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DOI: https://doi.org/10.19191/EP26.4-5.A1082.076

Canto di gruppo per il contrasto alla depressione post partum: un programma multicentrico di prescrizione sociale artistica nel Servizio Sanitario Nazionale
Group singing to address postnatal depression: a multicentre art social prescribing programme within the Italian National Health Service
Riassunto
Introduzione: negli ultimi anni, è cresciuto l’interesse per gli interventi basati sulle arti e sulla cultura come strumenti di promozione e tutela della salute. La prescrizione sociale ne favorisce l’integrazione nei percorsi assistenziali, collegando le persone con bisogni complessi alle risorse non cliniche della comunità tramite un approccio centrato sulla persona e sui determinanti sociali della salute. Tra il 2021 e il 2023, l’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS Europa) ha promosso in Danimarca, Italia e Romania uno studio di implementazione dell’intervento di canto di gruppo “Music and Motherhood”, rivolto a neomamme con sintomi di depressione post partum (DPP), rendendo disponibile un esempio di adattamento e trasferimento di un intervento di arte e salute con prove di efficacia a differenti contesti socioculturali. Il braccio italiano è stato sviluppato come studio pilota coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Sulla base dell’esperienza condivisa con l’OMS Europa, nel 2024, l’ISS ha avviato una seconda fase di implementazione per completare l’adattamento italiano.
Obiettivi: valutare la fattibilità dell’implementazione su larga scala di un intervento di canto di gruppo per neomamme con sintomi di DPP di provata efficacia nei consultori familiari e sviluppare un modello organizzativo replicabile per l’integrazione di interventi basati sulle arti all’interno del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Disegno: studio di implementazione multicentrico a braccio singolo.
Setting e partecipanti: lo studio è stato condotto nei consultori familiari. I partecipanti comprendevano i professionisti coinvolti nella formazione e nell’attuazione dell’intervento e le neomamme con sintomi di DPP che hanno preso parte agli incontri di canto di gruppo.
Principali misure di outcome: per la formazione, sono stati valutati il numero di professionisti ed équipe formati, il gradimento e la proporzione di équipe locali che hanno avviato almeno un ciclo di intervento entro sei mesi dalla formazione. Gli outcome di implementazione hanno incluso adozione, fattibilità, accettabilità e valutazione dei costi.
Risultati: tre edizioni del corso hanno formato 50 professionisti, costituendo sei équipe in cinque aziende sanitarie. Entro sei mesi dalla formazione, quattro équipe hanno realizzato almeno un ciclo di intervento e due hanno successivamente avviato un secondo ciclo, tuttora in corso. Complessivamente, 32 neomamme con sintomi di DPP sono state avviate ai cicli di intervento ad oggi conclusi, con un tasso di completamento del 90,6%, a supporto della sua accettabilità. Il costo aggiuntivo stimato per un’azienda sanitaria che attui per la prima volta un ciclo di 10 incontri, al netto del costo del personale sanitario, è risultato pari a 1.788 euro; il costo dell’offerta a regime è pari a 1.330 euro.
Conclusioni: l’implementazione dell’intervento nei consultori familiari si è dimostrata fattibile e caratterizzata da una buona adozione da parte dei servizi, da un’elevata accettabilità tra le partecipanti e da costi aggiuntivi contenuti. Lo studio propone un modello organizzativo replicabile per l’integrazione di interventi di arte e salute nel SSN.
Parole chiave: arte e salute, canto, depressione post partum, musica, prescrizione sociale
Abstract
Background: in recent years, there has been growing interest in arts- and culture-based interventions as tools for promoting and safeguarding health. Social prescribing facilitates their integration into care pathways, connecting people with complex needs to non-clinical community resources through an approach centred on the individual and the social determinants of health. Between 2021 and 2023, the World Health Organisation Regional Office for Europe (WHO/Europe) promoted, in Denmark, Italy, and Romania, a study on the implementation of the group singing intervention ‘Music and Motherhood’, targeted to new mothers with symptoms of postpartum depression (PPD), providing an example of how an intervention which combines arts and health with proven effectiveness can be adapted and transferred to different sociocultural contexts. The Italian arm was developed as a pilot study coordinated by the Italian National Institute of Health (Istituto Superiore di Sanità, ISS). Building on the experience shared with WHO/Europe, in 2024, the ISS launched a second phase of implementation to finalise the Italian adaptation.
Objectives: to assess the feasibility of the large-scale implementation within Family Care Centres of a group singing intervention for new mothers with symptoms of PPD, that has been proven to be effective, and to develop a replicable organisational model for the integration of art-based interventions into the Italian National Health Service (NHS).
Design: single-arm, multicentre implementation study.
Setting and participants: the study was conducted in Family Care Centres. Participants included professionals involved in the training and implementation of the intervention and new mothers with symptoms of PPD who took part in the group singing sessions.
Main outcome measures: for the training, the number of professionals and teams trained, satisfaction levels, and the proportion of teams that had launched at least one cycle of the intervention within six months of the training were assessed. Implementation outcomes included adoption, feasibility, acceptability, and costs evaluation.
Results: three editions of the course trained 50 professionals, forming six teams across five local health authorities. Within six months from the training, four teams had completed at least one cycle of the intervention and two subsequently started a second cycle, which is still ongoing. In total, 32 new mothers with symptoms of postpartum depression were referred to the intervention, with a completion rate of 90.6%, supporting its acceptability. The estimated additional cost for a healthcare organisation implementing a series of 10 sessions for the first time, excluding the cost of healthcare staff, was found to be 1,788 euros; the cost of the programme once fully established was 1,330 euros.
Conclusions: the implementation of the intervention in Family Care Centres proved to be feasible and was characterised by good uptake by the services, high acceptability among participants, and modest additional costs. The study proposes a replicable organisational model for the integration of art and health interventions into the Italian NHS.
Keywords: art and health, singing, postpartum depression, music, social prescribing
Introduzione
Il rapporto di sintesi delle evidenze derivate da oltre 3.000 studi pubblicato dall’Ufficio della Regione Europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS Europa) nel 2019, mettendo l’accento sull’ampia portata degli effetti positivi delle attività artistiche e culturali su promozione della salute e del benessere psicofisico, prevenzione delle malattie, gestione e trattamento di patologie e sintomi, ha posto le basi per un percorso di rinnovata attenzione alle arti nel contesto della moderna medicina occidentale.1
Parallelamente, in particolare dopo la pandemia da COVID-19, è cresciuto a livello internazionale l’interesse per la prescrizione sociale, un approccio che prevede la prescrizione di attività ed esperienze di natura non clinica disponibili nella comunità come strumento per promuovere il benessere, rimettendo al centro del percorso di cura la persona e i suoi bisogni di salute complessi, secondo il modello biopsicosociale.2 Nel 2022, l’Ufficio Regionale per il Pacifico Occidentale dell’OMS ha pubblicato A toolkit on how to implement social prescribing, una guida pratica rivolta a organizzazioni, decisori e singoli professionisti sanitari che vogliano aggiungere questa opportunità all’offerta dei servizi sanitari.3 Un elemento di interesse relativo alla diffusione di questo approccio è rappresentato dal potenziale della prescrizione sociale di contribuire alla riduzione della pressione sui servizi sanitari, fornendo una risposta a quei bisogni non strettamente clinici che spesso causano accessi ripetuti e inappropriati al medico di medicina generale o al pronto soccorso.4 Nel Regno Unito, è stato stimato che il solo incremento del benessere associato alla frequenza di alcuni mesi di programmi di prescrizione sociale garantisca un ritorno sull’investimento di nove sterline per ogni sterlina investita.5
Fra gli interventi che possono essere oggetto di prescrizione sociale, spiccano le attività artistiche, che, tuttavia, rispetto ad altre esperienze più facilmente standardizzabili, presentano specifiche necessità di adattamento ai diversi contesti socioculturali.6
In questo scenario, tra il 2021 e il 2023, l’OMS Europa ha promosso in Danimarca, Italia e Romania uno studio di implementazione di un intervento di canto di gruppo rivolto a neomamme con sintomi di depressione post partum (DPP), già dimostratosi efficace nel Regno Unito.7-9 La DPP rappresenta una delle complicanze più comuni del parto nei Paesi ad alto reddito, con una prevalenza stimata in Italia del 10%-13%.10,11 Lo studio dell’OMS Europa, denominato “Music and Motherhood”, ha perseguito due obiettivi principali: 1. valutare la fattibilità dell’implementazione dell’intervento in contesti socioculturali e sanitari diversi da quello in cui era stato sperimentato; 2. rendere disponibile un esempio di adattamento di un intervento di arte e salute in grado di rappresentare un riferimento per analoghe iniziative future.
Nell’ambito dello studio “Music and Motherhood”, il braccio italiano è stato sviluppato come studio pilota coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), in collaborazione con i servizi consultoriali di ASL Città di Torino, ULSS 6 Euganea (Este) e ASL Roma 2 e con l’associazione di welfare culturale Cultural Welfare Centre (CCW). Questa prima esperienza ha dimostrato la fattibilità dell’intervento nei consultori familiari, registrando un’adesione elevata tra le neomamme con sintomi di DPP (numero mediano di incontri pari a 9 su 10 previsti dall’intervento; IQR 8-10) e un’accettabilità molto alta tra i professionisti coinvolti (90% di valutazioni positive sull’intervento).12
Alla luce del fatto che fino al 50% dei casi di DPP rimane non riconosciuto o non adeguatamente trattato e che persistono criticità nella continuità assistenziale e nell’offerta di servizi di salute mentale perinatale in Italia,13 l’ISS, sulla base dei risultati positivi della fase pilota, ha avviato una seconda fase di implementazione volta alla diffusione su larga scala dell’intervento di canto di gruppo nei consultori familiari, con l’obiettivo di integrarlo come risposta complementare alle strategie di prevenzione, individuazione precoce e presa in carico della DPP già presenti nei servizi territoriali.
Punto di partenza della seconda esperienza sono state le criticità emerse nella fase pilota: la mancanza di un training sull’intervento in lingua italiana focalizzato sul contesto del SSN e di una valutazione dei costi di implementazione atta a quantificare l’impegno richiesto ai servizi sanitari coinvolti nell’attuazione. Lo sviluppo su larga scala di “Musica e maternità”, denominazione adottata nella seconda fase, costituisce una delle prime esperienze italiane di implementazione multicentrica di un intervento di arte e salute basato su un approccio strutturato di prescrizione sociale. Oltre al valore dell’intervento in sé, l’implementazione ha mirato a rendere disponibile un modello organizzativo replicabile nel contesto italiano, per favorire l’integrazione di interventi analoghi nei servizi sanitari e sostenerne la diffusione su scala regionale e nazionale.
La seconda fase di implementazione è stata realizzata nell’ambito di un progetto finanziato dal Bando ISS Ricerca Indipendente - Terza edizione (2023), avviato nell’aprile 2024 e conclusosi nel luglio 2026, i cui obiettivi hanno incluso la valutazione della fattibilità dell’implementazione dell’intervento, dell’impatto percepito sulle partecipanti e dei costi associati alla sua realizzazione. La valutazione dell’impatto percepito sullo stato emotivo delle neomamme che hanno partecipato all’intervento di canto di gruppo, considerando congiuntamente la fase pilota e la seconda fase, è tuttora in corso e sarà oggetto di una pubblicazione dedicata.
Metodi
I metodi utilizzati per il presente studio sono in gran parte sovrapponibili a quelli dello studio pilota. La tabella 1 presenta una sintesi delle caratteristiche metodologiche condivise con lo studio precedente, al quale si rimanda per una descrizione più approfondita.12
Il protocollo è stato approvato dal Comitato Etico Nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità (CEN 0052984 del 16.12.2024).

Attività preparatorie
Le attività preparatorie svolte dall’ISS nell’ottica di una diffusione dell’intervento su larga scala hanno incluso:
- sviluppo di un pacchetto didattico in lingua italiana sull’intervento di canto, comprensivo di strumenti video e audio di supporto, da utilizzare per la formazione online in modalità sincrona, rivolta alle équipe locali coinvolte nell’attuazione dell’intervento;
- sviluppo di un manuale di attuazione dell’intervento adattato allo specifico contesto dei consultori familiari;
- sviluppo di una pagina web dedicata per reperire liberamente il materiale realizzato.
Percorso di implementazione
Le attività di pianificazione e attuazione sono state guidate dalle fasi di implementazione della prescrizione sociale descritte nel toolkit dell’OMS e hanno previsto:
- analisi del contesto e costituzione del gruppo di riferimento per l’attuazione;
- formazione e adattamento dell’offerta alla realtà locale;
- definizione del piano di lavoro;
- reclutamento delle partecipanti;
- erogazione dell’intervento e monitoraggio.
Le principali istituzioni che collaborano all’implementazione sono tre, ossia: 1. l’istituzione centrale (in questo caso, l’ISS) che lo promuove, offrendo la formazione e supportando l’équipe locale nelle fasi di analisi del contesto e di costituzione del gruppo; 2. il servizio sanitario che intende realizzarlo; 3. il settore musicale/culturale cui afferisce il musicista che conduce gli incontri di canto, il quale può essere coinvolto direttamente oppure tramite associazioni od organizzazioni del welfare artistico e culturale attive sul territorio.
Per ciascuna fase e per ciascuna delle tre istituzioni, con riferimento alle attività realizzate nell’ambito del presente progetto, sono state individuate le figure professionali coinvolte e stimate le ore di lavoro medie richieste dalle attività specifiche.
La formazione delle équipe locali, erogata dall’ISS, ha visto impegnati come docenti ricercatori, professionisti sanitari e musicisti che avevano già contribuito alla realizzazione dell’intervento nei consultori familiari nell’ambito dello studio “Music and Motherhood”, dopo essere stati formati dai professionisti di Breathe, l’organizzazione che ha sviluppato e fornisce il training ufficiale sull’intervento nel Regno Unito e a livello internazionale. Relativamente alla formazione, sono state raccolte le seguenti informazioni:
- numero di professionisti ed équipe formati;
- gradimento;
- percentuale di équipe formate che hanno avviato almeno un ciclo di intervento entro i sei mesi dal temine della formazione.
L’intervallo di sei mesi è stato fissato con riferimento a quanto emerso nello studio pilota, che si era avvalso del training considerato il gold standard internazionale, individuando i mesi di settembre/ottobre e marzo/aprile come i più indicati per l’avvio dell’intervento, al fine di consentire il completamento del ciclo di incontri evitando le interruzioni dovute alle festività natalizie e alla pausa estiva, rispettivamente.
La figura 1 sintetizza il percorso di implementazione dell’intervento, mostrando le principali fasi operative e le istituzioni coinvolte nelle attività.

Esiti dell’implementazione
Sulla base del framework proposto da Proctor et al.,14 che identifica un insieme di esiti per valutare il processo di implementazione degli interventi sanitari, considerando che questi esiti sono stati già ampiamente indagati nello studio pilota,12 sono stati selezionati quelli ritenuti più pertinenti agli obiettivi della presente fase di implementazione dell’intervento su larga scala, con un focus sulla valutazione dei costi di erogazione. In particolare, non sono stati inclusi gli esiti relativi alla fedeltà, poiché il progetto ha previsto l’accompagnamento da parte dell’ISS per garantire l’aderenza al protocollo, né quelli relativi alla sostenibilità, la cui valutazione richiede un periodo di osservazione successivo al completamento dell’implementazione.
Per quanto riguarda la valutazione dei costi, è stato sviluppato uno strumento ad hoc, coerente con le fasi di attuazione e le attività specifiche, per profilo professionale e ore di lavoro richieste. Per ciascuna delle tre istituzioni coinvolte, sono stati stimati i costi relativi alle ore di personale impiegato e i costi della strumentazione e dei materiali di consumo, quantificando i costi complessivi secondo un approccio di micro-costing, che consiste nell’identificare, misurare e valorizzare singolarmente tutte le risorse utilizzate per erogare un intervento. Sono stati, inoltre, distinti i costi di prima attivazione dell’intervento dai costi di erogazione a regime. Parallelamente, le risorse sono state classificate in due categorie:
- risorse in-kind, ossia risorse non monetarie già disponibili presso le organizzazioni coinvolte, il cui impiego non ha richiesto finanziamenti aggiuntivi nell’ambito del progetto, ma che presentano un valore economico rilevante ai fini della stima dei costi (principalmente rappresentate dal costo del personale strutturato);
- costi aggiuntivi direttamente attribuibili all’erogazione dell’intervento, comprendenti la retribuzione del musicista, la strumentazione specifica e i materiali di consumo.
Per ciascun esito, sono stati definiti dal gruppo di coordinamento dell’ISS indicatori operativi specifici, coerenti con gli obiettivi dello studio, riportati in tabella 2.

Nel corso del progetto, anche due punti nascita del Piemonte, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria (AOU) Città della Salute e della Scienza di Torino - PO S. Anna e l’AOU SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria, hanno ricevuto la formazione dedicata, realizzando ciascuno un ciclo di incontri di canto. Date le specificità del contesto ospedaliero, queste due esperienze non sono incluse nel presente lavoro e saranno oggetto di approfondimenti futuri.
Analisi dei dati
Le informazioni relative ai professionisti formati, alle neomamme avviate all’intervento, a quelle che hanno completato il ciclo di incontri di canto e ai ritiri sono state descritte mediante frequenze assolute; il tasso di completamento dell’intervento è stato espresso come valore percentuale. I dati relativi al gradimento della formazione sono stati analizzati secondo le procedure previste dal sistema di gestione della qualità dell’ISS, che prevede la rilevazione sistematica della soddisfazione dei partecipanti al termine di ciascun evento formativo mediante un questionario composto da 11 item valutati su scala Likert a 5 punti (da 1 = “Non sono affatto d’accordo” a 5 = “Sono decisamente d’accordo”). Il gradimento complessivo è stato espresso come percentuale di partecipanti che hanno selezionato le opzioni “Sono d’accordo” o “Sono decisamente d’accordo” (punteggi 4 e 5) all’item 9 (“L’evento è organizzato bene”). Gli indicatori relativi all’adozione, alla fattibilità e all’accettabilità dell’intervento sono stati descritti a livello di azienda sanitaria e di ciclo di intervento. L’analisi dei costi è stata effettuata mediante un approccio di micro-costing, adottando la prospettiva delle istituzioni coinvolte nell’attuazione e includendo i costi sostenuti per il suo avvio e la sua erogazione a regime.
Risultati
Attuazione delle attività preparatorie
Sono stati sviluppati e resi disponibili dall’ISS quattro principali prodotti a supporto dell’implementazione: 1. la Guida pratica alla realizzazione di un intervento di canto di gruppo per neomamme con sintomi di depressione post partum; 2. un pacchetto didattico per il corso di formazione, incluse videointerviste con i professionisti coinvolti nel progetto pilota; 3. un video divulgativo sulle caratteristiche dell’intervento destinato principalmente agli stakeholder delle aziende sanitarie interessate ad attuarlo; 4. pagine web dedicate con accesso libero a tutti i materiali sviluppati.
Attuazione del percorso ed esiti di implementazione
Tre edizioni del corso di formazione online in modalità sincrona, che hanno consentito di formare sei équipe locali in cinque aziende sanitarie, sono state erogate dall’ISS dal febbraio 2025 al febbraio 2026. Il corso è stato rivolto ai gruppi di lavoro coinvolti nell’attuazione dell’intervento a livello locale e si è articolato in un percorso formativo della durata complessiva di otto ore, distribuite su due giornate. La tabella 3 descrive numero e profilo dei professionisti formati. Tra i partecipanti, era presente anche un operatore di collegamento (link worker), figura chiave della prescrizione sociale che facilita l’integrazione tra servizi sanitari e risorse territoriali non cliniche. Il professionista, afferente all’associazione CCW che ha supportato l’attuazione del progetto in Piemonte, ha contribuito alla realizzazione dell’intervento presso l’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino.
Le diverse edizioni del corso di formazione hanno avuto un gradimento elevato, con il 97,7% dei partecipanti che ha indicato “Sono d’accordo/Sono decisamente d’accordo” alla domanda “L’evento è organizzato bene”.

Considerando le cinque équipe per le quali sono trascorsi sei mesi dal termine della formazione, quattro hanno avviato e concluso un ciclo di incontri di canto. Di queste, due hanno avviato un secondo ciclo, tuttora in corso. Un’équipe ha posticipato l’avvio degli incontri per completare gli adempimenti previsti dalla normativa aziendale per la partecipazione al progetto ed è attualmente impegnata nella fase di arruolamento delle partecipanti. L’avvio del ciclo di incontri è previsto a settembre 2026.
La tabella 4 descrive le attività previste nelle diverse fasi di implementazione del ciclo di incontri di canto e riporta, per ciascuna attività, il numero medio di ore di lavoro dedicate dalle figure professionali coinvolte, utilizzato come base per la stima dei costi riportati a seguire.

Adozione. Tre delle cinque aziende sanitarie formate all’implementazione hanno avviato almeno un ciclo di incontri di canto. Tra queste, un’azienda (ASL TO3) ha realizzato due cicli in contemporanea in due sedi diverse. L’azienda sanitaria formata nel febbraio 2026 avvierà il reclutamento delle partecipanti a settembre 2026. Nello stesso mese, è previsto anche l’avvio del primo ciclo di incontri presso l’unica azienda sanitaria che ha ritardato l’implementazione dell’intervento, completando così l’attivazione del programma in tutte le sedi coinvolte.
Fattibilità. Sono stati avviati e completati quattro dei cinque cicli di incontri di canto di gruppo previsti nel primo semestre 2026. Due ulteriori cicli, non previsti, sono stati avviati e sono ad oggi in corso. Complessivamente, nei cicli di incontri di canto conclusi, sono state avviate all’intervento 32 neomamme con sintomi di DPP, 29 delle quali hanno concluso il percorso, con un tasso di completamento pari a 90,6%. I motivi del ritiro dallo studio hanno incluso la distanza dalla sede di svolgimento dell’intervento (n. 2) e la mancanza di interesse (n. 1).
Accettabilità. Le tre aziende sanitarie che hanno avviato e completato il primo ciclo di incontri ne hanno avviato o programmato un secondo.
Valutazione dei costi. La tabella 5 riporta la stima dei costi complessivi e la distinzione tra costi in-kind e costi aggiuntivi richiesti dalla prima implementazione dell’intervento.

I fondi aggiuntivi richiesti a un’azienda sanitaria che voglia attuare l’intervento per la prima volta, non considerando il tempo lavoro dei professionisti sanitari impiegati, ammontano a 1.788 euro.
Considerando anche il costo del tempo lavoro, il costo complessivo dell’offerta a regime che non preveda la formazione né il coinvolgimento dell’ISS è pari a 3.184 euro. Questo importo è dato dalla somma dei costi del tempo lavoro del personale sanitario, rispettivamente, per la definizione del piano di lavoro (450 euro), il reclutamento delle partecipanti (374 euro), la fase di erogazione e monitoraggio dell’intervento (2.110 euro) e dai costi dei materiali di consumo, che includono la stampa dei materiali informativi per promuovere la partecipazione (50 euro) e il piccolo rinfresco offerto alle partecipanti durante gli incontri (200 euro, calcolato per 10 partecipanti). Escludendo i costi in-kind, il costo a regime di un ciclo di intervento nella prospettiva dell’azienda sanitaria è pari a 1.330 euro, dato dalla somma del costo dei materiali di consumo e della retribuzione del musicista che conduce gli incontri di canto.
Il dettaglio dei costi sostenuti a livello di azienda sanitaria è riportato nelle tabelle S1 e S2 (materiali supplementari online).
Discussione
I risultati del presente studio dimostrano che l’implementazione su larga scala del programma “Musica e maternità” è fattibile, accettabile e sostenibile all’interno dei consultori familiari. L’alta adesione delle aziende sanitarie, l’avvio dei cicli di canto nella quasi totalità delle sedi formate e l’elevato tasso di completamento delle partecipanti indicano che un intervento di prescrizione sociale basato sul canto di gruppo può essere efficacemente integrato nei percorsi assistenziali dedicati alle donne con sintomi di DPP.
Il presente studio rafforza l’evidenza secondo cui un intervento di arte e salute, già dimostratosi efficace in uno specifico contesto culturale, può essere adattato con successo a una diversa lingua, organizzazione sanitaria e realtà territoriale.8,12,15 In particolare, i risultati confermano che il trasferimento dell’intervento richiede non soltanto un adattamento dei contenuti, ma soprattutto la costruzione di un processo di implementazione strutturato, capace di accompagnare i servizi sanitari nell’affiancare un’offerta innovativa alle attività già consolidate.
L’esperienza maturata porta alla luce alcuni elementi chiave per un’implementazione efficace. In primo luogo, la disponibilità di un protocollo operativo dettagliato, accompagnato da materiali standardizzati, strumenti formativi e supporto da parte di un gruppo centrale, si è rivelata determinante nel favorire l’adozione dell’intervento da parte delle équipe locali. Lo sviluppo della guida pratica, del pacchetto formativo, dei materiali audiovisivi e delle risorse online ad accesso libero ha consentito di rendere il modello facilmente trasferibile e replicabile, riducendo le barriere organizzative. Analogamente, l’elevato gradimento del percorso formativo suggerisce che una formazione strutturata è un prerequisito essenziale per il successo dell’attuazione di un percorso di questo tipo.
Il coinvolgimento attivo dei professionisti sanitari dei consultori familiari ha rappresentato uno degli elementi distintivi del presente progetto.
L’identificazione di un bisogno sanitario chiaramente definito al quale l’intervento artistico possa offrire una risposta – testimoniata dall’avvio di un secondo ciclo in tutte le realtà che hanno concluso il primo – e la creazione di una collaborazione stabile tra i servizi sanitari e le risorse artistiche e culturali già presenti sul territorio rappresentano una condizione essenziale per il passaggio dalla sperimentazione progettuale all’inserimento stabile dell’intervento nella pratica clinica.
Sotto il profilo della sostenibilità, la valutazione economica suggerisce che l’intervento richiede un investimento aggiuntivo relativamente contenuto. Escludendo il tempo lavoro del personale sanitario già impiegato nei servizi, il costo aggiuntivo stimato per azienda sanitaria è pari a 1.788 euro per la prima implementazione e pari a 1.330 euro per l’offerta stabile. La sostenibilità del modello deriva non solo dal fabbisogno limitato di risorse economiche, ma anche dalla capacità di integrare le risorse del servizio sanitario con quelle della comunità, attraverso partnership stabili con organizzazioni del terzo settore attive nell’ambito artistico e culturale. Sebbene le stime di costo ottenute in questo studio non siano direttamente confrontabili con quelle riportate nella letteratura internazionale, le evidenze secondo cui programmi di questo tipo potrebbero generare un ritorno sull’investimento fino a nove volte superiore ai costi sostenuti rappresentano un importante stimolo ad approfondire questo aspetto, anche alla luce dell’elevato impatto economico e sociale dei disturbi mentali perinatali.16 In particolare, future analisi di costo-efficacia e di costo-beneficio su “Musica e maternità” potrebbero consentire di valutare il valore dell’investimento nel contesto italiano.
L’esperienza della Regione Emilia-Romagna nell’ambito del progetto rappresenta un esempio particolarmente significativo. Riconoscendo il valore dell’intervento, la Regione ha promosso una prima fase sperimentale coinvolgendo consultori familiari appartenenti a tre diversi territori, con l’obiettivo dichiarato di integrare progressivamente il canto di gruppo nell’offerta strutturata dei consultori familiari per le donne con sintomi di DPP.
Limiti dello studio
Lo studio presenta alcuni limiti. In primo luogo, la valutazione dell’efficacia clinica dell’intervento non rappresentava l’obiettivo principale del presente lavoro. Gli esiti relativi alla variazione della sintomatologia depressiva misurata mediante la Edinburgh Postnatal Depression Scale (EPDS)17 sono ancora in fase di analisi, pertanto, non sono disponibili. In secondo luogo, il disegno di studio a braccio singolo non consente di formulare conclusioni sull’efficacia comparativa dell’intervento rispetto all’assistenza abituale, che possono, però, essere dedotte dall’esperienza inglese, che ha messo in evidenza l’efficacia clinica e la costo-efficacia dell’intervento di canto di gruppo in uno studio randomizzato controllato che ha coinvolto 199 partecipanti.18
Tra le ulteriori limitazioni, va considerata la ridotta numerosità campionaria sia delle neomamme partecipanti sia delle aziende sanitarie che hanno attuato l’intervento, che limita la generalizzabilità esterna dei risultati relativi all’accettabilità e alle stime economiche. Da ultimo, è necessario tenere presente che il modello di costo adottato potrebbe non cogliere la variabilità geografica dei costi associati all’implementazione dell’intervento, quali per esempio i compensi dei musicisti.
Conclusioni
Nel complesso, l’esperienza “Musica e maternità” dimostra che il SSN può integrare nella propria offerta interventi di arte e salute attraverso un approccio strutturato di prescrizione sociale, con un investimento economico contenuto e valorizzando le competenze multidisciplinari e le risorse culturali della comunità.
La disponibilità di un pacchetto formativo, di strumenti operativi standardizzati e di una stima dei costi fornisce alle aziende sanitarie e alle Regioni strumenti concreti per sostenere la diffusione del programma su scala nazionale. I risultati ottenuti suggeriscono, inoltre, che investire in modelli organizzativi in grado di integrare stabilmente arti e salute rappresenti una strategia promettente per ampliare l’offerta di interventi complementari alla risposta sanitaria tradizionale, favorendo un approccio più centrato sulla persona e una migliore risposta ai bisogni di salute.
Conflitti di interesse dichiarati: nessuno.
Ringraziamenti: desideriamo esprimere la nostra gratitudine al gruppo di coordinamento internazionale del progetto “Music and Motherhood” del World Health Organization Regional Office for Europe guidato da Nils Fietje, che, con Calum Smith, Katey Warran e le professioniste di Breathe Arts Health Research, ci ha coinvolto e accompagnato nel nostro percorso, rendendo possibile lo studio pilota e la successiva diffusione dell’intervento in Italia.
Finanziamenti: Progetto realizzato con il supporto finanziario dell’Istituto Superiore di Sanità (Bando Ricerca Indipendente ISS 2023).
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