Epidemiologia&Prevenzione 2014, 38 (1) gennaio-febbraio

Prevenire le patologie cardiovascolari attraverso un modello di screening applicabile ad ampie fasce di popolazione: risultati della prima fase del progetto

Antonio Ferro, Sandro Cinquetti, Alessandro Moro, Andrea Siddu, Antonino Trimarchi, Maria Gabriella Penon, Pierpaolo Pavan, Raffaella Camillotto, Luca Rossetto, Valter Volpe, Simone Zevrain, Silvio Brusaferro

OBIETTIVI: valutare, tramite chiamata attiva, gli stili vita di una popolazione asintomatica per individuare soggetti iperglicemici e/o ipertesi da inviare al proprio medico di medicina generale (MMG) per gli accertamenti del caso e i soggetti da indirizzare a programmi di prevenzione e di promozione della salute a causa dei loro stili di vita.
SETTING E PARTECIPANTI: nel periodo compreso tra gennaio 2009 e luglio 2012, tutti i soggetti sani residenti nel territorio della ULSS 17 Este (PD) di età compresa tra i 45 e 59 anni sono stati invitati a un programma di prevenzione cardiovascolare.
DISEGNO: tutti gli aderenti sono stati valutati tramite un’intervista orientata al riconoscimento di eventuali stili di vita scorretti, sono stati sottoposti alla misurazione di circonferenza addominale, indice di massa corporea (BMI), pressione arteriosa sistolica (PAS) e diastolica (PAD), glicemia (tramite stick glicemico), hanno ricevuto counseling e materiale informativo sugli stili di vita e sono stati invitati a iniziative di prevenzione e/o di promozione della salute di tipo individuale o di gruppo in relazione ai fattori di rischio emersi.
RISULTATI: tra il 55,5% (3.922/7.071) della popolazione aderente, le donne (58,8%) aderiscono al progetto in maniera significativamente superiore rispetto agli uomini (51,9%) (p <0,01). La percentuale dei soggetti privi di fattori di rischio e valori di pressione arteriosa (PA) e glicemia alterati (classe A) è del 16,7% e decresce con l’aumentare dell’età. I soggetti con stili di vita alterati ma con PA e glicemia nella norma (classe B) sono il 49,4%, mentre i soggetti con anche PA e glicemia alterate sono il 25,2%. L’8,6% dei rispondenti, invece, non rientrava nei parametri di eleggibilità.
CONCLUSIONI: i risultati preliminari dello studio suggeriscono l’utilità di un programma di chiamata attiva, gestito con risorse ordinarie dal Dipartimento di prevenzione, come strumento per individuare soggetti ipertesi e/o iperglicemici non noti e asintomatici a cui proporre interventi di promozione degli stili di vita, ma anche di prevenzione e terapia.

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