Lettere
11/02/2021

L’effetto del lockdown per COVID-19 sulla riduzione delle patologie aerodiffuse, come il morbillo

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Il morbillo si trasmette per via aerea, attraverso le goccioline di saliva emesse con tosse, starnuti o semplicemente parlando,1 e può assumere un decorso particolarmente grave e prolungato in persone con alterazioni del sistema immunitario, con persistenza dell’eliminazione del virus per molte settimane dopo la fase acuta. Le organizzazioni mondiali promuovono numerose iniziative volte al debellamento di questa malattia. Secondo i dati raccolti da OMS, UNICEF, GAVI e dal Sabin Vaccine Institute, da marzo 2020 l’esecuzione delle attività vaccinali di routine è stata ostacolata in maniera sostanziale in almeno 68 Paesi del mondo, mettendo 80 milioni di bambini sotto l’anno di vita a rischio verso malattie gravi come la difterite, il morbillo e la poliomielite.2-4
Oltre la metà (53%) dei 129 Paesi di cui sono disponibili i dati ha riportato interruzioni dei servizi vaccinali da moderate a gravi o una loro sospensione totale. I motivi dell’interruzione dei servizi vaccinali durante la pandemia di COVID-19 sono vari: distanziamento fisico, paura di contrarre il virus, carenza di operatori e di materiale sanitario.5-7 In Italia, i servizi vaccinali sono stati gestiti a livello regionale in base alle misure restrittive adottate e alla gravità della pandemia presente sul territorio, visti i gravi scenari che si sono presentati.8-11
Considerata l’importanza della diffusione della pandemia di SARS-CoV-2, risulta fondamentale analizzare gli effetti di quanto messo in evidenza sulla diffusione di altre malattie infettive, come il morbillo, per mettere in risalto l’efficacia delle misure di distanziamento e fare previsioni a medio/lungo termine della curva epidemica sotto differenti scenari di gestione dell’epidemia.12-22

L’andamento del numero di casi di morbillo a partire dal 2000 riportato nel database istituzionale Surveillance Atlas of infectus diseases23 dimostra una riduzione nella somministrazione dei vaccini antimorbillo; in particolare, nel 2020 si registrano i valori più bassi degli ultimi anni. L’effetto di questa riduzione è abbastanza chiaro e preoccupante; infatti, i dati pubblicati dall’Istituto superiore di sanità per la sorveglianza al morbillo riportano che dei 98 casi registrati in Italia nel 2020, 87 non erano vaccinati (il 92,6%). Inoltre, Il 50% dei casi (n. 49) si è verificato in persone tra 15 e 39 anni di età. Tuttavia, l’incidenza più elevata si è verificata nei bambini con meno di cinque anni di età (11 casi; 11,3% del totale). Sono stati segnalati cinque casi in bambini sotto l’anno di età (incidenza: 11,4 casi/1.000.000). Quindi, per il 2021 ci si dovrebbe aspettare un aumento vertiginoso dei casi di morbillo, come accaduto nel 2017. È noto che una diminuzione delle vaccinazioni può inevitabilmente indurre una maggiore diffusione delle malattie infettive sul territorio, ma in questo caso non sono stati considerati a pieno anche gli aspetti e gli effetti delle misure eccezionali intraprese, come il lockdown. Infatti, come riportato in tabella 1 (dati estratti da ECDC Monthly measles and rubella monitoring report August 2020), si osserva che, a partire da febbraio 2020, c’è stata netta riduzione del numero di casi di morbillo in tutti i Paesi: in Italia e Francia il numero di casi si è ridotto a zero a partire dal mese di aprile. In figura 1 si riporta graficamente il numero di contagi di morbillo in Italia a partire da gennaio 2019 fino ad agosto 2020 con una netta riduzione dei casi.

In figura 1 sono riportati i dati relativi all’Italia ed è stato confrontato l’andamento del numero di casi limitatamente al periodo 2019-2020: si nota che nei mesi di marzo-aprile 2019 c’è stato un incremento dal 30% al 70% di casi di morbillo registrati rispetto ai mesi invernali precedenti, non confermato nel 2020. In Italia, infatti, le misure restrittive sono state introdotte a febbraio con chiusura totale il 22 marzo 2020 per tutte le regioni,18 arrivando, così, ad avere 9 casi di malati di morbillo nel mese di marzo e nessun contagiato di morbillo nei mesi di aprile, maggio, giugno, luglio e agosto. Ovviamente, questa è una fotografia molto circoscritta rispetto a una serie storica dell’incidenza del morbillo in Italia, ma serve per focalizzare al meglio l’attenzione sulla correlazione tra i dati del morbillo e le misure di distanziamento messe in atto nel 2020.

A oggi, non ci sono studi che si sono occupati della correlazione tra la pandemia di SARS-CoV-2 e le malattie infettive come il morbillo e dei suoi possibili effetti. Come riportato all’inizio, l’incidenza delle malattie infettive non può essere sottovalutata e più volte è stato sottolineato che in questo periodo le normali campagne vaccinali hanno dovuto subire stalli a causa della diffusione di COVID-19 e delle altre emergenze in atto a livello globale. La scelta di analizzare in questo lavoro solamente la diffusione del morbillo è legata alla carenza di dati per le altre malattie; infatti, la riduzione dovrebbe essere evidente per tutte le patologie aerodiffusive, come tubercolosi, meningiti meningococciche pneumococciche e da emofilo, pertosse, difterite, scarlattina, oltre che morbillo e rosolia.
Si è voluta qui mettere in risalto la possibile correlazione tra la curva del contagio da SARS-CoV-2 e quella delle altre malattie infettive maggiormente monitorate a livello internazionale, suggerendo come l’introduzione di rigide norme di comportamento abbia permesso di limitare la diffusione delle malattie che si trasmettono con le medesime modalità di SARS-CoV-2. È un primo passo per numerose ricerche e implementazioni, che, effettuando una sovrapposizione di maggiori informazioni, potrebbero influenzare l’andamento epidemiologico del virus in relazione ad altre malattie.

Conflitti di interesse dichiarati: nessuno.

Bibliografia

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  6. World Health Organization. Guiding principles for immunization activities during the COVID-19 pandemic: interim guidance, 26 March 2020. Disponibile all’indirizzo: https://apps. who.int/ iris/bitstream/handle/10665/331590/WHO2019 -nCoV-immunization_services-2020.1-eng.pdf
  7. GAVI The Vaccine Alliance. COVID-19: massive impact on lower-income countries threatens more disease outbreaks. 03.04.2020. Disponibile all’indirizzo: https://www.gavi.org/news/media-room/covid-19-massive-impact-lower-incom... (ultima consultazione: 11.04.2020).
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