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12/08/2022

Facciamo i conti sull'epidemia da Covid dal 24 febbraio 2020 all'8 agosto 2022

Sai ched'è la statistica? È na' cosa
che serve pe fà un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.
Ma pè me la statistica curiosa
è dove c'entra la percentuale,
pè via che, lì, la media è sempre eguale
puro co' la persona bisognosa

Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d'adesso
risurta che te tocca un pollo all'anno:
e, se nun entra nelle spese tue,
t'entra ne la statistica lo stesso
perch'è c'è un antro che ne magna due.

Trilussa

Dal 24 febbraio 2020 il Ministero della Salute e la Protezione Civile hanno quotidianamente pubblicato dati di incidenza e prevalenza degli eventi della pandemia di Covid.

Si consideri che rispetto ai dati qui riportati potrebbero esserci piccole variazioni dovute a successive rettifiche che non abbiamo inserito nel nostro archivio, rettifiche che però riteniamo del tutto marginali.

I dati registrati riguardano gli eventi registrati e non quelli che potrebbero essere stati gli eventi reali: i contagi notificati sono solo le diagnosi di positività comunicati alle ASL e non riguardano casi non diagnosticati ovvero casi diagnosticati ma non trasmessi.

Le giornate di ricovero sono giornate di pazienti ricoverati con positività e non necessariamente ricoverati per cause cliniche inerenti il contagio da Covid e lo stesso avviene per i decessi.

Infine per i tamponi si consideri che sino all'ottobre del 2021 venivano registrati solo i tamponi molecolari e inoltre dalla primavera del 2022 si sono molto diffusi i tamponi cosiddetti "fai da te" che non danno esito alla registrazione.

Queste riportate in tabella sono le frequenze, le medie per 1.000 residenti e per giornata dell'epidemia... Trilussa chissà che ci dirà ...

Se si calcola per ogni serie di dati la media mobile a sette giorni per eliminare la ciclicità settimanale, che è molto elevata, e poi si dividono i dati della serie per la loro media, si possono facilmente analizzare gli eventi confrontandoli tra di loro come di seguito riportato.

Contagi, incidenza e prevalenza

Il trend della prevalenza è molto simile a quello dell'incidenza anche se, come è evidente, la prevalenza segue di qualche giorno l'incidenza. Se rapportate alle medie dell'intero periodo la crescita è stata molto importante a partire dal dicembre 2021. Sulla crescita di questa ha sicuramente influito, almeno in parte, la necessità di certificazione della propria negatività in chi non disponeva di Green Pass: aumentando i tamponi effettuati si sono diagnosticati anche molti asintomatici che non sarebbero stati in altro modo diagnosticati. Un'altra causa dell'aumento dell'incidenza sembra possa comunque essere attribuita alla cresciuta contagiosità della variante Omicron e anche alla riduzione delle misure di contenimento prescritte.

Una stima, seppur grossolana, della durata dello stato di contagiosità può essere ottenuto dal rapporto tra prevalenza e incidenza (durata=prevalenza/incidenza). La tendenza della durata dello stato di positività è stata di decrescita dall'inizio della pandemia tra i 40 e i 20 giorni con due picchi a primavera 2020 e a primavera 2021 dovuti probabilmente alla repentina diminuzione dell'incidenza rispetto alla prevalenza.

Contagi e tamponi

I tamponi hanno avuto un andamento oscillante ma leggermente decrescente, sino all'ottobre 2021, quando sia l'ammissione dei tamponi antigenici sia l'obbligo del certificato di negatività al posto del Green Pass lo ha fatto scattare in su sino a superare il milione di tamponi al giorno (una punta di 1.481.349 a 18 gennaio 2022). La forma dell'andamento dei tamponi non è molto differente da quella dei contagi e si nota che nei periodi di minor contagi i tamponi erano ugualmente frequenti, ma viceversa quando i fattori che ne hanno determinato la crescita erano presenti, i contagi sono cresciuti ma non con uguale intensità; ciò fa ritenere che non vi sia una forte dipendenza del numero di contagi dal numero di tamponi.

Se si divide il numero di tamponi per il numero di positivi diagnosticati si intravvedono tre picchi: il primo a fine primavera 2020 quando i contagi si erano molto diradati, come successo poi anche nell'estate 2021, e a fine 2021 per le ragioni prima accennate.

Esaminando il solo 2022 si nota una riduzione di tamponi da 8 a 5 per caso positivo diagnosticato. Normalmente viene diffuso l'inverso di questo indice e viene chiamato "tasso di positività" ma pare chiaro che il suo valore dipende più dal numero di tamponi effettuato che dalla contagiosità del virus.

Contagi e ospedalizzazione

Nel primo mese della pandemia venivano diagnosticati praticamente solo i contagiati che si presentavano negli ospedali e comunque sino all'inverno 2021 l'andamento relativo dei ricoveri è sempre stato maggiore di quello dei contagiati. Gli andamenti invece della prevalenza dei ricoverati in terapia intensiva è stata molto simile a quella di tutti i ricoverati sino all'inizio del 2022 in cui si è invece ridotta.

Calcolando il rapporto tra le due prevalenze, il loro andamento relativo è ancora più chiaro: a febbraio 2020 i ricoverati erano addirittura quasi il 70% dei contagiati per poi ridursi di molto sino a scendere ultimamente sotto all'1%. Questa diminuzione è da attribuire prevalentemente alla percentuale di vaccinati nella popolazione e forse anche a una minor gravità delle patologie indotte dalle nuove varianti del virus. La percentuale dei ricoverati in terapia intensiva è anch'essa diminuita molto dopo il primo mese della pandemia per crescere poi nel 2021 e diminuire nel 2022 arrivando ultimamente al valore del 3,5%.

Contagi, decessi e ricoveri

L'andamento dei decessi non cambia molto se riferiti all'andamento della prevalenza e dell'incidenza dei contagiati. L'unica differenza è che rispetto alla prevalenza l'andamento è quasi sincrono mentre rispetto all'incidenza l'andamento dei decessi è ritardato di circa tre settimane.

La letalità dei prevalenti ha raggiunto all'inizio della pandemia il valore di 1.600 decessi su centomila contagiati prevalenti e la letalità dei contagiati incidenti ha superato il 20%. A fine 2020 e nella prima meta del 2021 la letalità dei prevalenti ha toccato i 100 su centomila e quella degli incidenti i 40 su mille. Nel 2022 la letalità dei prevalenti è scesa sotto i 10 su centomila contagiati e quella degli incidenti sotto il 2 per mille contagi. Si osservi però che per una stima corretta la letalità sui contagiati incidenti deve essere calcolata rispetto ai contagiati di tre settimane precedenti come riportato nel grafico seguente.

Infine l'andamento dei deceduti è del tutto simile a quello della prevalenza di ricoverati e questo significa che tra i casi gravi che richiedono un ricovero la letalità è rimasta abbastanza simile sin da inizio pandemia sul valore dell'1,5% dei decessi rispetto ai ricoverati.

Ha ragione Trilussa?

Sicuramente si, o quasi, perché l'analisi della complessità della pandemia non può certo considerarsi esaurita calcolando delle medie e descrivendone gli andamenti! Ma questi sono elementi importanti da considerare perché danno la misura della gravità di quanto è successo e sta succedendo. È certamente importante analizzare l'epidemia per età e per genere della popolazione e ancor più analizzarla per territorio, e non solo per Regione o Provincia ma anche per tipologia dei comuni di residenza, montani, rivieraschi, agricoli, industriali o cittadini. Quando poi saranno disponibili i dati delle schede ospedaliere (SDO) e i dati delle schede di morte sarà interessante analizzarle per capirne un po' di più.

Se una popolazione mangia due polli a testa e un'altra solo uno, significa che le due popolazioni hanno diversi tenori di vita anche se poi la variabilità tra i cittadini di entrambe potrebbe essere elevata. Quindi Trilussa un po' di ragione ce l'ha ma non troppa ...

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