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02/11/2026

L’impatto del mukbang sulla salute degli spettatori: una scoping review

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Introduzione

Il mukbang, o eating broadcast, è un fenomeno nato in Corea del Sud nel 2006. Consiste in una produzione audiovisiva trasmessa in streaming o pubblicata su piattaforme video online in cui una persona, chiamata mukbanger, consuma grandi quantità di cibo, spesso molto vario, interagendo contemporaneamente con il pubblico.1-3 Il mukbang è spesso preceduto dal cookbang, fenomeno focalizzato sulla preparazione e cottura di cibo, prima di procedere al suo consumo.4 
In Italia, il fenomeno si è diffuso intorno al 20145 grazie alla crescita delle piattaforme video e dei social network. L’interesse per il termine sul motore di ricerca Google presenta maggiore popolarità a livello mondiale a partire dal 2018 con un forte picco nel 2020 e a dicembre 2025.6 In Italia, il massimo interesse viene raggiunto nel 2022, mantenendosi stabilmente fino a oggi.7
Il rapporto interattivo tra il mukbanger e lo spettatore è l’elemento centrale della diffusione di questo fenomeno, così come avviene per molte altre forme di intrattenimento digitale.8 Gli spettatori che consumano i pasti in solitudine tendono a percepire i mukbanger come compagni di pasto nonostante la distanza fisica.9,10 Questa dinamica si sviluppa frequentemente sottoforma di relazioni parasociali, in cui gli utenti sperimentano un legame di intimità e amicizia unilaterale, percepito come reale, con i creatori di contenuti digitali.11,12 Ulteriori elementi che rafforzano questo legame sono la condivisione delle esperienze relative alla preparazione e consumazione del cibo del mukbanger e l’evasione dalla realtà.9,10 Anche i suoni prodotti durante la masticazione e l’ingestione contribuiscono a intensificare il coinvolgimento sensoriale ed emotivo dello spettatore.2
L’esperienza di visione del mukbang porta lo spettatore a percepirla come una forma di alimentazione alternativa, detta alimentazione vicaria, la quale si basa su una sensazione di sazietà e gratificazione sensoriale vissuta indirettamente dallo spettatore, che tende a identificarsi con il mukbanger e a immaginare di consumare il cibo mostrato nel video.9
Il fenomeno desta crescenti preoccupazioni per la sua popolarità e per il potenziale impatto sulla salute, poiché la letteratura esistente suggerisce una possibile associazione tra la fruizione assidua di mukbang e stili di vita non salutari o comportamenti a rischio tra gli spettatori.9,10,13 Ad oggi, tuttavia, non si dispongono di dati ufficiali riguardanti la diffusione e gli effetti del fenomeno da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità o di istituzioni italiane.
Il presente lavoro si propone di individuare i principali effetti del mukbang sugli spettatori, nonché individuare le strategie di prevenzione per limitarne i potenziali rischi.

Materiali e metodi

È stata condotta una revisione di scoping secondo il metodo descritto da Arksey e O’Malley14 tra febbraio 2025 e agosto 2025, con una successiva integrazione al 16 gennaio 2026. La formulazione del quesito di ricerca «In che modo il mukbang può influire sulla salute degli spettatori e quali misure possono essere adottate per prevenirne gli effetti?» si è basata sul framework PCC15 (partecipanti: spettatori di mukbang; concetto: mukbang e il suo effetto sulla salute; contesto: ambiente digitale). 
Sono state consultate le banche dati PubMed, PsycInfo, Embase e CINAHL utilizzando stringhe di ricerca specifiche (tabella S1, materiali supplementari online). Sono stati inclusi studi primari redatti in lingua inglese, italiana, spagnola, portoghese o tagalog e studi che coinvolgessero una popolazione di età superiore ai 12 anni. Sono stati esclusi studi che prendessero in esame i mukbanger, i creatori o i produttori di contenuti digitali e quelli non riguardanti l’ambito medico-sanitario. Non sono stati previsti filtri temporali, in quanto si tratti di un argomento di studio recente e in continua evoluzione.
Il processo di screening degli articoli è stato documentato mediante il PRISMA-ScR16 (figura S1, materiali supplementari online). Due revisori (SM, JL) hanno selezionato in cieco gli articoli reperiti mediante una scheda di raccolta standardizzata comprendente gli item: autori e anno di pubblicazione, disegno dello studio, area geografica, caratteristiche del campione e principali evidenze relative all’impatto della visione del mukbang sulla salute e alle strategie preventive raccomandate, eventuali discrepanze sono state risolte da un terzo revisore (RA). 

Risultati

Sono stati inclusi 29 articoli pubblicati tra il 2020 e il 2025, di cui 25 studi quantitativi, 3 qualitativi e 1 studio sperimentale. La produzione scientifica si concentra nel continente asiatico, prevalentemente nella Corea del Sud. La distribuzione per fascia d’età dei partecipanti variava tra gli studi: 8 studi hanno incluso adolescenti dai 12 ai 18 anni, 9 studi hanno coinvolto giovani adulti dai 18 ai 25 anni e 10 studi hanno esaminato popolazioni adulte fino ai 73 anni. I dettagli di ogni studio sono riportati in tabella 1.
La distribuzione di genere ha una prevalenza femminile con 15 studi, 1 studio di predominanza maschile, mentre 9 studi riportavano una distribuzione quasi equilibrata tra i generi; in 4 studi, invece, il dato non era specificato. I risultati sono stati suddivisi in 5 categorie tematiche.

 

Pattern di consumo ed epidemiologia del fenomeno

I tassi di prevalenza del consumo del mukbang riportati oscillano tra il 40%42 e  il 74,51%45, le femmine mostrano prevalenze maggiore di visione del mukbang,18,22,32,35 in particolare nei contesti scolastici18 e universitari43. Negli adulti, i consumatori tendono a essere più giovani, a vivere in compagnia, a possedere livelli di istruzione e reddito più elevati,25 manifestando episodi di alimentazione incontrollata, consumo di alcol e sintomi depressivi19.
Dal punto di vista geografico e socioeconomico, gli spettatori adolescenti risiedono frequentemente in aree rurali o città di medie dimensioni,32 mettendo in evidenza un’associazione tra basso reddito familiare o basso stato socioeconomico e una maggiore frequenza di visione18. I pattern di consumo variano da singoli episodi settimanali di visione continuativa, definiti “sessioni”, di 30 minuti23 fino a superare le 5 sessioni settimanali o le 4 ore quotidiane.17,28,29 I partecipanti coreani riportano una frequenza di visione durante i pasti significativamente superiore rispetto agli europei.33
Tra i principali fattori socioeconomici associati a una visione problematica del mukbang, emergono un basso rendimento scolastico combinato a uno status socioeconomico medio basso.18 Ulteriori fattori includono livelli elevati di stress, ridotto recupero della fatica attraverso il sonno e autopercezione di solitudine.18 L’obesità e il sesso maschile sono fattori associati rilevanti; tuttavia, in alcuni campioni un alto BMI e il vivere da soli non mostrano associazioni significative.18,33
Le motivazioni alla base della visione del mukbang includono l’evasione dalla realtà, il coping emotivo e la ricerca di intrattenimento.19,24,44 Un ulteriore elemento rilevante è la “commensalità digitale”, attraverso cui gli spettatori mitigano la solitudine instaurando relazioni sociali o parasociali con i creator o con altri utenti presenti nelle trasmissioni live.36,39 Tuttavia, la commensalità basata sul mukbang è meno efficace nel ridurre la solitudine rispetto alla commensalità basata sull’interazione in presenza.27 Ulteriori driver includono la rassicurazione psicologica, la soddisfazione o gratificazione vicaria nel vedere il consumo di cibi proibiti durante la dieta26,33,39,44 e, in rari casi, la ricerca di gratificazione sessuale o feederismo10.

Disfunzioni del comportamento alimentare e scelte nutrizionali

È stata identificata una forte associazione tra la visione problematica del mukbang e la presenza di indicatori di disturbi alimentari.38 La letteratura evidenzia un’associazione tra la fruizione problematica e una maggiore frequenza di episodi di binge eating,19 condotte alimentari impulsive e ricadute, in particolare nei soggetti con pregresse disfunzioni del comportamento alimentare. La visione può, inoltre, contribuire a normalizzare comportamenti di iperfagia, riducendo il senso di colpa associato ad abitudini nutrizionali scorrette.24,36
L’impatto comportamentale associato alla visione si manifesta attraverso fenomeni di mimetismo alimentare e overeating, ossia quando gli spettatori tendono a mangiare più velocemente e in quantità superiori rispetto alla norma. L’alimentazione esterna è rappresentata dalla visione che stimola il consumo di cibo in risposta a stimoli visivi e uditivi, indipendentemente dalla fame fisiologica, e aumenta con il tempo di esposizione ai contenuti.25,43
Attraverso il mimetismo e l’alimentazione esterna, gli stimoli visivi e uditivi si associano a pattern irregolari di alimentazioni, come spuntini notturni32,35 o l’abitudine di saltare i pasti18,37. La fruizione eccessiva di mukbang altera la preferenza e la piacevolezza attesa per alimenti sani,27,35 a favore di un consumo dose-dipendente di fast food,42 bevande zuccherate o ad alto contenuto di caffeina22,32,35,42. Il desiderio di cibi specifici quali sushi, pollo fritto,34 cibi piccanti40 o grassi18 aumenta significativamente durante e dopo la visione.

Benessere psicologico e dipendenza comportamentale

Il consumo frequente di mukbang è associato a distress emotivo, ansia e depressione.19,31 Negli adolescenti, la frequenza di visione è associata a livelli più elevati di stress e ansia percepiti, con un impatto più marcato nel sesso femminile.21 Negli uomini adulti, il consumo frequente è associato a sintomi depressivi più intensi, alla ricerca di gratificazione sensoriale legata alla masticazione attraverso l’ASMR,45 mentre nelle donne è associato al binge eating19. La gratificazione sociale e l’età non sembrano esercitare un’influenza significativa sugli adulti.19
Alcuni individui utilizzano i video mukbang per appagare i propri desideri di natura sessuale. Molti fruitori sono più attratti dai mukbanger, concentrando l’attenzione sulla fisicità, portando il cibo a un piano secondario. Inoltre, la letteratura riporta una sovrapposizione tra la gratificazione sessuale e quella alimentare, mettendo in evidenza una convergenza tematica con pratiche quali il feederismo.10
La visione problematica è valutata tramite la Mukbang Addiction Scale ed è definita da sei dimensioni: frequenza, modificazione dell’umore, tolleranza, astinenza, conflitto e ricaduta. Questa condotta risulta positivamente correlata alla dipendenza da Internet e funge da predittore significativo per i sintomi di alimentazione disordinata.37
In controtendenza, viene suggerito di considerare il fenomeno non solo come una minaccia, ma anche come una potenziale risorsa per il benessere mentale negli adolescenti socialmente isolati,39 in considerazione che la visione di questi video potrebbe agire da commensalità virtuale, riducendo temporaneamente i sentimenti legati alla solitudine.

Impatto somatico, percezione corporea e condotte compensatorie

L’esposizione ai contenuti mukbang è fortemente associata a una percezione negativa dell’immagine corporea.18,30,35 Gli adolescenti mostrano una probabilità elevata di percepire il proprio corpo come grasso (donne)18 o magro (uomini), indipendentemente dal peso reale18,20. Negli adulti, l’insoddisfazione corporea è associata a una maggiore propensione a mangiare durante la visione dei video.23
La visione frequente è associata a una maggiore prevalenza di sovrappeso e/o obesità negli uomini.18,20,35,42 Questa associazione è rilevante nei soggetti vulnerabili che sono sottoposti già ad alti livelli di stress percepito o abitudini alimentari scorrette.20
Parallelamente, si mette in evidenza il ricorso a comportamenti compensatori pericolosi finalizzati al controllo del peso come digiuno prolungato, diete squilibrate, vomito autoindotto, uso di lassativi, diuretici o enteroclismi,23,34,35 attività fisica eccessiva e compulsiva nel tentativo di compensare l’assunzione ipercalorica osservata nei video24,30,36.

Prevenzione degli effetti negativi del mukbang

Strategie di intervento precoci e di screening

Diversi studi concordano sulla necessità di valutare la frequenza della visione di mukbang19,23 mediante screening precoce dei soggetti vulnerabili, tenendo conto delle variabili demografiche e culturali che influenzano l’impatto del fenomeno,27 e di regolamentazione dei contenuti online45. Nei pazienti con disagio emotivo e/o disturbi alimentari, è raccomandato valutare routinariamente l’eventuale esposizione al mukbang19 e, qualora presente, approfondire con domande specifiche sulla frequenza di consumo e sulle motivazioni della visione41.

Consapevolezza e responsabilità digitale

In letteratura, emerge la necessità di implementare messaggi di avvertimento prima della visione dei video, informando gli spettatori sui rischi legati al consumo di cibi malsani e alle condotte di iperfagia. La responsabilità sociale di questa sensibilizzazione parte da regolamentazioni governative20,21,40,41 fino a ottenere il supporto tra produttori di contenuti e piattaforme digitali; tuttavia, risulta difficile l’applicazione di questa raccomandazione.22,32,45

Supporto psicologico

In ambito clinico, gli interventi multidisciplinari devono focalizzarsi al potenziamento delle strategie di coping, della regolazione emotiva, sui tratti di impulsività e sui processi di confronto sociale,18,21,26,31 offrendo alternative sane alla gestione della solitudine, dello stress30 e il desiderio di fuga dalla realtà26,29,33 attraverso consulenze, gruppi di supporto e tecniche di mindfulness per contrastare la visione compulsiva31,45. Questi interventi dovrebbero essere sostenuti dall’advocacy dei professionisti sanitari per promuovere politiche pubbliche di regolamentazione del marketing alimentare online.21-23

Strategie educative e promozione della salute

Programmi di educazione nutrizionale, erogati da sanitari o attraverso interventi tra pari, si sono rivelati efficaci nel promuovere abitudini alimentari sane, contrastando la normalizzazione delle abbuffate20,35 e la disinformazione nutrizionale veicolata in maniera conscia o inconscia dai produttori dei video18,19,35,45.
Strategie di mentoring, supporto familiare e l’offerta di attività sociali alternative risultano determinanti per prevenire comportamenti disfunzionali30,35 e ridurre il ricorso al mukbang come forma di evasione negli adolescenti e negli adulti41,45.
Le strategie d’intervento devono integrare prioritariamente l’alfabetizzazione digitale, volta a decodificare i meccanismi algoritmici e la pericolosità dei comportamenti alimentari estremi.19,32 Una figura che potrebbe intervenire in maniera diretta o interprofessionale con psicologi, dietisti e insegnanti è l’infermiere scolastico o l’infermiere di famiglia e di comunità, il quale agirebbe come facilitatore di empowerment, fornendo a giovani e famiglie counselling ed educazione sanitaria46 per la gestione dei rischi correlati al comportamento alimentare e dipendenze digitali26,29,33.

Discussione

L’impatto negativo del mukbang è multidimensionale. L’esposizione prolungata mostra un’associazione significativa non solo con la scelta di alimenti non salutari e l’aumento di comportamenti iperfagici, ma anche con una maggiore frequenza di sovrappeso, obesità, sintomi depressivi, stress e dipendenza comportamentale. A queste problematiche, si aggiungono condotte compensatorie pericolose, come il digiuno prolungato e l’uso di lassativi o l’esercizio fisico compulsivo nel tentativo di bilanciare l’eccesso calorico osservato.
La collaborazione tra professionisti sanitari, istituzioni scolastiche e famiglie rappresenterebbe la via più efficace per prevenire gli effetti negativi offrendo strategie basate sulla health literacy digitale indirizzata ai giovani e strategie di coping contro la solitudine, lo stress e la fuga nella realtà virtuale.
Parallelamente, in ambito clinico e specialistico, gli operatori sanitari a contatto con i soggetti vulnerabili devono essere adeguatamente formati per riconoscere il mukbang come potenziale fattore scatenante o di mantenimento dei disturbi alimentari. Data l’assenza di studi longitudinali e di dati specifici sulla popolazione europea e italiana, l’implementazione di screening clinici sistematici e strutturati su larga scala appare, tuttavia, prematura. 
La figura dell’infermiere di famiglia e comunità potrebbe configurarsi in futuro come una risorsa strategica per la sorveglianza territoriale e l’orientamento dei soggetti fragili, facendo da collegamento tra l’assistenza territoriale e quella ospedaliera. A livello ambulatoriale,19,23 si propongono comunque screening come strumento precauzionale utile a intercettare le abitudini mediatiche dei soggetti a rischio.23
L’efficacia delle politiche di tutela dei consumatori potrebbe essere condizionata dalla redditività del mukbang,47 il quale è alimentato da sistemi di monetizzazione eterogenei dipendenti dalle specifiche piattaforme che posseggono le proprie valute virtuali interne utilizzate durante le donazioni in tempo reale o sottoscrizioni di abbonamenti alle piattaforme dei mukbanger. È, dunque, necessaria una responsabilità sociale condivisa tra piattaforme e creatori per bilanciare i profitti con la salute pubblica, limitando gli incentivi economici alla diffusione di contenuti a rischio.
Nonostante il fenomeno del mukbang sia stato oggetto di precedenti revisioni,9,10,13 la rapidità con cui questa tendenza digitale si evolve richiede un costante aggiornamento delle evidenze; difatti, si riporta anche la recente validazione della MAS in italiano.48 Questa revisione contribuisce a integrare la letteratura esistente con studi svolti negli ultimi tre anni, individuando le nuove risposte cliniche emerse e facendo emergere tematiche che hanno un impatto significativo sulla salute pubblica. Vengono, inoltre, analizzate le recenti strategie di prevenzione implementate in Asia, ad oggi ancora assenti nel contesto europeo, riportando un importante gap della letteratura che richiede l’avvio di indagini epidemiologiche nel contesto occidentale.

Limiti dello studio

La distribuzione geografica degli studi mostra una predominanza del contesto asiatico e una sostanziale assenza di dati riferiti alla popolazione europea e/o italiana. In secondo luogo, il mukbang è un fenomeno relativamente recente, ma in continua evoluzione, e ciò non consente ancora di esplorare in modo completo gli effetti sulla salute a lungo termine.
L’eterogeneità dei campioni e la predominanza di disegni di studio trasversali rappresentano un limite intrinseco che impedisce di affermare un nesso di causalità unidirezionale tra la fruizione dei mukbang e gli esiti di salute. È, difatti, plausibile l’esistenza di una causalità inversa o di una relazione bidirezionale tra individui affetti da disturbi del comportamento alimentare o da un’immagine corporea distorta con la ricerca e consumo di questi contenuti digitali.
Infine, sebbene la letteratura evidenzi la necessità di interventi preventivi, le pubblicazioni disponibili si concentrano prevalentemente su raccomandazioni teoriche, senza documentare l’effettiva attuazione ed efficacia di tali strategie nella pratica.

Conclusioni

Il mukbang si è evoluto in una realtà complessa frequentemente associata a un quadro eterogeneo di disagio psicosociale e a disfunzioni del comportamento alimentare. Sebbene sia spesso fruito come forma di commensalità virtuale per mitigare la solitudine, la letteratura documenta una costante compresenza tra la visione problematica di questo tipo di contenuti e fattori che potrebbero avere influenza sulla salute somatica e psichica, mettendo in luce la necessità di indagini future per chiarire se tale esposizione rappresenti un fattore antecedente o la manifestazione secondaria di una vulnerabilità preesistente.
Questa revisione ha individuato il profilo più recente tra gli spettatori più vulnerabili di mukbang: adolescenti e giovani adulti, prevalentemente di sesso femminile,18,30,32,43 con svantaggi sociali ed economici e scarso rendimento scolastico18. Dall’altro lato, ci sono gli spettatori adulti che vivono in compagnia, con un alto livello di istruzione e di reddito, ma con un carico psicopatologico caratterizzato da episodi di alimentazione incontrollata, consumo di alcol e depressione.19
Le misure per contrastare la visione problematica del mukbang devono essere supportate da una responsabilità sociale condivisa, in cui i produttori di contenuti e i gestori delle piattaforme bilancino la logica del profitto con la tutela della salute pubblica e una regolamentazione dei mercati digitali che ponga il benessere dell’individuo al di sopra delle metriche di visualizzazione e dei ricavi economici.
Affrontare l’impatto del mukbang richiede un cambio di paradigma che integri la prevenzione clinica con la responsabilità digitale. Non è sufficiente intervenire sulla sintomatologia dei disturbi già conclamati, ma diventa prioritario promuovere una solida digital health literacy.32 Aiutare gli utenti a decodificare criticamente le logiche algoritmiche e i messaggi distorti veicolati dai creator è fondamentale per rompere il meccanismo di identificazione e mimetismo che ne alimenta il consumo problematico.

Conflitti di interesse dichiarati: nessuno.

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