intervento
Epidemiol Prev 2012; 36 (1): 41-44

Lezione dalla "Sindrome di Quirra" - Epidemiologia? No, grazie

Lessons from the ‘Quirra syndrome’ - Epidemiology? No, thanks

  • Pierluigi Cocco1

  1. Dipartimento di sanità pubblica, Sezione di medicina del lavoro, Università di Cagliari
Pierluigi Cocco -

Riassunto:

Nel 2011 una serie di articoli di stampa hanno ripreso precedenti segnalazioni, risalenti a 10 anni fa circa, a proposito di un presunto eccesso di neoplasie del sistema emolinfopoietico nella Sardegna sud-orientale, generando allarme nella popolazione e indagini da parte della magistratura. Questo intervento discute le cause che potrebbero avere generato la percezione di eccessi di neoplasie del sistema emolinfopoietico, mai confermati da ripetute analisi epidemiologiche condotte in maniera indipendente da enti e ricercatori regionali e nazionali. I risultati dell’aggiornamento fino al 2003 dell’analisi spaziale dell’incidenza delle neoplasie del sistema emolinfopoietico nella Sardegna meridionale, commissionato dalle autorità sanitarie locali, hanno invece indicato significativi eccessi di leucemia nella popolazione maschile localizzati altrove, senza che si sia dato luogo ad alcun ulteriore approfondimento. Rimangono oscuri i motivi per i quali le istituzioni locali non utilizzino le evidenze, sia quelle negative sia quelle indicative di reali problemi sanitari, prodotte da indagini di epidemiologia descrittiva da esse stesse commissionate.

Parole chiave: emolinfopatie maligne, distorsione, epidemiologia descrittiva.

Abstract:

Since January 2011, media reports have been reviving claims about a presumed excess of haemolymphopoietic cancer in south-eastern Sardinia, Italy, that started 10 years before.The almost daily sequence of articles created alarm in the local population, and a judicial investigation was initiated. The present commentary discusses possible reasons for the perception of an excess of haemolymphopoietic cancer, which was not confirmed by four independent epidemiological investigations. The update 2003 of the spatial analysis of haemolymphopoietic cancer incidence in southern Sardinia, on the other hand, commissioned by the local health authorities, has suggested an elevated risk of leukaemia among males residing in areas far fromthose reported at risk.No action followed. It is unclear why the regional authorities do not use the epidemiological investigations commissioned by themselves, whatever the results are either negative or positive for possible environmental health problems.

Keywords: lymphohaemopoietic malignancies, bias, descriptive epidemiology


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