Epidemiologia&Prevenzione 2014, 38 (6) novembre-dicembre

Fumare un numero minore di sigarette al giorno determina una riduzione significativa del rischio di sviluppare patologie legate al fumo? Quali benefici hanno gli svapatori?

Giulia Pieri, Elisabetta Chellini, Giuseppe Gorini

Negli ultimi anni circa 600.000 degli oltre 10 milioni di fumatori italiani hanno iniziato a usare la sigaretta elettronica (e-cig). Circa il 10% di questi smette di fumare il tabacco, mentre il 90% ne fa un uso combinato con la sigaretta tradizionale. Il 75% diminuisce, talvolta anche di molto, il numero di sigarette fumate ogni giorno (sig/die), senza però smettere.
Ma quante sigarette in meno bisogna fumare per ottenere benefici reali in termini di salute? Esiste un valore soglia?
Per osservare una riduzione significativa del 27% nel rischio di sviluppare tumore del polmone bisogna ridurre almeno del 50% il numero di sig/die; mentre per le altre patologie correlate al fumo (infarto, ictus, broncopneumopatie croniche ostruttive), pur dimezzando le sig/die, non si osserva alcuna riduzione significativa del rischio.
Fumare anche solo 5 sig/die comporta rischi, in particolare per l’insorgenza dell’infarto, nonostante ciò abbassi significativamente il rischio di sviluppare tumore del polmone.
Smettere di fumare, dunque, rappresenta la scelta che più di tutte riduce i rischi per tutte le patologie legate al fumo. Persino l’utilizzatore di sigaretta elettronica (detto anche “svapatore”), per ottenere riduzioni del rischio significative dovrebbe, come prima scelta, smettere di fumare e, se gli risulta impossibile, può come seconda scelta ridurre il consumo di sigarette tradizionali a meno di 5 sig/die.


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