Dicembre 1952: Londra rimane avvolta in una fitta nebbia di particelle d’acqua e particolato. In quei giorni e per qualche mese successivamente a Londra si muore molto più dell’atteso, si stima che l’episodio del “grande smog” abbia causato oltre 13.000 morti a breve termine. Una combinazione letale di inquinamento dato dalla combustione di carbone e condizioni metereologiche avverse.

Inverno 2025: a Milano e in molte altre città della Pianura Padana, il particolato raggiunge concentrazioni oltre i limiti di sicurezza per più di dieci giorni. Aria tossica e aumenti di mortalità a breve termine e rischi per la salute a lungo termine. 

Il dibattito pubblico, oggi come nel 1952, si divide fra chi è scettico e non crede alle stime di effetto prodotte dalla comunità scientifica, minimizzandone gli effetti, e chi accusa amministratori, tecnici e comunità scientifica di nascondere la vera entità del problema.

La IARC ha classificato il particolato come cancerogeno di gruppo 1, certamente cancerogeno per l’uomo, e l’OMS pubblica le relazioni dose-risposta per l’associazione fra quantità di PM2,5 nell’aria e tumore del polmone, malattie respiratorie e cardiovascolari e mortalità per tutte le cause.  

Ciononostante, è molto difficile avere una corretta percezione del rischio che l’inquinamento atmosferico può rappresentare per la nostra salute. Diversi punti di vista, sensibilità e attitudini possono portare cittadini e decisori politici a sottostimare o a sovrastimare gli effetti dell’inquinamento in termini di morti e patologie attribuibili. Questa differente percezione rende il dibattito pubblico riguardo alle politiche per ridurre gli effetti dell’inquinamento estremamente polarizzato, il che può portare a scelte poco razionali e inefficaci.

L’Atlante aria e salute vuole fornire una base scientificamente solida e obiettiva per quantificare l’impatto della qualità dell’aria sulla salute partendo dalle evidenze scientifiche più aggiornate; dà stime puntuali dei morti attribuibili diventando una base comune, non di parte, per il dibattito pubblico per discutere e programmare lo sviluppo del territorio.

Questo numero monografico di Epidemiologia&Prevenzione raccoglie alcuni dei prodotti scientifici del progetto “Un atlante integrato a supporto delle decisioni e della ricerca”, dove convergono competenze scientifiche multidisciplinari dai migliori istituti di ricerca italiani in tema di ambiente e salute: competenze di modelli di dispersione degli inquinanti, epidemiologiche e di uso dei sistemi informativi sanitari, comunicative, di ricerca partecipata e co-creazione. Perché un prodotto come l’Atlante Aria e Salute, che vuole essere strumento per le decisioni e la ricerca, può essere utile e funzionale solo se costruito insieme a chi lo userà, con un linguaggio preciso, ma comprensibile; con metodi rigorosi, ma trasparenti.

L’IRCCS di Reggio Emilia è un istituto di ricerca sanitaria del territorio. In Italia, non ci sono altri esempi di IRCCS connessi con il Dipartimento di prevenzione o di sanità pubblica di un’Azienda Sanitaria Territoriale, come accade a Reggio Emilia. Il nostro istituto si trova, dunque, nella fortunata posizione di fare ricerca e sperimentazione sia in clinica sia in prevenzione primaria e secondaria. Proprio per questo, collabora con l’Assessorato della Regione e l’ARPAE Emilia-Romagna al coordinamento delle attività di epidemiologia ambientale e nella valutazione dell’impatto sulla salute dell’inquinamento atmosferico a livello regionale e partecipa alla rete nazionale dei centri di epidemiologia ambientale. 

 

 

       Visite