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19/03/2026

Non siamo tutti uguali: come declinare la medicina di genere in Italia

Il 7 luglio 2025 si è tenuto, presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT), un congresso dal titolo “Medicina di genere e sue applicazioni nella ricerca”. L’iniziativa ha riunito oncologi, biostatistici, psicologi e un’attivista transgender che hanno presentato progetti, dati e testimonianze nell’ambito dell’oncologia di genere, cioè lo studio di come sesso e genere influenzano rischio oncologico, accesso agli screening, diagnosi e andamento della malattia. Il Congresso nasce dalla collaborazione di un gruppo di professionisti sanitari e rappresentanti del mondo associativo aderenti al progetto OncoGender, coordinato dall’INT e dall’Associazione Italiana Oncologia Medica (AIOM). Il progetto, nato nel 2023, ha lo scopo di promuovere una maggiore inclusione delle persone transgender e di genere non conforme (TGnC) nei percorsi oncologici, formazione del personale sanitario e di ricerca sulle tematiche di genere, colmare il gap delle conoscenze scientifiche in questo ambito e sviluppare raccomandazioni e linee guida condivise per l’oncologia di genere. In soli due anni, OncoGender ha prodotto risultati significativi: dalla pubblicazione di un position paper sulle disparità sanitarie delle persone TGnC1 a una revisione sistematica della letteratura sul tema2, fino all’elaborazione di raccomandazioni ufficiali AIOM3.
Diversi i temi trattati; ne riportiamo qui di seguito tre in particolare.

Perché un approccio di genere nella medicina?

È ormai noto che la medicina di genere (MdG) non riguarda la salute della donna, ma studia come sesso e genere influenzano la fisiopatologia umana.4 Oltre al sesso biologico, anche differenze socioeconomiche e culturali contribuiscono allo stato di salute. Come sottolinea Rossana Berardi, ordinaria e ricercatrice in oncologia presso l’Università Politecnica delle Marche, nonché Presidente AIOM dal 10 novembre 2025, la MdG nasce dall’osservazione che molte malattie sono state storicamente considerate e studiate quasi esclusivamente da un punto di vista maschile. Questo avviene principalmente negli studi clinici, dai quali le donne sono sistematicamente escluse per timori legati alle variazioni ormonali, alla potenziale fertilità o a possibili rischi fetali. Questa sottorappresentazione limita di fatto un accesso equo alle terapie.
Berardi ricorda, infatti, che esistono differenze di genere in numerosi ambiti clinici, tra cui l’oncologia, introducendo il concetto di oncologia di genere. Uomini e donne presentano differente incidenza e mortalità tumorale per ragioni biologiche (come la protezione per le femmine offerta dal doppio cromosoma X)5 e comportamentali (maggiore esposizione maschile a fumo e inquinanti insieme a una minore adesione agli screening).6,7 Queste differenze influenzano anche la risposta ai farmaci; pertanto, si parla ormai anche di farmacologia di genere.

Dal binarismo allo spettro: non solo due generi

Tuttavia, la situazione è ancora più complessa: in una prospettiva di MdG, è necessario superare il binarismo di genere e riconoscere anche l’esistenza delle persone intersex e TGnC. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito, circa lo 0,5% della popolazione si identifica come transgender, percentuale che sale all’1-2% nella Generazione Z.8-10 In Italia, pur in assenza di dati ufficiali, alcune indagini collocano il Paese ai primi posti al mondo per percentuale di persone che non si riconoscono nel binarismo di genere.11
Questi dati rendono urgente un’attenzione sanitaria specifica. Sempre più persone intraprendono percorsi di transizione, che possono includere supporto psicologico, terapia ormonale e, in alcuni casi, chirurgia di affermazione di genere, con conseguente modifica dei pathway endocrini. Le terapie ormonali sostitutive, come ogni trattamento farmacologico, vanno valutate per efficacia e sicurezza, anche in relazione ai possibili rischi oncologici.2,12 Come sottolinea Alberto Giovanni Leone, oncologo e ricercatore presso INT, la medicina deve adottare un approccio realmente personalizzato, fondato sul riconoscimento dell’identità e della partecipazione attiva delle persone alle decisioni di cura.

In che modo la ricerca può essere d’aiuto?

Nella sua relazione, Rosalba Miceli, statistica e ricercatrice presso INT, ha fatto emergere il ruolo centrale della statistica per applicare in modo rigoroso la MdG nella ricerca, migliorare le conoscenze disponibili, sviluppare linee guida condivise e garantire cure più eque e personalizzate. La statistica permette, infatti, di progettare studi adeguati, misurare differenze e generare evidenze solide, grazie anche alla disaggregazione dei dati per sesso e genere.
Gli approcci disponibili includono studi osservazionali e randomizzati, utili per individuare disuguaglianze, pattern di malattia, comportamenti a rischio, efficacia degli interventi e fattori prognostici. Questi obiettivi possono essere raggiunti tramite analisi multivariate, che identificano gruppi svantaggiati e stimano l’associazione tra sesso/genere e utilizzo dei servizi sanitari, producendo risultati trasferibili alla salute pubblica. In questa prospettiva, rientra anche il CONSORT Equity (2017),13 che integra l’attenzione alle disuguaglianze nella progettazione e valutazione degli studi.
Miceli ha ricordato che il sesso può agire come fattore prognostico, utile alla stratificazione clinica, o come fattore predittivo, cioè influenzare l’efficacia dei trattamenti. Per ottenere risultati solidi, dunque, è necessario curare tutte le fasi dello studio: ridurre bias di selezione e conferma nella progettazione, ampliare o diversificare i campioni, e, nella conduzione, minimizzare dati mancanti e confondenti privilegiando la qualità dei dati raccolti. Infine, strumenti come intelligenza artificiale, machine learning e big data offrono nuove opportunità per migliorare l’analisi e la robustezza degli studi.

Prospettive future e conclusioni

Il convegno ha integrato aspetti metodologici e clinici con testimonianze di operatori e di un’attivista, offrendo spunti sulle prospettive future della medicina e dell’oncologia di genere in Italia. Tra queste, il gruppo OncoGender ha messo l’accento sull’importanza di introdurre la registrazione del genere in cartella clinica, sostenuta anche dai risultati di un’indagine che ha mostrato un ampio consenso, presentata da Sara Iadecola, ricercatrice INT, e condotta tra pazienti e caregiver dell’INT.
Il tema è al centro del dibattito non solo in oncologia, ma anche in altre patologie croniche che utilizzano database prospettici e registri di patologia, come il Registro Italiano Sclerosi Multipla e Patologie Correlate,14,15 per il quale è stato proposto un emendamento volto a includere la raccolta dell’identità di genere e rafforzare l’impronta della MdG all’interno del progetto.
La raccolta sistematica dei dati e la condivisione di esperienze sono, quindi, essenziali per diffondere la MdG in oncologia e in altre specialità e non solo nella ricerca – ambito in cui l’applicazione è più immediata –, ma soprattutto nella pratica clinica quotidiana, dove può generare un reale miglioramento per le persone.

Conflitti di interesse dichiarati: nessuno.

Bibliografia e note

Leone AG, Casolino R, Trapani D, Miceli R, Massagrande M, Morano F, et al. Position paper of the Italian association of medical oncology on health disparities among transgender and gender-diverse people: the Assisi recommendations. EClinicalMedicine 2023;65:102277. doi: 10.1016/j.eclinm.2023.102277

Leone AG, Trapani D, Schabath MB et al. Cancer in Transgender and Gender-Diverse Persons: A Review. JAMA Oncol 2023;9(4):556-63. doi: 10.1001/jamaoncol.2022.7173

Raccomandazioni “Oncologia di genere”. AIOM 2023. Disponibile all’indirizzo: https://www.aiom.it/2023-raccomandazioni-oncologia-di-genere/ (ultimo accesso: 16.12.2025).

World Health Organization. Gender and health. Disponibile all’indirizzo: https://www.who.int/health-topics/gender (ultimo accesso: 16.12.2025).

Dunford A, Weinstock DM, Savova V et al. Tumor-suppressor genes that escape from X-inactivation contribute to cancer sex bias. Nat Genet 2017;49(1):10-16. doi: 10.1038/ng.3726

AIRC. Salute maschile. Disponibile all’indirizzo: https://airc.it/cancro/prevenzione-tumore/salute-maschile (ultimo accesso: 16.12.2025).

AIRC. Fondazione AIRC in campo per la salute al maschile: prevenzione e screening riducono il rischio di cancro. Ultimo aggiornamento: 26.03.2024. Disponibile all’indirizzo: https://www.airc.it/area-stampa/fondazione-airc-in-campo-per-la-salute-al-maschile-prevenzione-e-screening-riducono-il-rischio-di-cancro (ultimo accesso: 16.12.2025).

Zhang Q, Goodman M, Adams N et al. Epidemiological considerations in transgender health: A systematic review with focus on higher quality data. Int J Transgender Health 2020;21(2):125-37. doi: 10.1080/26895269.2020.1753136

Office for National Statistics. Gender identity, England and Wales: Census 2021. Disponibile all’indirizzo: https://www.ons.gov.uk/peoplepopulationandcommunity/culturalidentity/genderidentity/bulletins/genderidentityenglandandwales/census2021

Ipsos. Pride month 2023: 9% of adults identify as LGBT+. 2023. Disponibile all’indirizzo: https://www.ipsos.com/en/pride-month-2023-9-of-adults-identify-as-lgbt (ultimo accesso: 16.12.2025).

Ipsos. LGBT+ Pride 2023. A 30 Country Ipsos Global Advisor Survey. Disponibile all’indirizzo: https://www.ipsos.com/sites/default/files/ct/news/documents/2023-05/Ipsos%20LGBT%2B%20Pride%202023%20Global%20Survey%20Report%20-%20rev.pdf

Leone AG, Bonadonna S, Cassani C et al. Implications of hormonal carcinogenesis for transgender and gender-diverse people undergoing gender-affirming hormone therapy: an up-to-date review. BMJ Oncol 2024;3(1):e000330. doi: 10.1136/bmjonc-2024-000330

Welch VA, Norheim OF, Jull J et al. CONSORT-Equity 2017 extension and elaboration for better reporting of health equity in randomised trials. BMJ 2017;359:j5085. doi: 10.1136/bmj.j5085

Ponzio M, Battaglia MA, Trojano M et al. Registers as central real world data source: the experience of the Italian Multiple Sclerosis and Related Disorders Register. Epidemiol Prev 2024;48(4-5):361-74. doi: 10.19191/EP24.4-5.A734.074

Paletta P, Mosconi P, Bergamaschi R et al. Sex and Gender Transition of People with Multiple Sclerosis: A Real-World Perspective. Eur J Neurol 2025;32(11):e70409. doi: 10.1111/ene.70409

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