-sinusali-renatuns.html
  8. Inail. Registro nazionale dei tumori a bassa frazione eziologica (Renaloccam). Milano, Inail, 2021. Disponibile all’indirizzo: https://www.inail.it/portale/ricerca-e-tecnologia/it/ambiti-di-ricerca/area-salute-sul-lavoro/epidemiologia-occupazionale-e-ambientale/registro-nazionale-dei-tumori-a-bassa-frazione-eziologica-Renaloccam-.html?all=true
  9. Crosignani P, Massari S, Audisio R et al. The Italian surveillance system for occupational cancers: characteristics, initial results, and future prospects. Am J Ind Med 2006;49(9):791-98. doi: 10.1002/ajim.20356

 

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