intervento
Epidemiol Prev 2013; 37 (4-5): 303-307

Focus sulle sigarette elettroniche

Focus on electronic cigarettes

  • Biagio Tinghino1

  • Roberta Pacifici2

  • Alessandra Di Pucchio2

  • Ilaria Palmi2

  • Renata Solimini2

  • Fabrizio Faggiano3

  • Giuseppe Gorini4

  1. Società italiana di tabaccologia (SITAB)
  2. Reparto di farmacodipendenza, tossicodipendenza e doping, Osservatorio fumo, alcol e droga, Istituto superiore di sanità, Roma
  3. Università del Piemonte orientale, Novara
  4. Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica (ISPO), Firenze
Giuseppe Gorini -

Riassunto:

Gli effetti che la sigaretta elettronica (e-cig) può avere sulla salute non sono ancora stati indagati in modo esaustivo e manca una chiara regolamentazione per la sua produzione e commercializzazione. Vi è la preoccupazione che la sigaretta elettronica diventi per i giovani una porta di accesso alla dipendenza dalla nicotina e quindi dal fumo di sigaretta tradizionale. In Italia, il Ministro della salute ha introdotto il divieto di vendita di e-cig con nicotina prima ai minori di 16, poi ai minori di 18 anni. Fino a quando non saranno disponibili maggiori evidenze scientifiche è importante regolamentare la produzione e la commercializzazione di e-cig, renderle meno appetibili, vietarne la promozione e l’uso in ambienti pubblici chiusi.
L’e-cig sembra comunque essere molto meno pericolosa della sigaretta tradizionale, anche se i pochi studi non sono sufficienti a dimostrare né la loro totale innocuità, né la chiara efficacia terapeutica (nella cessazione del fumo). Occorre ricordare che esiste una porzione ampia di fumatori non in grado di smettere e che e-cig dal contenuto noto, prodotte secondo norme chiare e in laboratori certificati e senza sostanze tossiche potrebbero essere usate per aiutare i forti fumatori a smettere, o quantomeno a ridurre l’abitudine al fumo. La revisione della Direttiva europea sul tabacco (in corso di approvazione) raccomanda di lasciare in libera vendita solo le e-cig con contenuto di nicotina <4 mg/ml (una minoranza esigua di quelle attualmente sul mercato).Obiettivo difficilmente raggiungibile, visto che il profitto maggiore viene proprio dal libero commercio e che le ben più pericolose sigarette di tabacco continuano a essere vendute senza grandi restrizioni.

Parole chiave: sigaretta elettronica, fumo, smettere di fumare, Italia

Abstract:

There is no clear regulation on electronic cigarettes (e-cig); their health effects are not yet fully investigated and there is insufficient standardisation and quality control of the product. Moreover, the e-cig could be a gateway for young people to nicotine addiction and traditional cigarette smoking. In Italy, the Ministry of Health banned the sale of e-cig with nicotine firstly to adolescents aged <16 years, then to people <18 years. Until further scientific evidence is available, it is mandatory to regulate the production and marketing of e-cigs, to make them less attractive, to forbid their use in enclosed areas, and prevent them from being promoted. E-cigs, however, seem to be much less dangerous than traditional cigarettes, although the few studies conducted are not sufficient to demonstrate either a clear therapeutic efficacy of e-cig or their total harmlessness. If e-cig had a known content, were made according to clear rules and in certified laboratories, without toxic substances, it could be used to help heavy smokers to quit, or at least to reduce smoking habits. There is a large proportion of smokers who are unable to quit. The revision of the European Directive (the proposal is being evaluated and we are waiting for its final approval) on tobacco recommends free sale for a minority of e-cigs only, those with a nicotine content <4 mg/ml. This will be difficult, considering that the business is just the free sale of e-cig and the much more dangerous tobacco cigarettes are still sold without any restriction.

Keywords: electronic cigarette, tobacco smoking, smoking cessation, Italy


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