Venticinque anni fa, il 7 ottobre 2001, ebbe inizio l’operazione Enduring Freedom e con essa la ventennale guerra contro l’Afghanistan, una delle guerre più recenti, lunghe e significative, ma pressoché dimenticata dall’opinione pubblica e dai decisori politici. Neanche l’occasione dell’anniversario è stata sfruttata per stimolare qualche riflessione. Chiaramente la data del 7 ottobre evoca oggi soprattutto l’attentato terroristico di Hamas del 2023 ed è innegabile che sia essenziale ricordarlo con la dovuta attenzione. Non si tratta di mettere in competizione tra di loro queste due ricorrenze. Al contrario: ricordarle entrambe potrebbe stimolare qualche riflessione utile. L’iniziale ammonimento dell’allora presidente USA Biden al presidente israeliano Netanyahu a “non ripetere gli errori commessi in Afghanistan”, fatto una settimana dopo la strage compiuta da Hamas, ne rappresenta un timido esempio, purtroppo subito dimenticato, a cominciare proprio da chi solo poco tempo dopo sarebbe stato ribattezzato “Genocide Joe” dai manifestanti contro l’incondizionato appoggio statunitense al governo israeliano.

Chiudere gli occhi davanti alle evidenze

Colpisce, ma non sorprende, il silenzio intorno all’anniversario afghano da parte dei politici di centro-destra e di centro-sinistra, dato che allora entrambi gli schieramenti erano su posizioni belliciste. Ricordare l’anniversario è impossibile senza far emergere i gravi errori compiuti da parte loro, e metterebbe inoltre in cattiva luce la narrativa dominante attuale sul riarmo e sull’efficacia dei mezzi militari nel garantire sicurezza e democrazia a livello globale. Dall’altra parte, il non ricordarlo dimostra la mancanza di volontà della classe dirigente a riesaminare in maniera autocritica il proprio operato nella storia. Storia che avrebbe da insegnare molto, se avesse degli alunni disposti a imparare, e mi chiedo se rimanere ottusamente refrattari alle evidenze sul piano storico non sia da considerare una forma particolare di negazionismo scientifico. 

Riattiviamo quindi la memoria ed esaminiamo le evidenze

La guerra era iniziata con l’invasione dell’Afghanistan per spodestare i Talebani, che secondo gli esperti statunitensi ospitavano Osama Bin Laden e altri esponenti di Al-Qaeda responsabili degli attentati terroristici dell’11 settembre. A chi all’epoca si opponeva alla guerra veniva ribattuto che gli USA avevano “il diritto a difendersi”. La guerra termina, dopo 20 anni, nell’agosto del 2021 con la riconsegna del potere ai Talebani. 

Nelle dichiarazioni propagandistiche questa guerra avrebbe dovuto portare “libertà duratura” (enduring freedom) non solo all’Afghanistan, ma al mondo intero. Dopo 25 anni possiamo constatare che il mondo è meno sicuro di prima e che i Talebani sono di nuovo al potere in Afghanistan, più forti che mai. Il bilancio complessivo delle vittime di questa guerra viene stimato tra 897.000 e 929.000 morti. Questa stima comprende i membri dell’esercito statunitense, i combattenti alleati, i combattenti dell’opposizione, i civili, i giornalisti e gli operatori umanitari che sono stati uccisi come conseguenza diretta della guerra. Nella stima non sono incluse le numerose morti indirette che la guerra al terrorismo ha provocato a causa di malattie, sfollamenti e perdita di accesso al cibo o all’acqua potabile o per altri effetti indiretti.1

Costi

Per quanto riguarda i costi finanziari, nel 2021 il presidente Biden2 aveva specificato:
«… more than $2 trillion spent in Afghanistan (…) - over $300 million a day for 20 years».
Espresso in altri termini, sarebbero circa 2.700 dollari pro capite/anno in armi. Non sembrano esistere limiti di spesa quando si tratta di uccidere persone, ma non vale altrettanto quando si tratta di mantenerle in salute: la spesa sanitaria pro capite in Afghanistan nel 2019 era di 65 dollari.3

Aspettativa di vita

Sull’indice di sviluppo umano4 nel 2021 l’Afghanistan si collocava al 180° posto su 191 paesi del mondo, 5 posizioni in meno rispetto al 2015.
In 20 anni (dal 2001 al 2021) l’aspettativa di vita alla nascita5 è cresciuta di 6 anni, dai 54,3 anni del 2001 ai 60,3 anni nel 2021 (nel 2019, prima del Covid, erano 61,8 anni). Per rendersi conto di cosa è possibile raggiungere in 20 anni per quanto riguarda l’aumento dell’aspettativa di vita si possono confrontare questi dati con quelli di altri paesi a basso reddito e punti di partenza simili nel 2001.
Il Ruanda ha aumentato di oltre 18 anni l’aspettativa di vita (dai 49 anni nel 2001 ai 67,5 anni nel 2021) e il Malawi di circa 20 anni (dai 42,2 nel 2001 ai 62 anni nel 2021). L’impatto notevole della guerra è evidenziato anche dal fatto che nel triennio dopo la fine della guerra in Afghanistan, dal 2021 al 2023, l’aspettativa di vita è salita di 4,2 anni (3,3 per le donne e 5 anni per gli uomini), raggiungendo i 64,5 anni nel 2023.

Istruzione

Mentre per quanto riguarda l’istruzione la frequenza scolastica media in Afghanistan nel 2021 era di soli 3 anni (2,3 anni per le ragazze e 3,4 anni per i ragazzi). Da tenere sempre in mente: questa era la situazione dopo aver ricevuto 300 milioni di dollari al giorno, tutti i giorni per 20 anni.

Cancelli chiusi

E, per giunta, oggi, a chi vuole fuggire da questo disastro viene reso praticamente impossibile l’ingresso in Europa. Di più. A giugno di quest’anno a Bruxelles è stata ricevuta una delegazione del governo talebano per “colloqui tecnici”  su come organizzare i rimpatri di quei cittadini afghani presenti in Europa che non hanno ottenuto asilo politico.6 

Totale fallimento

Sul piano degli obiettivi dichiarati l’opzione militare è un totale fallimento, è evidente. Chi è quindi il sognatore completamente staccato dalla realtà? Chi si oppone agli interventi militari e al militarismo oppure chi crede, ancora oggi, nella deterrenza militare, nelle guerre giuste, combattute da gentiluomini che rispettano le leggi umanitarie internazionali e dopo le quali il mondo è più pacifico, sicuro e democratico di prima?

Bibliografia

  1. Costs of the 20-year war on terror: $8 trillion and 900,000 deaths. Providence, RI: Brown University, September 1, 2021. https://www.brown.edu/news/2021-09-01/costsofwar
  2.  The White House. Remarks by president Biden on the end of the war in Afghanistan, August 31, 2021. https://ae.usembassy.gov/remarks-by-president-biden-on-the-end-of-the-war-in-afghanistan/
  3. The World Bank. Current health expenditure per capita (current US $).
  4. United Nations development programme. Human development report 2021/2022. Uncertain times, unsettled lives. Shaping our future in a transforming world. New York: Undp, 2022. 
  5. WHO, Health data overview for the Islamic Republic of Afghanistan, https://data.who.int/countries/004
  6. Paolo Brera, I talebani a Bruxelles, dialogo con l’Ue sui rimpatri degli afghani tra le polemiche, La Repubblica, 24.6.2026 https://www.repubblica.it/esteri/2026/06/24/news/talebani_bruxelles_dialogo_ue_rimpatri_afghani_proteste-425430715/

 

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