La violenza contro le donne rappresenta un problema di salute pubblica per la sua elevata prevalenza, per l’impatto sulla salute fisica, mentale, sessuale e riproduttiva delle vittime, per le conseguenze intergenerazionali sui figli e per gli ingenti costi sociali ed economici che produce. L’Organizzazione Mondiale della Sanità1 la riconosce come una delle principali minacce alla salute e al benessere delle donne nel mondo e una priorità per le politiche di prevenzione e promozione della salute.

Tuttavia, la violenza contro le donne continua a rimanere sottostimata, con una discrepanza tra la prevalenza reale e casi riconosciuti. La sottostima è in grande parte imputabile alla carenza di dati sul fenomeno e alla non interoperabilità dei diversi sistemi informativi; tuttavia, vi sono anche altri fattori, a livello sia individuale sia istituzionale, che concorrono a non identificare e/o riconoscere una quota rilevante di episodi di violenza. Intervenire su questi fattori è compito del welfare, incluse le istituzioni educative, soprattutto in un’ottica preventiva.

Un fattore è quello della normalizzazione della violenza... Accedi per continuare la lettura

 

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