Epidemiologia&Prevenzione 2021, 45 (1-2) gennaio-aprile

Impatto sanitario: la valutazione del singolo impianto non è sufficiente, occorre anche una valutazione di area

Fabrizio Bianchi, Fabrizio Bianchi, Carla Ancona, Lucia Bisceglia, Francesco Forastiere, Andrea Ranzi

Le valutazioni di impatto ambientale (VIA) si concludono spesso con un giudizio finale di “basso” o “trascurabile” impatto sulla salute (VIS) dell’impianto industriale oggetto di valutazione. Abbiamo approfondito le ragioni di una conclusione spesso semplicistica e proponiamo un’estensione dell’attenzione valutativa dal solo impianto a un’area appropriata. 

Per molte valutazioni, le conclusioni sono facilmente prevedibili: l’applicazione delle funzioni di rischio disponibili a incrementi modesti di inquinamento, in presenza di popolazioni numericamente ridotte nelle aree di maggiore ricaduta e considerando esiti di salute piuttosto rari, non può che risultare in impatti sulla salute quantitativamente modesti. È la classica situazione di scarsa sensibilità del sistema di osservazione per impossibilità di contenimento dell’errore di tipo II (falsi negativi), non potendo aumentare a nostro piacimento la popolazione esposta. Il rischio è di dare il via libera all’esercizio di un impianto in cui il danno apparentemente nullo o molto limitato è semplicemente non correttamente identificabile. Di questi elementi non si trova quasi mai traccia nelle fasi di definizione delle potenzialità e dei limiti della VIS (scoping).

In territori caratterizzati da criticità ambientali, il rinnovo o l’autorizzazione per un nuovo impianto, oltre all’impatto del singolo impianto specifico, dovrebbe attivare contestualmente valutazioni sul profilo di salute della popolazione interessata e il contesto in cui si colloca il progetto industriale. Si propone quindi una “VIS di area”, rivolta al complesso dei fattori di pressione ambientale che insistono sulla medesima area di impatto dell’impianto specifico.

L’epidemiologia si concentra sulla popolazione esposta, considera lo stato attuale di salute, le informazioni su pericolo e rischio che vengono dalla tossicologia, stima il grado di esposizione della popolazione e gli effetti sanitari di questa esposizione. La VIS di area può valutare l’impatto del complesso delle sorgenti emissive a partire dall’analisi delle condizioni di salute della popolazione esposta e della presenza di vulnerabilità specifiche.
La proposta è in linea con quanto già previsto nei livelli essenziali del sistema sanitario e ambientale (LEA e LEPTA).

Condizione di base è l’istituzione di funzioni dedicate alla sorveglianza integrata ambiente e salute per aggiornare il profilo di salute e effettuare la VIS di area, come strumento di accompagnamento della pianificazione strategica locale. Su questi temi, la Rete italiana ambiente e salute (RIAS) ha aperto una discussione al proprio interno e con le regioni.


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