L’8 giugno 2026 il Dipartimento di Stato e il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti hanno emesso un comunicato congiunto On the Preeminence of the U.S. Government Regulating Health Risks for Americans. Vi si legge, tra l’altro: 

«In recent years, scientists, policymakers, and stakeholders have raised questions regarding the consistency, transparency, and real-world applicability of certain international cancer hazard assessments by the International Agency for Research on Cancer (IARC)».

Dopo questa affermazione, il comunicato prosegue con un chiaro tentativo di delegittimazione delle attività della IARC, Agenzia intergovernativa dell’OMS per la ricerca sul cancro. 

Di seguito il commento di Rodolfo Saracci, le cui preoccupazioni sono fatte proprie anche dalla rivista Epidemiologia&Prevenzione.

Questo comunicato è un missile in piena regola da anni atteso dalle lobby industriali negli Stati Uniti e in tutto il mondo (e non spiacerà a chi, in Italia e altrove, collabora con loro come “ricercatore indipendente”). Il fatto che ovunque le valutazioni di cancerogenicità di agenti chimici, fisici, biologici, semplici o complessi (esposizione cancerogena, probabilmente cancerogena, possibilmente cancerogena, non classificabile) dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) fossero assurte da decenni a riferimento autorevole e ormai obbligato è una delle ragioni principali per le quali una trentina di Paesi aderiscono alla IARC, finanziandola. Nella traduzione pratica in sanità pubblica delle valutazioni IARC, da sempre i Paesi, anche quelli che non hanno un apparato proprio di expertise in materia, decidevano comunque autonomamente cosa fare – poco, qualche cosa, tanto – come dimostrano i diversi livelli di controllo di agenti cancerogeni nei diversi Paesi. Quindi, da questo punto di vista, non ci sarebbe stata nessuna necessità di affermare la “supremazia decisionale” nazionale da parte di nessun Paese, Stati Uniti inclusi. 

Lo scopo principale del missile è evidentemente un altro: squalificare il lavoro scientifico della IARC, spingere per l’abolizione del programma di valutazione “IARC Monographs on the identification of carcinogenic hazards to humans” in modo che non ci sia nessuno che nel mercato globale sia in grado, non tanto di valutare, quanto semplicemente di “sollevare problemi”: questo deve essere lasciato all’auto-sorveglianza dei produttori industriali, chi meglio di loro è in grado di monitorare i rischi sanitari per lavoratori e pubblico? Basta interferenze, se e quando sarà il caso di lanciare qualche allarme sanitario saranno loro stessi a farlo nel loro interesse (leggi: strettamente economico, per esempio per ragioni di concorrenza commerciale). Una regressione in più, di pretto caos trumpiano con l’erratico ministro della sanità, Robert Kennedy Jr. che aveva un “record” di ostilità verso le lobby industriali (!): avviene in un clima internazionale in cui purtroppo l’attitudine generale pro-bellica/pre-bellica implica necessariamente uno slittamento delle priorità collettive, essendo la guerra un cambio di stato e quadro entro cui opera tutta la società, un quadro in cui la protezione della sanità per tutti diviene inevitabilmente una necessità di secondo ordine.

 

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