Editoriali minuti di lettura: Verso lo screening per il tumore della prostata?

Screening per il tumore della prostata: andare avanti, ma con giudizio
Prostate cancer screening: moving forward, but with judgment
Il documento del 2022 della Commissione europea (CE)1 che ha “aperto” allo sviluppo di programmi di screening della Prostata così recita: «Considering the preliminary evidence and the significant amount of ongoing opportunistic screening, countries should consider a stepwise approach, including piloting and further research, to evaluate the feasibility and effectiveness of the implementation of organised programmes aimed at ensuring appropriate management and quality on the basis of prostate-specific antigen (PSA) testing for men, in combination with additional magnetic resonance imaging (MRI) scanning as a follow-up test».
Analizzando il testo, il primo aspetto che emerge è la cautela. Poi, colpiscono le basi su cui si fonda la raccomandazione: da un lato, le evidenze scientifiche “preliminari”; dall’altro, l’esistenza di una pratica spontanea di diagnosi precoce tramite PSA molto diffusa. Si suppone, cioè, che un’attività programmata possa modificare la pratica spontanea. L’ultima cosa che caratterizza la raccomandazione è che viene definito come necessario il fatto che a un test PSA positivo deve seguire, come test di triage, una risonanza magnetica (RM).
Questa raccomandazione ha sollevato contrarietà che sono state riportate anche nel dibattito aperto da E&P sui numeri scorsi.2 Per valutare le ragioni di questo contrasto, considererò come esempio la posizione pubblicata all’inizio del 2026 dal gruppo che ha stilato le raccomandazioni dello European Code Against Cancer (ECAC)... Accedi per continuare la lettura
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