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DOI: https://doi.org/10.19191/EP26.3.A1055.052

Il ruolo dell’epidemiologia per la salute delle città
The role of epidemiology in urban health
Oltre il 50% della popolazione mondiale e oltre il 70% della popolazione italiana vive in aree urbane; le proiezioni demografiche suggeriscono che questa quota aumenterà nei prossimi decenni.1 L’ambiente di vita, inteso come contesto fisico e sociale, rappresenta uno dei principali determinanti di salute della popolazione. Il contesto urbano è in genere caratterizzato da una maggior presenza di infrastrutture socioassistenziali e servizi sanitari che favoriscono la prevenzione, la diagnosi precoce e l’accesso alle cure, nonché da più ampie opportunità occupazionali e una maggiore disponibilità di servizi educativi, culturali e sociali. Dall’altro lato, gli ambienti urbani espongono a numerosi fattori di rischio, quali inquinamento atmosferico, traffico veicolare, rumore, isole di calore, disuguaglianze socioeconomiche, isolamento sociale, che spesso interagiscono tra loro e influenzano negativamente la salute della popolazione.2
In questa cornice, la pianificazione urbana può svolgere un ruolo rilevante per promuovere la salute della popolazione. Modelli di trasformazione urbana orientati sia alla sostenibilità sia alla vivibilità sono stati proposti per ridisegnare lo spazio urbano riducendo la centralità del traffico veicolare privato e promuovendo il trasporto pubblico, la mobilità attiva, l’estensione e la fruibilità degli spazi verdi e la riqualificazione degli spazi pubblici come luoghi di aggregazione sociale e di promozione della salute. Questi interventi possono produrre benefici rilevanti in termini di riduzione dell’esposizione a inquinanti atmosferici e rumore, mitigazione dell’effetto isola di calore urbano e promozione dell’attività fisica e delle interazioni sociali.3 In questo contesto, l’epidemiologia assume un ruolo centrale nel supportare le amministrazioni locali nella comprensione dei determinanti di salute e nella valutazione degli effetti delle politiche urbane. L’integrazione di dati ambientali, socioeconomici e sanitari consente, infatti, di analizzare la distribuzione spaziale delle esposizioni ambientali, dei fattori socioeconomici e degli esiti di salute, permettendo di identificare disuguaglianze e pattern territoriali di rischio all’interno delle città.4 In questo scenario, il concetto di esposoma rappresenta un valido strumento epidemiologico per affrontare in modo integrato la complessità delle esposizioni che influenzano la salute. In particolare, l’esposoma urbano si pone come obiettivo il considerare gli effetti sulla salute derivanti dall’interazione tra ambiente urbano, esposizioni ambientali, stili di vita, alimentazione, agenti chimici e fisici e contesto socioeconomico, che si cumulano lungo tutto il corso della vita, inclusa la fase fetale.5 Ne deriva che, per migliorare la salute urbana, attuale e futura, è necessario un approccio integrato che consideri l’interazione delle diverse esposizioni che caratterizzano il contesto urbano e che possono essere influenzate dalla pianificazione urbana, dai piani abitativi, dalle politiche ambientali e sociali, di trasporto sostenibile e di promozione di salute.
L’epidemiologia mette a disposizione solidi strumenti metodologici per la quantificazione del carico di malattia attribuibile a singole o multiple esposizioni ambientali, nonché per la stima dei potenziali benefici per la salute derivanti da interventi di pianificazione urbana e mobilità sostenibile.6,7 Strumenti quali gli studi di coorte (sia residenziali sia relative ai nuovi nati), i sistemi di sorveglianza, le analisi spaziali, i sistemi integrati di indicatori urbani e le valutazioni di impatto sanitario rappresentano risorse essenziali sia per studiare gli effetti delle esposizioni ambientali e sociali sulla salute in ambiente urbano sia per supportare processi decisionali basati su evidenze scientifiche e per monitorare nel tempo gli effetti delle politiche urbane sulla salute e sull’equità. Negli ultimi anni, questi strumenti si sono dimostrati efficaci nel documentare gli effetti sulla salute di esposizioni urbane specifiche. A titolo non esaustivo, diversi studi epidemiologici hanno documentato l’impatto delle temperature estreme e dell’inquinamento atmosferico sulla mortalità generale così come l’effetto dell’esposizione cronica al rumore ambientale sul rischio di malattie cardiovascolari, sui disturbi del sonno e sulla salute mentale.8-11 Parallelamente, un crescente numero di studi ha messo in evidenza il ruolo protettivo degli spazi verdi urbani sulla mortalità per tutte le cause e dall’altra parte i benefici sulla salute mentale, oltre a contribuire alla mitigazione dell’effetto isola di calore urbano e alla riduzione dell’esposizione a inquinanti atmosferici.12,13 Inoltre, caratteristiche dell’ambiente costruito, come la walkability dei quartieri, sono risultate associate a livelli più elevati di attività fisica e a una riduzione del rischio di malattie croniche.14 Queste evidenze sono state integrate in modelli quantitativi di valutazione dell’impatto sanitario, che consentono di stimare i benefici di politiche adottate dalle amministrazioni locali così come di valutare potenziali effetti sulla salute in scenari di pianificazione urbana.15,16
In questa prospettiva, l’epidemiologia può essere considerata un’infrastruttura di conoscenza al servizio delle amministrazioni locali, capace di integrare dati provenienti da diversi settori e di tradurli in informazioni utili alla pianificazione e alla prevenzione. Tuttavia, dal momento che i determinanti ambientali e sociali della salute variano considerevolmente tra città e nel tempo, solo analisi epidemiologiche condotte a livello locale consentono di descrivere le specificità di ciascun contesto urbano, identificare le criticità esistenti ed emergenti, valutare gli effetti delle politiche adottate e indirizzare le politiche future.17-19 Inoltre, è importante considerare che interventi di riqualificazione urbana possono indurre fenomeni di mobilità intraurbana e trasformazioni nella composizione sociale dei quartieri, rendendo necessario un monitoraggio epidemiologico continuo dei loro effetti sulla salute e sull’equità. Solo attraverso un approccio basato sull’integrazione tra evidenze scientifiche ed evidenze generate localmente e aggiornate nel tempo sarà, dunque, possibile orientare efficacemente le strategie di prevenzione e promozione della salute nelle città.
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