Nascita e sviluppo dell'Iniziativa GBD italiana

Dal 2007, anno di fondazione dell’IHME e di avvio del nuovo corso del GBD Study, il numero di collaboratori globali è cresciuto progressivamente.

Nel 2015, i collaboratori italiani erano una decina. A fronte di una partecipazione frammentata, è nata l’esigenza di coordinare in modo strutturato il contributo italiano al progetto. Da questa esigenza ha preso forma l’Italian GBD Initiative, ufficialmente avviata nel corso di un primo incontro tenutosi a Venezia durante il Congresso dell’Associazione Italiana di Neurologia.

Nel 2019, la rete ha formalizzato la collaborazione attraverso un Accordo di ricerca sottoscritto da circa venti enti di ricerca, pur mantenendo aperta la partecipazione anche a singoli ricercatori.

Gli obiettivi principali sanciti dall’Accordo

Gli obiettivi principali sanciti dall’Accordo erano e sono tuttora:

  • l’attivazione della rete Italian Global Burden of Disease Initiative quale strumento utile per riunire le diverse professionalità e le esperienze di lavoro dei diversi gruppi di ricerca e ricercatori, condividere e coordinare le attività, predisporre strumenti integrati di valutazione sull’impatto delle politiche sanitarie attuate a livello Regionale e Nazionale e contribuire alla produzione di indicatori utili alla definizione di politiche sanitarie in Italia e nel Mondo;
  • la diffusione e disseminazione a livello Nazionale e Regionale dei risultati del progetto GBD in modo da renderlo strumento utile alla pianificazione sanitaria in Italia;
  • l’ottimizzazione e l’intensificazione del lavoro di scambio di dati e informazioni con l’IHME e, in accordo con quest’ultimo ente, la produzione di stime GBD per l’Italia e le sue Regioni (19 Regioni e 2 Province Autonome), con l’obiettivo di elaborare specifiche ipotesi di lavoro e di approfondire e sviluppare gli aspetti tematici attinenti alla pianificazione sanitaria nazionale e regionale;
  • la realizzazione di progetti di ricerca congiunti nell’ambito dell’iniziativa GBD.

Ad oggi, fanno parte della rete italiana più di 180 ricercatori e ricercatrici, tutti collaboratori del GBD. In totale, i collaboratori sono oltre 420. Grazie a questo lavoro coordinato, l’Italia è tra i Paesi che contribuiscono maggiormente in termini di dati e competenze ed è riuscita a ottenere stime regionali sin dal ciclo GBD 2019.

La rete è oggi organizzata in Gruppi tematici, per cause (es. tumori), fattori di rischio (es. fattori di rischio nutrizionali) o trasversali (es. salute occupazionale). Il lavoro della Italian GBD Initiative si fonda su un confronto continuo e critico con l’IHME, volto a valutare la plausibilità delle stime, confrontarle con le fonti nazionali e promuovere un utilizzo consapevole del Burden of Disease nella pianificazione basata sull’evidenza.

Sulla rivista e sul sito di Epidemiologia & Prevenzione, approfondiremo diverse tematiche, non solo legate ai risultati del GBD Study, ma al più ampio approccio del Burden of Disease come strumento di sanità pubblica.

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