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11/12/2018

La lotta per il bando dell’amianto in Brasile e il 2° Convegno internazionale “Brasile senza amianto”

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Il brasile e l’amianto

Negli ultimi 60 anni, il Brasile ha prodotto circa 8 milioni di tonnellate di amianto crisotilo, contribuendo fino al 15% della produzione globale.1 Piccoli volumi di antofillite sono stati estratti negli stati di San Paolo, Minas Gerais e Alagoas. Si stima che da 6 a 7 milioni di tonnellate di crisotilo rimangano in natura o in uso in prodotti di cemento-amianto, oltre ai materiali per la sigillatura e l’isolamento termico o acustico. Secondo la risoluzione dell’Agenzia nazionale per l’ambiente brasiliana (Conselho Nacional do Meio Ambiente, CONAMA), lo smaltimento di questi materiali dovrebbe avvenire in discariche per rifiuti pericolosi.2 Questa normativa non viene sempre applicata a causa dei costi di smaltimento, inaccessibili alla maggioranza degli utilizzatori di prodotti in cemento-amianto, generalmente cittadini a basso reddito.

Movimenti e istituzioni contro l’amianto

Dal 1994, un piccolo gruppo di tecnici, supportati da sindacati nazionali e organizzazioni internazionali, iniziò un lavoro multidisciplinare per fronteggiare le argomentazioni sulla presunta innocuità del crisotilo e del suo “uso controllato”. Questi sforzi hanno portato istituzioni e università a proporre protocolli di assistenza sanitaria, a realizzare studi epidemiologici e a sostenere il movimento di lavoratori esposti, vittime dell’amianto e familiari. Il 9 dicembre 1995 a Osasco (stato di San Paolo), fu fondata l’Associazione brasiliana degli esposti ad amianto (ABREA), un’organizzazione non governativa senza scopo di lucro riconosciuta di pubblica utilità, che riuniva lavoratori, familiari e vittime. Altri gruppi di esposti si sono uniti ad ABREA per sostenere le lotte contro l’amianto e oggi rappresentano una forma di controllo sociale in favore della giustizia per le vittime.3 Nel 2012 è stato creato il Programma nazionale per il bando dell’amianto a cura del Ministero pubblico del lavoro (Ministério Publico do Trabalho, MPT), che ha iniziato e coordinato azioni amministrative e giudiziarie tuttora in corso in tutto il Paese.
Studi sui lavoratori esposti all’amianto sono stati effettuati in Brasile dal 1950, dimostrando la presenza di malattie correlate all’amianto, ma le stime di incidenza e mortalità non sembrano riflettere gli elevati consumi di questo materiale avvenuti nel corso di decenni. In alcuni periodi, il Brasile rappresentava il quarto più grande consumatore mondiale,4 mentre il tasso di mortalità per mesotelioma nello stato di San Paolo è di circa 2,1 per milione,5 molto inferiore a quello di altri paesi utilizzatori, che è di circa 9,9 per milione.6

Il progetto nazionale di studio sull’amianto

Dopo due audizioni pubbliche convocate nel 2012 dalla Corte suprema (Suprémo Tribunal Federal, STF), fu sottolineata la necessità di studi che utilizzino tutte le fonti di dati esistenti. Così, fu avviato il Progetto interdisciplinare di studi sugli effetti dell’amianto sulla salute, coordinato da Fundacentro e dall’Università federale di Bahia e finanziato dall’MPT, con scopi di formazione di professionisti, sostegno alle politiche di protezione dei malati, dei lavoratori esposti e dei loro familiari e produzione di conoscenza per sostenere la visibilità sociale di questo importante problema di salute, negato dalle imprese e persino da parte del movimento sindacale, in particolare dalla Confederazione nazionale dei lavoratori dell’industria (Confederação Nacional dos Trabalhadores na Indústria, CNTI) e altri sindacati del settore edile.
Questo progetto comprende quattro linee di ricerca:

  1. stima dell’esposizione occupazionale all’amianto;
  2. stima delle malattie correlate all’amianto;
  3. qualità nella diagnosi di mesotelioma;
  4. analisi della distribuzione spaziale delle malattie correlate all’amianto.

La linea 1 prevede la creazione di una coorte retrospettiva nazionale di lavoratori delle industrie che hanno utilizzato l’amianto dal 1985 a oggi, dai dati sui lavoratori attivi o assistiti dalla previdenza sociale (obbligatoria per i dipendenti formali). Per la linea 2, vengono sfruttare varie fonti di dati sanitari (invalidità, assistenza ospedaliera, mortalità, infortuni e malattie sul lavoro, cancro, segnalazioni delle associazioni delle vittime) per ottenere stime più affidabili della frequenza delle malattie da amianto e guidare le azioni di vigilanza. Un aspetto rilevante è la valutazione della sottostima dei casi di malattie da amianto. Questa sottostima ha portato all’esclusione, in un recente studio mondiale, dei dati del Brasile e di altri 44 Paesi con un tasso di mortalità per mesotelioma pari o inferiore a 0,5 per milione (che è considerato il tasso base in assenza di amianto).6
Nonostante gli ostacoli, in particolare la limitazione dell’accesso ai sistemi informativi nominali con informazioni diagnostiche e altri dati chiave per il collegamento tra basi di dati, sono stati ottenuti progressi promettenti. In una recente pubblicazione, i decessi dovuti a mesotelioma o tumore della pleura registrati nell’archivio nazionale dei dati di mortalità aumentavano dopo l’incorporazione dei dati sui decessi ospedalieri, suggerendo una potenziale sottostima del fenomeno usando i certificati di morte.8 Si stanno, inoltre, valutando la prevalenza dell’esposizione e l’identificazione dei lavoratori per il monitoraggio delle condizioni di salute e delle informazioni sui diritti alla protezione e all’assistenza, in collaborazione con il servizio sanitario nazionale brasiliano (Sistema Único de Saúde, SUS), l’MPT, il Ministero del lavoro brasiliano e i movimenti sociali.

Il bando dell’amianto

Il 29 novembre 2017, l’STF ha vietato la produzione, l’uso e la commercializzazione dell’amianto in tutto il territorio nazionale. Questa decisione fu presa incidentalmente nel contesto di un processo circa la validità della legge statale di Rio de Janeiro per vietare l’uso del minerale. In quel momento vi era un vuoto giuridico creato dalla precedente decisione dell’STF, che aveva giudicato incostituzionale la legge federale 9.055/1995 che permetteva l’uso di crisotilo. Tuttavia, il pronunciamento di agosto, che avrebbe messo fine alle azioni dei difensori dell’amianto (come la CNTI) contro le leggi dei singoli Stati (come quella dello Stato di San Paolo), risultava privo di piena efficacia giuridica a causa dell’assenza del quorum minimo di voti. La sentenza di novembre conferì al divieto carattere generale (erga omnes, cioè per tutte le attività e a livello nazionale) e vincolante, senza necessità di approvazione da parte del Congresso nazionale.
Al momento della sentenza, quasi tutte le industrie avevano sostituito l’amianto o erano in procinto di farlo entro la fine del 2017, secondo impegni presi con l’MPT. Tuttavia, l’unica miniera ancora in attività (SAMA, del gruppo Eternit, nello Stato di Goiás) continuava l’estrazione di crisotilo e due aziende del cemento-amianto (Precon nello Stato del Minas Gerais e Precon del gruppo Eternit nello Stato del Goiás) continuavano a utilizzarlo come materia prima.

Stop al bando

Due settimane dopo, l’STF sospendeva il divieto di amianto in tutto il territorio nazionale, condizionandone l’attuazione ai pronunciamenti sui vari ricorsi e mantenendone la validità solo negli Stati che avevano approvato divieti (14 più il Distretto federale di Brasilia).9 La sospensione dell’effetto erga omnes si basava su argomentazioni avanzate dalla CNTI e dall’Istituto brasiliano del crisotilo (IBC), secondo cui ci sarebbe stato «il rischio di danno irreparabile derivante dalla sospensione immediata di estrazione, trasformazione, uso commercializzazione di amianto crisotilo», ma introduceva incertezza giuridica per le imprese che avevano investito in tecnologie senza amianto.

Il 2° convegno internazionale “Brasile senza amianto”

In questo scenario conflittuale, il 2° Seminario internazionale “Brasile senza amianto” (San Paolo, 15-18 maggio 2018),10 ha permesso di esporre i progressi e le aspettative in campo giuridico, medico, epidemiologico e di protezione sociale per le vittime. Ha consentito il dialogo con professionisti e attivisti di Paesi in cui la lotta contro l’amianto e i suoi effetti è più avanzata. La partecipazione delle vittime, dei lavoratori e dei residenti nelle aree contaminate ha dato luogo al confronto di idee e competenze diverse. Sono stati presentati e discussi:

  • la riforma del lavoro del 2017 e il diritto all’ambiente di lavoro libero dall’amianto in Brasile;
  • lo sviluppo del Protocollo nazionale per la diagnosi del mesotelioma pleurico e la presentazione delle opzioni di trattamento delle malattie da amianto;
  • le fonti di dati su esposti e malati per la sorveglianza, la produzione di informazioni e la loro diffusione nella società;
  • il rafforzamento e l’appoggio ai movimenti che sostengono il bando dell’amianto.

Conclusioni

La situazione è di stallo: la miniera e le due imprese del cemento-amianto sono attive. La sospensione dell’effetto erga omnes ha permesso loro di lavorare l’amianto fino a che tutte le azioni legali nei vari Stati non siano completate, il che equivale a un tempo indefinito. Tuttavia, anche senza efficacia pratica, la decisione della Corte suprema è stata importante nella lotta contro l’uso dell’amianto in Brasile, nonché un segnale positivo per quella globale.
La lotta per vietare l’amianto in Brasile è stata il risultato della collaborazione decennale di istituzioni e attivisti in difesa del diritto a un lavoro sano e sicuro, anche per le generazioni future. Questa lotta non è terminata e richiede la collaborazione delle istituzioni e dei movimenti sociali in modo che le vittime abbiano accesso alla protezione sociale e all’assistenza sanitaria, e per evitare condizioni di lavoro che comportano esposizione, in particolare nelle attività di manutenzione, demolizione, rimozione e smaltimento di amianto. I casi di contenzioso legale delle imprese e dei loro sostenitori che difendono posizioni contrarie agli interessi dei lavoratori e della società sono una prova della necessità di mantenere le collaborazioni fra istituzioni e movimenti, per sviluppare strategie utili a garantire le buone pratiche durante la sostituzione, l’eliminazione, il trattamento di rifiuti e la sorveglianza dei lavoratori esposti, la diagnosi e il trattamento delle vittime dell’amianto.
Le sfide per l’eradicazione dell’amianto, la “catastrofe sanitaria del XX secolo”, in Brasile e in altre nazioni che ancora lo usano, sono ben lungi dall’essere vinte. Ma anche le nazioni che hanno bandito l’amianto si trovano di fronte all’eredità di uno sviluppo perverso, basato sull’arricchimento di pochi a scapito della salute della maggioranza.

Bibliografia

  1. Virta RL. Worldwide asbestos supply and consumption trends from1900 through 2003. Circular 1298. Denver, U.S. Department of the Interior, U.S. Geological Survey, 2006. Disponibile all’indirizzo: https://pubs.usgs.gov/circ/2006/1298/c1298.pdf
  2. Resolução conama n. 348, 16.08.2004. Pubblicata in: DOU n. 158, 17.08.2004. Disponibile all’indirizzo: http://www.mma.gov.br/port/conama/legiabre.cfm?codlegi=449
  3. Giannasi F. ABREA. In: Mendes R (ed). Dicionário de saúde e segurança do trabalhador. Novo Hamburgo, Proteção Publicações, 208; pp. 74-75.
  4. Marsili D, Terracini B, Santana VS et al. Prevention of asbestos-related disease in countries currently using asbestos. Int J Environ Res Public Health 2016;13(5). pii: E494
  5. Algranti E, Saito CA, Carneiro AP, Moreira B, Mendonça EM, Bussacos MA. The next mesothelioma wave: mortality trends and forecast to 2030 in Brazil. Cancer Epidemiol 2015;39(5):687-92.
  6. Odgerel CO, Takahashi K, Sorahan T et al. Estimation of the global burden of mesothelioma deaths from incomplete national mortality data. Occup Environ Med 2017;74(12):851-58.
  7. Malta DC, Felisbino-Mendes MS, Machado IE et al. Risk factors related to the global burden of disease in Brazil and its Federated Units, 2015. Rev Bras Epidemiol 2017;20 Suppl 01:217-32.
  8. Santana VS, Algranti E, Campos F et al. Recovering missing mesothelioma deaths in death certificates using hospital records. Am J Ind Med 2018;61(7):547-55.
  9. Associaçao Brasileira dos Expostos ao Amianto (ABREA). Leis de Banimento do Amianto no Brasil. Disponibile all’indirizzo: http://www.abrea.com.br/legisla%C3%A7%C3%A3o/sobre-o-amianto/152-leis-de-banimento-do-amianto-no-brasil.html%22
  10. 2° Seminário Internacional Brasil sem Amianto: uma abordagem da Saúde do Trabalhador. 15-18 maggio 2018. Disponibile all’indirizzo: http://brasilsemamianto.com.br/
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