Interventi
07/03/2012

Lezione dalla "Sindrome di Quirra" - Più epidemiologia e più prevenzione

Il presente intervento discute

  • il richiamo fatto nell’articolo di P. Cocco alla percezione di eccessi di mortalità per neoplasie del sistema emolinfopoietico nella Sardegna sud-orientale
  • la segnalazione di eccessi in aree diverse da quella di specie,
  • la chiamata in causa delle istituzioni per il non uso delle evidenze scientifiche.

Il punto di partenza della vicenda è la segnalazione nel 2001 da parte di un medico di base di un eccesso di mortalità per tumori del tessuto emolinfopoietico localizzato nella frazione di Quirra e di un eccesso di malformazioni congenite nel comune di Escalaplano. Cocco cita quattro studi epidemiologici indipendenti che hanno escluso aumenti dell’incidenza e della mortalità neoplastica nei comuni circostanti il poligono del Salto di Quirra. A proposito di ciò, il presente intervento solleva i seguenti interrogativi:

  • perché in un’area dove i problemi ambientali, di preoccupazione e di percezione delle comunità locali erano presenti già prima del 2001 non è mai stato attivato uno specifico programma di sorveglianza epidemiologica?
  • perché dopo la segnalazione delle malformazioni non è stata svolta alcuna indagine epidemiologica e neanche di fattibilità di un registro?
  • è stata valutata a priori l’abilità dei quattro studi epidemiologici citati di identificare eccessi di rischio plausibili?

Per discutere le conclusioni di Cocco vengono suggerite riflessioni sui limiti metodologici degli studi, sulla mancanza di studi geografici su base sub-comunale e di tipo eziologico.
La vicenda è rappresentativa dei problemi di comunicazione, di partecipazione e delle relazioni tra portatori di interessi, ed in particolare del ruolo dei ricercatori rispetto agli amministratori.

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