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19/03/2026

Analisi dell’uso dei farmaci in età pediatrica: come i dati real-world possono approfondire le conoscenze di un fenomeno complesso

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Contesto

Le conoscenze sull’uso dei farmaci in pediatria sono ad oggi ancora molto lacunose e necessiterebbero di maggiore approfondimento e analisi, soprattutto alla luce dell’ampio utilizzo registrato in questa popolazione. L’ultimo rapporto OsMed, L’uso dei farmaci in Italia, segnala che, nel corso del 2024, circa il 50,9% della popolazione pediatrica italiana ha ricevuto almeno una prescrizione farmaceutica.1 Tenendo conto delle difficoltà legate alla realizzazione di studi preregistrativi in questa popolazione, spesso si ricorre a un uso off-label impiegando farmaci immessi in commercio senza indicazioni in ambito pediatrico. Nonostante l’introduzione del Regolamento n. 1901/2006 nel 20072 e dei successivi aggiornamenti, pensati per favorire e regolamentare un iter di sperimentazione e approvazione di farmaci in ambito pediatrico, l’impiego off-label in questa popolazione rimane ancora rilevante. Secondo un rapporto della Comunità europea pubblicato nel 2019, in ambito ospedaliero la percentuale di prescrizioni off-label nei bambini varia dal 13% al 69%; in Italia, questo range va dal 28% al 66%.3 A queste considerazioni, si aggiunge una crescente consapevolezza della necessità di colmare le carenze conoscitive riguardanti non solo i farmaci, ma, più in generale, la fisiologia e la patologia del corpo umano, legate al punto di vista “androcentrico” che da sempre ha accompagnato la ricerca medica e la pratica clinica.4 La medicina di genere, infatti, riguarda anche l’ambito pediatrico, dove, come riportato nelle recenti linee guida pubblicate dalla Società Italiana di Pediatria, numerose sono le patologie che mostrano delle differenze tra i due sessi nella prevalenza, nel decorso clinico e nella prognosi.5
In questo contesto, è stato condotto uno studio per analizzare da un punto di vista descrittivo l’uso dei farmaci nella popolazione pediatrica assistita nel territorio laziale. Questa analisi è stata svolta attraverso l’interrogazione di diverse banche dati sanitarie; in particolare, il Sistema informativo della farmaceutica, tramite il quale vengono raccolti e gestiti in modo sistematico dati real-world riguardanti la prescrizione e l’erogazione dei farmaci rimborsati dal SSN, classificati secondo il Sistema di classificazione Anatomico Terapeutico e Chimico (ATC). L’analisi ha riguardato la popolazione pediatrica (età <18 anni) assistita nel Lazio al 01.01.2022 facendo approfondimenti per classe di età (0-2, 3-5, 6-13, 14-17 anni) e per sesso biologico. Inoltre, ci si è focalizzati su specifiche categorie terapeutiche e singoli principi attivi; in particolare, quando veniva riscontrata una differenza statisticamente significativa tra maschi e femmine.

Utilizzo di farmaci nella popolazione pediatrica: quali sono le categorie più utilizzate

La proporzione di utilizzatori di farmaci nella popolazione pediatrica mostra un andamento simile fra maschi e femmine: diminuisce progressivamente all’aumentare dell’età, per poi risalire nella classe 14-17 anni. Fino ai 13 anni, la prevalenza d’uso è lievemente superiore nei maschi, mentre nella classe 14-17 anni il valore risulta più elevato nelle femmine. 
L’analisi per gruppo anatomico principale (1° livello ATC) mostra che gli antimicrobici generali per uso sistemico (categoria J), i farmaci che agiscono sull’apparato respiratorio (categoria R) e i preparati ormonali sistemici, esclusi quelli sessuali e insuline (categoria H), oltre a essere i farmaci più utilizzati in questa popolazione, presentano valori di prevalenza d’uso leggermente più alti nei maschi rispetto alle femmine. Subito dopo queste categorie, i farmaci che agiscono sull’apparato gastrointestinale e metabolismo (categoria A), su sangue e organi emopoietici (categoria B) e sul sistema nervoso centrale (categoria N) sono quelli con prevalenza d’uso maggiore, dove l’utilizzo sembra essere più alto nelle femmine rispetto ai maschi. Su queste sei categorie terapeutiche sono stati effettuati approfondimenti specifici.

Antimicrobici generali per uso sistemico, farmaci che agiscono sull’apparato respiratorio e preparati ormonali sistemici

Il maggiore uso di questi farmaci nei maschi suggerisce una più elevata suscettibilità alle infezioni e allo sviluppo di malattia infettiva o allergica. I sistemi di riconoscimento delle componenti esterne, inclusi i vari agenti infettivi, così come molti dei meccanismi immunitari attivati per eliminarli, risultano, infatti, generalmente più efficienti nelle femmine verosimilmente a causa di influenze ormonali e di fattori genetici ed epigenetici determinanti la risposta immunitaria.5-7 Tuttavia, infezioni di tipo genitourinario si presentano con maggiore frequenza negli individui di sesso femminile rispetto a quelli di sesso maschile,8 come mostrato dall’uso prevalentemente femminile del principio attivo fosfomicina (J01XX01) (7‰ nelle femmine e 1‰ nei maschi), antibiotico con indicazione specifica per infezione delle vie urinarie. Se, da un lato, la maggiore efficienza del sistema immunitario nelle femmine ne riduce la suscettibilità alle infezioni da agenti esterni, dall’altro, è considerata una delle ragioni della maggiore frequenza di malattie autoimmuni nel sesso femminile.5 Questo dato viene confermato dall’uso nettamente maggiore della levotiroxina sodica (H03AA01) nelle femmine, soprattutto nell’ultima classe di età (14-17) (7‰ nelle femmine e 3‰ nei maschi), farmaco utilizzato nella tiroidite autoimmune, malattia tiroidea a prevalenza femminile che raggiunge un picco in età adolescenziale.9 Risulta interessante il dato sull’uso della somatropina (H01AC01), principio attivo utilizzato nei disturbi della crescita dovuti a insufficienza di ormone somatotropo, che, coerentemente con la maggior frequenza di questa condizione nei bambini, viene utilizzato più nei maschi, soprattutto nella classe 14-17 anni (oltre l’1‰ nei maschi e meno dello 0,5‰ nelle femmine). Tuttavia, studi recenti suggeriscono un possibile bias prescrittivo, legato all’aspettativa che i maschi debbano “crescere di più” rispetto alle femmine.10

Farmaci agenti su apparato gastrointestinale, metabolismo, sangue e organi emopoietici

L’utilizzo di queste categorie è simile fra maschi e femmine fino alla classe 6-13 anni, per poi aumentare nelle femmine nella classe 14-17 anni. Tuttavia, fra i farmaci che agiscono sull’apparato gastrointestinale e il metabolismo, le insuline e analoghi (A10A) risultano costantemente più utilizzate nei maschi, coerentemente con la maggior frequenza del diabete di tipo 1 in questo sesso.11 Tra i farmaci di questa categoria, è interessante il risultato ottenuto in due specifici principi attivi: colecalciferolo (A11CC05) e metformina (A10BA02). Il colecalciferolo (vitamina D) presenta una prevalenza d’uso molto elevata nella classe 0-2 anni, intorno al 65‰ sia nei maschi sia nelle femmine, in linea con le raccomandazioni di supplementazione nel primo anno di vita per garantire uno stato adeguato di vitamina D e prevenire il rachitismo nutrizionale.12 La metformina è più utilizzata nelle femmine, in particolare nella classe 14-17 anni (6‰ nelle femmine e meno del 2‰ nei maschi), fenomeno emergente in età adolescenziale verosimilmente associato agli effetti metabolici e sull’insulino-resistenza legati alla policistosi ovarica, la quale aumenterebbe il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.13,14 Per quanto riguarda i farmaci agenti su sangue e organi emopoietici, la prevalenza d’uso più alta nelle femmine potrebbe essere dovuta al trattamento dell’anemia sideropenica (da carenza di ferro), la cui prevalenza, pur simile nei primi anni di vita, diventa maggiore nelle femmine in età fertile, generalmente in relazione ai disturbi del ciclo mestruale.

Farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale

Su questa categoria terapeutica, occorre porre particolare attenzione soprattutto alla luce del recente rapporto OsMed, in cui è stato sottolineato un aumento del 4,1% nel 2024 rispetto al 2023 nella popolazione pediatrica.1 
In particolare, sono stati analizzati gli antiepilettici (N03A), gli antipsicotici (N05A) e gli antidepressivi (N06A). Gli antiepilettici risultano leggermente più utilizzati nei maschi (6‰ nei maschi e 5‰ nelle femmine), probabilmente in linea con la maggiore prevalenza di epilessia nel sesso maschile rispetto al femminile, sia per cause genetiche sia per forme febbrili.15 Gli antipsicotici mostrano una prevalenza d’uso più alta nelle femmine rispetto ai maschi nella classe 14-17 anni (15‰ nelle femmine e meno del 9‰ nei maschi), questi farmaci trovano impiego in diverse condizioni, fra cui i disturbi psicotici, i gravi disturbi dell’umore e gli stati di agitazione psicomotoria. Queste condizioni stanno subendo un incremento negli individui di sesso femminile, anche in età pediatrica, fenomeno potenzialmente associato anche al periodo pandemico.16 Per quanto riguarda l’utilizzo degli antidepressivi, anche in questo caso risulta più alto nelle femmine, soprattutto nella classe 14-17 anni (15‰ nelle femmine e 5‰ nei maschi), in linea con la maggiore prevalenza della depressione nel sesso femminile, disturbo che insorge spesso in adolescenza. Non si esclude, inoltre, una sottodiagnosi nel sesso maschile, legata alla ridotta propensione, per questo sesso e in questa classe d’età, a parlare delle proprie difficoltà interiori, soprattutto a causa di “norme sociali”.17

Conclusioni

I risultati della presente analisi confermano che l’impiego dei farmaci in età pediatrica rappresenta un fenomeno complesso in cui interagiscono fattori biologici, epidemiologici, sociali e culturali. L’analisi descrittiva dei dati real-world si è rivelata uno strumento prezioso per rappresentare in maniera realistica l’uso dei farmaci in questa popolazione, dove le differenze tra i sessi, particolarmente evidenti in adolescenza, sottolineano l’importanza di integrare la prospettiva del sesso biologico nella valutazione dei bisogni di salute e nelle decisioni terapeutiche. Studi futuri su dati real-world potranno fornire spunti di riflessione per migliorare l’appropriatezza terapeutica e per rispondere in maniera più adeguata ai bisogni emergenti in una popolazione come quella pediatrica, ancora poco rappresentata nei trial clinici, in cui il ricorso all’uso off-label rappresenta ancora una criticità rilevante e dove considerazioni relative alla medicina di genere sono attualmente carenti.

Conflitti di interesse dichiarati: nessuno.

Bibliografia

  1. L’uso dei farmaci in Italia. Rapporto Nazionale Anno 2024. Roma, Agenzia Italiana del Farmaco, 2025. Disponibile all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/-/l-uso-dei-farmaci-in-italia-rapporto-osmed-2024
  2. European Parliament and Council of the European Union. Regulation (EC) No 1901/2006 of 12 December 2006 on medicinal products for paediatric use. Off J Eur Union 2006;L378:1-19.
  3. European Commission, Directorate-General for Health and Food Safety. Off-label use of medicinal products in the European Union. 2019. Disponibile all’indirizzo: https://op.europa.eu/it/publication-detail/-/publication/ecf85518-d376-11e9-b4bf-01aa75ed71a1
  4. Merone L, Tsey K, Russell D, Nagle C. Sex Inequalities in Medical Research: A Systematic Scoping Review of the Literature. Womens Health Rep (New Rochelle) 2022;3(1):49-59. doi: 10.1089/whr.2021.0083
  5. Società Italiana di Pediatria. Guida alle differenze di genere in età pediatrica. Roma, SIP, 2022. Disponibile all’indirizzo: https://sip.it/3d-flip-book/guida-alle-differenze-di-genere-in-eta-pediatrica/
  6. Ortona E, Pierdominici M, Maselli A, Veroni C, Aloisi F, Shoenfeld Y. Sexbased differences in autoimmune diseases. Ann Ist Super Sanita 2016;52(2):205-12. doi: 10.4415/ANN_16_02_12
  7. Jaillon S, Berthenet K, Garlanda C. Sexual dimorphism in innate immunity. Clin Rev Allergy Immunol 2019;56(3):308-21. doi: 10.1007/s12016-017-8648-x
  8. Kaufman J, Temple-Smith M, Sanci L. Urinary tract infections in children: an overview of diagnosis and management. BMJ Paediatr Open 2019;3(1):e000487. doi: 10.1136/bmjpo-2019-000487
  9. Berti I, Giuseppin I, Meneghetti R. L’ipotiroidismo dalla nascita in poi. Medico e Bambino pagine elettroniche 2005;8(3). Disponibile all’indirizzo: https://www.medicoebambino.com/_ipotiroidismo_ormoni_TSH_tiroide_nascita_iodio
  10. Henry RK, Mamilly L, Chaudhari M, Klamer BG, Nikahd M, Pyle-Eilola AL. Beyond the bias! Sex distribution in paediatric growth hormone deficiency reexamined. Clin Endocrinol (Oxf) 2024;100(5):441-46. doi: 10.1111/cen.15047
  11. Relazione al Parlamento sullo stato delle conoscenze e delle nuove acquisizioni in tema di diabete mellito. 2023. Legge 16 marzo 1987, n. 115. Disponibile all’indirizzo: https://www.salute.gov.it/new/it/pubblicazione/relazione-al-parlamento-2024-sullo-stato-delle-conoscenze-e-delle-nuove-acquisizioni/
  12. Saggese G, Vierucci F, Prodam F et al. Vitamin D in pediatric age: consensus of the Italian Pediatric Society and the Italian Society of Preventive and Social Pediatrics, jointly with the Italian Federation of Pediatricians. Ital J Pediatr 2018;44(1):51. doi: 10.1186/s13052-018-0488-7
  13. Iafusco D, Cardella F, Rabbone I. Il diabete mellito di tipo 2 dell’adolescente. Il Diabete 2020;32(1):1-12
  14. Mandvia A, George R, Kumari K et al. Comparative efficacy of metformin and combined oral contraceptives in the management of adolescent polycystic ovary syndrome: a systematic review of randomized controlled trials. Cureus 2025;17(5):e83850. doi: 10.7759/cureus.83850
  15. Tricomi G. Le epilessie in età pediatrica: inquadramento diagnostico. Quaderni ACP 2014;21(3):100-9.
  16. Clavenna A, Cartabia M, Fortino I, Bonati M. Burden of the COVID-19 pandemic on adolescent mental health in the Lombardy Region, Italy: a retrospective database review. BMJ Paediatr Open 2024;8(1):e002524. doi: 10.1136/bmjpo-2024-002524
  17. UNICEF. Technical Note on Gender in Adolescent Mental Health. 2024. Disponibile all’indirizzo: https://knowledge.unicef.org/mental-health-and-psychosocial-support/resource/technical-note-gender-adolescent-mental-health
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