senza-titolo.jpg

L'indagine Multiscopo Istat i cui dati sono disponibili dal 2013 al 2024 contiene diverse domande che riguardano l'abitudine al fumo ed il consumo di bevande alcoliche. In questa nota consideriamo solo le informazioni che ci dicono chi attualmente fuma e di quante sigarette al giorno e chi consuma giornalmente vino e in che quantità. Consideriamo forte fumatore chi fuma più di 10 sigarette al giorno e forte bevitore chi beve più di mezzolitro di vino al giorno.

Si faccia comunque attenzione che le informazioni sono ricavate dalle risposte degli intervistati e quindi non si può avere certezza che corrispondano esattamente alla realtà, sia per imprecisione sia per voler tacere o amplificare i propri comportamenti. Si può però ritenere che le eventuali distorsioni non siano così importanti da modificare il quadro complessivo. 

02-fumo-figura-1.jpg

Elaborando gli ultimi dati disponibili, quelli del 2024, risulta innanzitutto evidente che sia per il vino sia per il fumo i due fattori più rilevanti che ne caratterizzano il consumo sono l'età ed il genere dei consumatori. Entrambi i consumi sono maggiori nei maschi che nelle femmine, sia per ogni quantità sia per le quantità maggiori e per queste le differenze tra i generi sono ancora maggiori. Nel consumo di vino le percentuali crescono linearmente con l'età e nei maschi più anziani si raggiunge quasi la metà. Per il fumo invece i consumi crescono dai diciottenni sino agli adulti di mezza età per poi diminuire sensibilmente negli anziani.

Se età e genere sono i due fattori più rilevanti che ne determinano i consumi, ci sono altri fattori che possono influire sui consumi e abbiamo considerato le condizioni economiche dei soggetti, il loro livello di istruzione, la loro autopercezione di salute e la presenza di patologie croniche, il loro stato psicologico e anche la diversa residenza in Italia.

Per analizzare il ruolo di questi fattori si sono elaborate delle regressioni logistiche usando come variabile dipendente lo stato attuale di fumatore e il fumo di più di dieci sigarette, il consumo quotidiano di vino e il consumo di almeno messo litro al giorno; questi i grafici che ne illustrano i risultati:

03-fumo-figura-2.jpg

Il solo fattore, tra quelli considerati, che fa diminuire il fumo è la presenza di patologie croniche mentre ci sono più fumatori tra i meno abbienti, tra i meno istruiti, tra coloro che non si sentono in buona salute, che si sentono spesso giu di morale e che abitano al nord e al centro rispetto a quelli che abitano al sud. Tutti questi fattori sono ancor più rilevanti nel determinare lo stato dei forti fumatori.

Verrebbe da chiedersi se la scelta di fumare non abbia un ruolo di compensazione a delle situazioni di svantaggio ovvero se i soggetti che vi appartengono sono meno sensibili ai rischi del fumo.

04-fumo-gigura-3.jpg

 

 

Per quanto riguarda il consumo regolare quotidiano di vino i fattori sono meno rilevanti ed anzi consumano molto di meno i soggetti con cronicità, i meno abbienti ed i residenti al centro Italia. Diversa la situazione dei forti bevitori più frequenti tra i meno istruiti, tra i meno abbienti, tra chi si sente giù di morale e tra chi non si sente bene in salute. Sarà anche che per il consumo importante di vino ci sia uno stato di compensazione di condizioni di minor benessere? Crediamo varrebbe la pena approfondire questi meccanismi che determinano la frequenza dei consumatori; lasciamo il quesito a quanti possono maggiormente studiare la situazione.
Qui di seguito, invece, descriviamo l'andamento dei consumi, per età e genere, nel 2014, 2019 e 2024:

       

05-fumo-figura-4.jpg
06-fumo-figura-5.jpg

Il consumo giornaliero di vino sembra sia diminuito in tutte le classi di età e maggiormente nelle età tra i 45 ed i 65 anni. Le proporzioni di consumo tra le diverse classi di età sono rimaste costanti e l'età 65-74 è quella in cui si consuma regolarmente più vino.

 

I dati per età dei forti consumatori mostrano problemi di stima dato che a nessuna età si consuma ogni giorno un litro di vino in più dell'1% della popolazione. Se il dato è corretto allora preoccupa che il forte consumo sia aumentato nelle età dai 18 ai 54 anni.

07-fumo-figura-6.jpg
08-fumo-figua-7.jpg

La stima dei fumatori non sembra che vari molto nel decennio, anche se nel 2024 sembra ci sia stato un aumento in tutte le classi di età. Contrariamente, la percentuale di forti fumatori è aumentata dal 2014 al 2019 per decrescere nel 2024 e chissà se abbiano contribuito le preoccupazioni durante la pandemia Covid.

Questi i dati ricavabili dall'indagine Multiscopo Istat che sembrano dire che i consumi di vino e di tabacco non siano praticamente né diminuiti né aumentati nell'ultimo decennio. Chissà però se le risposte spontaneamente date durante le interviste siano realmente aderenti alla realtà ovvero se su questi consumi giochino dei meccanismi di ritegno nel confessare comportamenti non sempre socialmente ritenuti corretti.

Alcol e tabacco sono quindi ancora molto consumati e di questo ci si deve preoccupare se vogliamo promuovere interventi di prevenzione ben sapendo che avremo sempre contro diversi interessi economici e culturali che difendono i mercati, ma anche una cultura dei piaceri che è difficile da modificare. Un buon bicchiere di vino e una sigaretta dopo cena sembrano abitudini immodificabili.

09-fumo-figura-8.jpg
10-fumo-figura-9.jpg

 

11-fumo-figura-10.jpg

Confronto sui fumatori tra l'indagine Multiscopo (Istat) e l'indagine Passi (ISS)

Infine, sollecitati da alcuni colleghi, si sono confrontati i dati dei fumatori di tabacco ricavabili dall'indagine Multiscopo (ottenuti su un campione che nel 2024 era di 40.005 soggetti simile agli anni precedenti) con quelli dell'Indagine Passi coordinata dall'Istituto Superiore di Sanità . 

Questi in tabella i dati Istat per i fumatori di tabacco; si consideri che circa il 10% di loro risponde di essere un fumatore occasionale e non giornaliero mentre circa il 5% di loro non fuma sigarette, ma sigari o pipa. Questo l'andamento del totale delle risposte ottenute dall'Indagine Multiscopo Istat dal 2013 al 2024 (le percentuali sono calcolate dopo aver applicato i pesi campionari alle frequenze ottenute):

12-fumo-figura-11.jpg

Dai dati Istat sembra quindi potersi dire che in questi 12 anni non si sono registrate differenze significative confermando quanto precedentemente già visto a proposito dell'andamento per età del 2014, 2019 e 2024.

I dati pubblicati da Passi (https://www.epicentro.iss.it/passi/dati/fumo?tab-container-1=tab1) sono invece un po' diversi e lascierebbero intendere una diminuzione dei fumatori.

13-fumo-figura-12.jpg

Non siamo in grado di spiegare le differenze tra le due fonti, se siano cioè dovute ai differenti campioni (Istat da 11 anni in avanti mentre Passi tra i 18 e i 65 anni di età), alla loro rappresentatività (diversa ampiezza) ovvero ai diversi contesti nei quali sono state date le risposte (le interviste Istat sono estranee all'ambito sanitario mentre in Passi ne risulta evidente il legame dato che è una indagine coordinata da Epicentro dell'ISS e svolta nelle ASL).

Possiamo comunque riternere che le due diverse immagini in fondo non si discostino eccessivamente tra di loro, tranne nel trend, stabile in Istat, in leggera discesa in Passi.

 Parole chiave:

 

       Visite