Editoriali
14/03/2024

L’importanza del dettaglio nell’epidemiologia dei tumori

In questo numero di E&P, pubblichiamo il contributo di Ivan Rashid e colleghi,1 che delinea una dettagliata “Panoramica dei numeri del cancro in Italia”.

Negli ultimi anni, a seguito del venir meno della piena operatività della Banca Dati AIRTUM e in attesa della sua ricostituzione nell’ambito del Registro Tumori Nazionale, la comunicazione sui dati dei tumori in Italia è stata veicolata attraverso la pubblicazione I numeri del cancro, che ogni anno fornisce stime previsionali del numero di nuovi casi interpolando proiezioni quinquennali effettuate dalla IARC di Lione a livello globale su dati dei registri tumori al 2012: questo tipo di comunicazione, pur con i limiti metodologici intrinseci alla sua impostazione, ha certamente il pregio di mantenere alta l’attenzione della programmazione e della politica sulle malattie neoplastiche, in particolare su quelle più frequenti; tuttavia, se non accompagnata da analisi più puntuali, rischia di non valorizzare appieno la complessità dell’imponente lavoro dei registri tumori italiani.

L’attività di registrazione delle neoplasie, pur in un quadro di favorevole evoluzione normativa e regolamentare, sconta ancora difficoltà nell’accesso a dati, che risultano frammentati, di qualità variabile, diversamente disponibili nelle differenti realtà regionali; questo aspetto, unito all’intrinseca laboriosità del processo di raccolta, registrazione e codifica, comporta un ritardo nella comunicazione dei dati che è, nelle realtà più virtuose, di almeno due anni. Ma questa attività è vitale e necessaria ed è importante che rimanga centrale anche nella percezione degli operatori e dei cittadini: la pubblicazione della 12a edizione del volume Cancer Incidence in Five Continents ha consentito alla IARC di aggiornare la già citata previsione di nuovi casi per il 2023 anche per l’Italia che, dagli iniziali 395.000 riportati da I numeri del cancro 2023, arriva a circa 410.000. Senza il costante impegno dei registri tumori, non sarebbe stato possibile.

Tre obiettivi

Il lavoro di Rashid e colleghi, quindi, coglie l’opportunità della nuova pubblicazione IARC per fare il punto su dati italiani aggiornati al 2013-2017. L’articolo coglie tre obiettivi:

  1. utilizzare i dati reali dei registri tumori italiani per restituire un quadro dell’epidemiologia del variegato fenomeno dell’incidenza dei tumori in Italia cogliendone la complessità e, quindi, la necessità di dettaglio;
  2. affrontare il tema del rigore nelle analisi anche in termini di qualità dei dati e standardizzazione dei denominatori utilizzati;
  3. (ri)mettere a disposizione della comunità scientifica i dati per ulteriori elaborazioni, in una logica che sostanzia operativamente il principio della libera circolazione dei dati, in un momento di oggettiva difficoltà della comunità dell’epidemiologia che vede sempre più compresso l’accesso alle informazioni necessarie per svolgere compiutamente il proprio lavoro.

Due spunti interessanti

Gli autori approfondiscono due tematiche rilevanti:

  1. la rilettura dei tassi del Sud Italia;
  2. un approfondimento sull’epidemiologia dei tumori polmonari.

In entrambi i casi emerge l’area delle province di Napoli e Caserta che deve essere, per gli autori, considerata separatamente per peculiarità sociodemografiche e dei rischi di neoplasia.

Dati dettagliati a disposizione di ricercatori, registri tumori e programmatori sanitari

Da diversi anni, non erano disponibili tassi nazionali di incidenza per area, genere, classe di età e tumore: nell’articolo, utilizzando i dati di 36 registri tumori italiani, si colma questa lacuna, anche offrendo tassi di riferimento che consentono di esplorare la variabilità geografica beneficiando dello sforzo compiuto dagli autori per standardizzare, controllare e riorganizzare i dati, restituendoli in un database disponibile per ulteriori analisi.

La ricchezza del materiale supplementare rappresenta quindi uno stimolo: il dettaglio, in questo caso, non è inteso come mero esercizio di accumulo di statistiche, ma come chiave di lettura del complesso argomento dell’epidemiologia dei tumori e qualità della descrizione epidemiologica. Immaginiamo che questa mole di dati possa stimolare i registri tumori a fare confronti e il ricercatore a condurre ulteriori analisi.

Bibliografia

  1. Rashid I, Cozza V, Bisceglia L. Panoramica sui numeri del cancro in Italia. Epidemiol Prev 2024;48(1):24-39.
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