Editoriali minuti di lettura

Considerazioni e prospettive di sviluppo in tema di sorveglianza epidemiologica dei tumori professionali
Considerations and development prospects regarding the epidemiological surveillance of occupational cancers
I risultati delle attività di ricerca condotte nell’ambito dei progetti BEST e SEPRA riportati in questo volume confermano l’evidenza epidemiologica di un’insufficiente capacità del sistema sanitario e previdenziale di riconoscere in maniera adeguata il fenomeno della cancerogenesi professionale. Allo stesso tempo, è ampiamente consolidata la consapevolezza di come lo sviluppo dei sistemi di sorveglianza epidemiologica possa svolgere un ruolo decisivo nella direzione dell’emersione dei casi e della definizione degli strumenti di prevenzione primaria.
Lo scenario attuale della sorveglianza epidemiologica dei tumori professionali in Italia richiede un’evoluzione ulteriore che può essere favorita dal progresso tecnologico, incluso l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale, consentendo nuove opportunità per rafforzare la capacità di raccolta, analisi e utilizzo dei dati. In questo contesto, l’espansione e l’integrazione dei registri dei tumori di origine professionale già attivi – ReNaM, ReNaTuNS e ReNaLOCCAM – rappresentano un passaggio strategico.
Il progetto BEST ha consentito di mettere a punto strumenti originali per l’analisi della letteratura scientifica che permettano di disporre di informazioni sui rischi di tumore per settore occupazionale e sede anatomica della neoplasia, a partire dagli studi pubblicati (Luca D’Amato et al., pp. 7-13). Inoltre, il progetto ha dimostrato che, avvalendosi dell’integrazione delle banche dati amministrative e sanitarie e mettendo a punto opportune metodologie di analisi epidemiologica e di intervento, è possibile l’emersione dei tumori di origine professionale e conseguentemente la riduzione della sottostima del fenomeno, con importanti ricadute sia sul piano della conoscenza epidemiologica sia su quello della prevenzione e del riconoscimento dei diritti dei lavoratori esposti (Carolina Mensi et al., pp. 41-47). I dati forniti dall’integrazione delle banche dati hanno permesso, tramite studi di coorte e caso-controllo, di elaborare stime di rischio con i relativi livelli di incertezza, per sede tumorale e settore produttivo, dalle quali sono state dedotte mappe per individuare priorità d’intervento (Giorgia Stoppa et al., pp. 14-26). Questi risultati, di cui alcuni non disponibili fino ad ora, possono supportare la ricerca medica nell’individuazione di nuove patologie correlate al lavoro e, di conseguenza, fornire elementi per la corretta identificazione ed emersione delle malattie professionali.
Il progetto SEPRA ha consentito l’aggiornamento degli strumenti operativi di utilizzo per la registrazione dei casi di mesotelioma in Italia (Enrica Migliore et al., pp. 78-86). Le conseguenze delle esposizioni pregresse ad amianto hanno ancora un grave impatto sulla salute umana, nonostante il bando nel 1992, e la mortalità e l’incidenza del mesotelioma restano elevate, a causa della lunga latenza di questa neoplasia. I risultati del progetto SEPRA hanno fornito un quadro aggiornato della diffusione delle malattie da amianto in Italia e sono stati condivisi con le comunità interessate (rappresentanti di associazioni del settore, sindacati e patronati), discutendone i risvolti per la sanità pubblica e per interventi di prevenzione, assistenza sanitaria e sicurezza sociale (Arianna Guaita et al., pp. 68-77;
Daniela Marsili et al., pp. 59-67). Il progetto ha anche favorito lo sviluppo di esperienze originali per la valutazione dei profili di sofferenza psicologica nei malati, nei familiari e negli ex-esposti ad amianto e la definizione di tecniche di supporto (Antonella Granieri et al., pp. 54-58). È auspicabile che queste esperienze possano diffondersi nei numerosi contesti territoriali che hanno subito una contaminazione nei luoghi di lavoro e ambientale ad amianto.
Le metodologie sviluppate nei due progetti hanno confermato il valore strategico dell’impiego di banche dati di tipo amministrativo anche a fini di ricerca. Le informazioni in esse contenute costituiscono, infatti, una risorsa preziosa per ricostruire in maniera dettagliata la storia lavorativa di un individuo, le mansioni svolte,
i comparti produttivi di appartenenza. La collaborazione con i Centri operativi regionali (COR) consente, inoltre, di definire con maggiore precisione i profili espositivi individuali e il nesso causale tra attività lavorativa e insorgenza della patologia neoplastica. I sistemi di sorveglianza dei tumori professionali hanno prodotto risultati significativi, colmando numerose lacune conoscitive in termini di identificazione di categorie di lavoratori a rischio e di stime di incidenza e di mortalità delle diverse neoplasie. Tuttavia, permane un ritardo nell’attuazione della norma che definisce le modalità operative di rilevazione dei tumori a più bassa frazione eziologica professionale. Ad oggi, le Regioni hanno sollecitato ai Ministeri competenti l’applicazione del dettato normativo sui registri tumori professionali previsto dal decreto legislativo, art. 244. Attualmente il Ministero della Salute, in accordo con le Regioni, le Province Autonome e l’INAIL, è impegnato nella redazione del documento che definirà contenuti, modalità di tenuta, raccolta e trasmissione dei dati, in attuazione di quanto previsto dai commi 1 e 3 dell’art. 244 del D. Lgs 81 del 2008. Questo percorso normativo di attuazione potrà consentire di completare e rendere stabile l’attività di sorveglianza epidemiologica dei tumori professionali in Italia, favorendo la pianificazione di interventi mirati di prevenzione e controllo e promuovendo l’emersione di tali patologie.
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