Ma le visite sanitarie saranno sempre di più a pagamento?
Il Natale del 1978 ci ha portato un gran regalo: la legge 833 che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale il cui principio base è molto semplice ma molto bello e giusto: tutti pagano la sanità secondo le proprie capacità finanziarie e indipendentemente dai propri bisogni, e tutti ricevono cure secondo i propri bisogni e indipendentemente dalle proprie capacità finanziarie.
Il SSN funziona come un sistema assicurativo ma, a differenza dei sistemi assicurativi privati, il pagamento del premio non è proporzionale al rischio bensì alle reali capacità contributive. Se pagassimo tutti lo stesso premio assicurativo, allora i 150 mila miliardi di spesa sanitaria previsti per il 2026 divisi per i 59 milioni di abitanti comporterebbero un premio di 2.542 € a testa che per una famiglia di quattro persone, padre madre e due figli, sarebbero più di diecimila euro l'anno.
In realtà per noi il SSN non è gratis! Lo paghiamo tutti con le tasse, proporzionalmente alle rispettive capacità, e in piccola parte con il versamento dei ticket da cui però siamo esentati se le nostre risorse sono limitate o se i nostri bisogni sono eccessivi (esenzioni per reddito e/o per cronicità). Poi per curarci paghiamo lo stesso varie cose, dal dentista ai farmaci da banco e altro ancora. Per la 833 tutte le prestazioni prescritte dal medico di medicina generale dovremmo invece poterle avere gratis o solo con un ticket; per i farmaci e per i ricoveri per lo più è così, mentre per le visite specialistiche e per gli accertamenti diagnostici sempre più spesso chi ne ha bisogno finisce per doverli pagare.
Cosa dicono le Indagini Multiscopo Istat 2017 e 2023
Vediamo dai dati delle Indagini Multiscopo Istat dal 2017 al 2023 come è la situazione per gli italiani. (la linea punteggiata corrisponde a metà della popolazione)
L'andamento della percentuale della popolazione che si è sottoposta negli ultimi 12 mesi a una visita specialistica appare in diminuzione con una evidente flessione durante la pandemia Covid, flessione ancora più evidente per gli esami diagnostici, sia del sangue che specialistici. Questi ultimi hanno però un forte rimbalzo nel secondo anno della pandemia.
Questa invece è la situazione per età e modalità di pagamento nel 2017 e nel 2023 relativa alla sola ultima visita specialistica fatta prima dell'intervista:
Il grafico di sinistra riporta le frequenze di italiani che nell'anno hanno avuto almeno una visita nel 2017 e nel 2023, suddivisa per età e per modalità di accesso: gratis, ticket, pagamento, rimborso assicurativo. Nel grafico di destra invece sono riportate le percentuali delle diverse modalità di accesso per ogni classe di età.
Le frequenze sono in aumento con le età tranne che per chi ha coperture assicurative private, ma diminuiscono le frequenze con accesso gratis e soprattutto quelle con ticket, queste tranne che per gli oltre i 65 anni di età, per le quali aumentano le visite a pagamento. Dal grafico di destra risulta che dal 2017 al 2023 diminuiscono, proporzionalmente per età, le visite gratis e con ticket e aumentano quelle a pagamento e con copertura assicurativa. Le visite gratis sono proporzionalmente più numerose nell'infanzia e nella vecchiaia mentre le visite a pagamento superano il 50% tra i 25 ed i 34 anni di età.
Considerando la presenza o meno di una prescrizione medica e, se presente, se a carico del SSN o out of pocket, si osservano frequenze simili sino ai 34 anni mentre poi si differenziano e diventano più frequenti le visite prescritte da un medico e a carico del SSN. Nel grafico a destra si osservano le percentuali delle tre categorie per ciascuna classe di età.
Un po' differente è la situazione per età e modalità di pagamento nel 2017 e nel 2023 relativa all'ultimo accertamento diagnostico specialistico fatto prima dell'intervista:
Gli accertamenti diagnostici gratuiti aumentano con l’età, quelli con ticket o a pagamento diminuiscono invece dopo i 65 anni. Anche qui, come per le visite, i gratuiti sono proporzionalmente più frequenti nell'infanzia e nella vecchiaia e comunque, nel 2023, quelli a pagamento sono di più e quelli gratuiti e con ticket sono di meno.
Relativamente agli esami specialistici le frequenze degli esami non prescritti da un medico sono basse e, tra i prescritti, quelli a carico del SSN sono decisamente maggiori.
Analizzando i dati del 2023 con una regressione logistica in cui il contrasto sono gli accessi privati a pagamento (out of pocket o a copertura assicurativa) rispetto agli accessi con il SSN (gratuiti o con ticket) risulta che cresce la quota di accessi a pagamento con l'età, con il genere femminile, con le migliori condizioni economiche, nel Sud e nel Centro Italia, con il livello di istruzione e anche con gli stati migliori di salute soggettiva e con l'assenza di cronicità.
E quindi si può ritenere che gli accessi a pagamento siano più frequenti per visite o esami relativi a soggetti senza condizioni attuali di salute gravi, condizioni che richiedono più prestazioni e che risultano ancora più tutelate dal SSN.Il Servizio Sanitario Nazionale quest'anno a dicembre compie 48 anni e speriamo abbia ancora molta vita, magari rinnovando qualche suo aspetto ma non rinunciando ai valori che lo avevano costruito. Tutti, chi più chi meno, dobbiamo pagare le tasse, ma poi dovremmo aver diritto senza ulteriori costi all'istruzione e alla sanità. Nessuno vuol negare ai privati il diritto di offrire dei servizi a pagamento ma non vorremmo che la scelta di usufruirne dipendesse dalle carenze dei servizi pubblici.
Il livello di istruzione e il livello di salute non possono tornare a dipendere dalla disponibilità economica delle famiglie e questa non è solo una questione etica di equità sociale, ma anche di sviluppo e di progresso del nostro Paese: non scordiamocelo quando ci vien chiesto di esprimere la scelta per chi vogliamo che ci governi.